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In America si fa il tifo per i Verdi tedeschi in chiave anti austerità?

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Che cosa si legge in un editoriale del Wall Street Journal sui Verdi in Germania. L’articolo di Giuseppe Liturri

 

[Un editoriale, tratto dal WSJ del 29/04, “tira la volata” ai Verdi in Germania, nella speranza che riescano finalmente a mettere fine all’austerità di bilancio che deprime l’economia tedesca e dell’intera eurozona da almeno un decennio. L’esito è piuttosto incerto, ma questo articolo segnala che oltreoceano la misura comincia ad essere colma e si tollera sempre meno la politica economica tedesca]

 

Un decennio fa l’intransigenza della Germania su salvataggi e indebitamento ha prolungato la crisi del debito sovrano dell’Eurozona, uno dei motivi per cui la ripresa economica del Paese è rimasta indietro rispetto a quella degli Stati Uniti.

Un’altra crisi, un’altra ripresa ritardata per l’Europa e di nuovo l’entità dello stimolo di bilancio risulta essere decisiva. Ma l’ascesa del Partito dei Verdi in Germania potrebbe spingere ulteriormente sia il Paese che il continente verso il modello statunitense che prevede un pacchetto aggressivo di stimoli all’economia. Partito che potrebbe emergere come partner o addirittura come leader della prossima coalizione di governo. I Verdi hanno attraversato una forte mutazione nel corso del tempo, evolvendosi da un partito pacifista anti nucleare a un gruppo pragmatico di sinistra che partecipa regolarmente alle coalizioni federali e dei länder tedeschi.

Il partito possiede tuttavia ancora un forte e intransigente ala ambientalista, ma la leadership è nelle mani della sua ala più moderata, di cui fa parte Annalena Baerbock, la parlamentare quarantenne nominata la scorsa settimana per candidarsi come cancelliera il prossimo autunno.

“Molta gente era convinta in passato che i Verdi non si sarebbero mai occupati di politica economica: a loro interessano solo l’agricoltura biologica e i corsi di yoga, dicevano”, afferma in un’intervista Sven Giegold, membro dei Verdi del Parlamento europeo e portavoce del partito per le questioni economiche. “Ma questi tempi sono ormai lontani: siamo già al governo in 11 dei 16 länder tedeschi. Non siamo ingenui. Sappiamo come funziona il governo “.

L’eurozona possiede un’intrinseca tendenza all’austerità, a causa del Patto di stabilità e crescita e poiché inoltre un paese fortemente indebitato come l’Italia non potrebbe indebitarsi così tanto da quando non controlla più la propria valuta.

Nell’ultimo anno, però, anche la Germania ha dovuto attraversare cambiamenti. La Merkel ha offerto il suo sostegno a un fondo di recupero dell’Unione europea da 750 miliardi di euro, finanziato da Eurobond, un grande passo verso un’unione di bilancio in stile statunitense. Il suo governo ha anche sospeso il freno all’indebitamento per erogare aiuti all’economia colpita dalla pandemia.

Questi interventi avrebbero dovuto essere solamente temporanei; i Verdi li renderebbero permanenti. “La Germania ha un problema più grande del debito”, ha affermato Giegold. “Questo problema è la mancanza di investimenti che sta mettendo a rischio la nostra competitività”.

I Verdi vorrebbero modificare ed allentare il freno all’indebitamento per consentire al Paese di contrarre prestiti per investimenti pubblici, mossa che, sostengono, possa essere economicamente intelligente per via dei tassi di interesse negativi tedeschi. “L’imprenditore intelligente non risparmia, investe. Lo stato intelligente fa lo stesso “, si legge sulla piattaforma del partito, che caldeggia forti investimenti per miglioramenti della rete Internet, ricerca e sviluppo, stazioni di ricarica, ampliamenti ferroviari, autobus a emissioni zero e sviluppo urbano.

Tutto ciò è paragonabile al piano infrastrutturale del presidente Biden, in proporzione al Pil. I Verdi non condividono però l’ampio ricorso al deficit da parte della sinistra statunitense.

Il Partito vorrebbe invece rendere permanente il fondo di ripresa della Ue, finanziato con tasse proprie, e riformare il Patto di stabilità e crescita in modo che “sia impedita un’eccessiva tendenza verso il risparmio e gli investimenti in futuro possano essere ulteriormente aumentati”, secondo quanto si legge sulla sua piattaforma.

Gli ostacoli, come si può immaginare, sono notevoli. Anche se i Verdi fossero in vantaggio a settembre, mancherebbero i voti per emendare la costituzione.

In tutta Europa i partiti centristi tradizionali hanno perso voti a favore spesso di movimenti antiglobalisti di destra. L’Ue ha già perso la Gran Bretagna a causa di una reazione antiglobalista.

Per ora, tuttavia, i leader in Francia e in Italia stanno, ancora una volta, osservando il percorso degli Stati Uniti e sono desiderosi di imitarne le scelte di bilancio pubblico. La Germania sembra pronta a unirsi a loro.

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