Skip to content

molise

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Il vero atout di Giorgia Meloni

Giorgia Meloni e l'importanza di essere onesta. Il corsivo di Battista Falconi

Giorgia Meloni si avvia a concludere o quasi la legislatura da primo ministro, il primato della longevità sarà comunque raggiunto a settembre. Ma c’è un altro suo record, non molto evidenziato, che ha una notevole importanza politica. Il presidente del Consiglio non ha addebiti che la riguardino come onestà personale e correttezza, non è oggetto di accuse relative a mazzette e corruzione. Un aspetto che, dopo l’instaurazione della seconda repubblica, assume un forte valore.

In teoria la Presidente del Consiglio è iscritta nel registro degli indagati per favoreggiamento e peculato dalla Procura di Roma, su esposto dell’avvocato Luigi Li Gotti e in relazione al Caso Almasri, assieme al sottosegretario Mantovano e ai ministri Nordio e Piantedosi. Una vicenda dove la contestazione, al di là del naming equivoco del reato, è evidentemente di carattere politico, come nell’indagine contro l’allora Ministro dell’InternoMatteo Salvini per la nave Open Arms, dell’agosto 2019. Né si può dire che nel circolo meloniano siano mancati indagini, sospetti e condanne: da Santanchè a Delmastro, dalle frasi infelici e dagli spioni attorno all’auto dell’ex compagno Andrea Giambruno fino all’accatastamento della villa di Meloni.

Ma non è uscito niente che la riguardi di sostanziale. Meloni non ha procedimenti giudiziari legati a corruzione, come rivendicato con il famoso “non sono ricattabile”. In questo senso si collega a qualche blasonato potente della prima repubblica pre-tangentopolitana. Richiama precedenti come il rigore morale di Alcide De Gasperi, la sobrietà di Aldo Moro, Benigno Zaccagninisoprannominato “l’onesto”. Come Sandro Pertini, rimasto estraneo alle derive che travolsero il PSI, per uscire dal recinto democristiano. Come il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, Ugo La Malfa, leader del PRI tra i primi a denunciare la “questione morale”, assieme a Enrico Berlinguer che, anche per questo, morì in un’aura di santità laica. Una non ricchissima galleria in cui compaiono due donne: Tina Anselmi, primaministro, e Nilde Iotti, la prima Presidente della Camera.

Mentre siamo tutti ombelicalmente concentrati su Vannacci e Alemanno, ripeschiamo dichiarazioni tatarelliane e persistiamo nello spremere il limone delle dichiarazioni di La Russa, bisognerebbe rifletterci un momento. Tra sondaggi, liti internazionali con Trump, crisi con gli Usa, guerre mondiali a pezzi, Giorgia Meloni può piacere o dispiacere molto. Ma vederla come una persona onesta fa la differenza.

Torna su