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Il secolo di Filippo di Edimburgo

di

Filippo Edimburgo

L’articolo di Daniele Meloni

 

Un breve comunicato di Buckingham Palace e poi tutte le emittenti televisive e i siti online britannici – Bbc in primis – si sono listati a lutto: il Principe Consorte, Filippo di Edimburgo è morto all’età di 99 anni. Recentemente, il Duca di Edimburgo era stato ricoverato all’ospedale King Edward VII per un problema cardiaco ed era stato ripreso mentre lasciava l’ospedale per fare rientro, in tutta sicurezza nel rispetto della normativa anti-Covid, nella dimora reale, situata lungo l’imponente viale di Pall Mall a Londra.

Ricordi commossi e sentite condoglianze sono giunti al Regno Unito e alla famiglia Windsor-Mountbatten da tutto il mondo. A Downing Street il Premier Boris Johnson ha improvvisato una conferenza stampa per esprimere tutta la tristezza del popolo britannico per un servitore “della nazione e del Regno che ci ha lasciati”.

È stato proprio il servizio alla patria e alla moglie, la Regina Elisabetta II, a marcare la vita di Filippo. Per ben 73 anni è stato marito della Regina più longeva della storia britannica, diventando, a sua volta, il Principe Consorte più longevo. Un ruolo che costituzionalmente non esiste, ma che impone precisi doveri nello stare sempre un passo dietro la sovrana. Per spirito di sacrificio nei confronti del Regno Unito e di Elisabetta, Filippo ha rinunciato a una carriera nella Marina e a dare il suo cognome acquisito, Mountbatten, ai figli.

La sua vita è stata ricca di episodi rocamboleschi. Non ci sono nelle sue vicissitudini le tipiche esperienze che fanno sognare il percorso romanzesco di un principe. Quando in Grecia la monarchia guidata da suo nonno è stata rovesciata la sua famiglia si è trovata senza nulla e ha dovuto ricominciare quasi daccapo. Il mondo in cui è nato Filippo era ancora guidato dalle monarchie, cui era egli stesso imparentato: la sua prozia Ella fu uccisa dai bolscevichi insieme allo zar a Ekaterinberg. Sua madre era una bisnipote della Regina Vittoria. I suoi genitori, infatti, si incontrarono proprio nel 1901, il giorno del funerale della Regina. Tutte le 4 sue sorelle si sono sposate con dei tedeschi e sostenevano la Germania nazista mentre Filippo la combatteva con la Royal Navy. Nessuna è stata invitata al suo matrimonio con Elisabetta Windsor.

Dopo gli studi nel college della Marina di Dartmouth è avvenuto l’incontro con Elisabetta. Quando la notizia della morte di Giorgio V ha raggiunto la coppia di principi in viaggio in Kenya, Filippo capì che la sua vita sarebbe cambiata ma non mancò mai di sostenere la monarchia come pilastro della stabilità – “balance” ha detto Johnson nel suo intervento di oggi – della nazione. Alla cerimonia di incoronazione della moglie fu il primo a renderle omaggio. Approfittando della sua esperienza in Grecia il Principe Consorte è sempre stato un fautore del rinnovamento della Famiglia Reale, perché solo stando al passo con i tempi i Windsor avrebbero potuto mantenere salda la loro posizione. Così si spiega il suo affetto per i nipoti e il suo rapporto, sempre descritto come burrascoso, con un altro innovatore della Casa Reale, l’erede al trono, suo figlio Carlo Principe di Galles.

Amante dello sport – cricket, polo e cavalli nell’ordine – e del beau monde, Filippo non è mai venuto meno al suo ruolo di esempio, nemmeno quando alcune sue uscite per nulla politicamente corrette lo avevano messo all’indice nell’opinione pubblica. Con la sua Fondazione per la Gioventù ha dato a milioni di giovani la possibilità di sviluppare le loro doti e di avere un futuro. Lo stesso che, con sua moglie Elisabetta, ha dato alla monarchia britannica e a tutto il Paese.

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