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Il Quad torna a spingere nel Pacifico, tra porti, minerali e sicurezza energetica

I ministri degli Esteri del Quad (Australia, India, Giappone e Usa) hanno rilanciato l’alleanza annunciando un porto congiunto alle Fiji, un piano da 20 miliardi sui minerali critici e nuove iniziative di sicurezza energetica, per contrastare l’influenza cinese nell’Indo-Pacifico.

I ministri degli Esteri di Australia, India, Giappone e Stati Uniti hanno dato nuovo slancio all’alleanza strategica Quad, annunciando progetti concreti che vanno dalla realizzazione di un porto alle Fiji alla cooperazione su minerali critici e sulla sicurezza energetica.

Tenutosi a New Delhi, il meeting voleva lanciare un segnale chiaro della volontà di passare dalle parole ai fatti in un Indo-Pacifico sempre più conteso, dove la rivalità tra grandi potenze si fa ogni giorno più marcata.

UN INCONTRO PER RITROVARE SLANCIO

Quello dei ministri Penny Wong per l’Australia, Sashs Jaishankar per l’India, Toshimitsu Motegi per il Giappone e del segretario di Stato americano Marco Rubio è stato il terzo incontro di questo livello dall’autunno 2024.

Come scrive Reuters, l’obiettivo era infondere nuova energia nel Quad dopo un periodo in cui il formato aveva perso qualche colpo, soprattutto a causa dell’assenza di un summit dei leader.

Rubio ha sottolineato con enfasi che il gruppo sta iniziando a mostrare “risultati reali e concreti”, definendolo “pilastro e pietra angolare” della strategia globale americana. “Siamo profondamente impegnati in questa partnership”, ha dichiarato il Segretario di Stato americano, cercando di dissipare i dubbi emersi negli ultimi mesi.

Anche il ministro giapponese Motegi ha parlato di un’opportunità per inviare un messaggio “fermo e inequivocabile”sull’evoluzione del Quad verso una cooperazione più operativa.

CHE COS’È IL QUAD

Il Quad (Quadrilateral Security Dialogue) è un’alleanza strategica informale nata nel 2007 su iniziativa dell’ex primo ministro giapponese Shinzo Abe.

Non si tratta di un’alleanza militare formale come la Nato, bensì di un meccanismo flessibile di cooperazione tra quattro grandi democrazie dell’Indo-Pacifico. Il forum fu inizialmente sospeso e poi rilanciato nel 2017.

Il suo obiettivo principale è promuovere un Indo-Pacifico libero e aperto, basato sul rispetto del diritto internazionale, della libertà di navigazione e delle regole multilaterali.

In pratica, il Quad mira a contrastare l’influenza sempre più assertiva della Cina nella regione, collaborando su diversi fronti: sicurezza marittima, sorveglianza degli oceani, sviluppo di infrastrutture resilienti, catene di approvvigionamento, sicurezza energetica, tecnologie emergenti.

IL PRIMO GRANDE PROGETTO INFRASTRUTTURALE: IL PORTO ALLE FIJI

Tra gli annunci più rilevanti fatti al meeting indiano spicca la decisione di costruire congiuntamente un porto alle Fiji, il primo progetto infrastrutturale comune del Quad nella regione del Pacifico. Lo ha annunciato direttamente Rubio, spiegando che l’iniziativa nasce per rispondere alla insufficiente capacità portuale delle isole del Pacifico.

Il ministro Wong ha evidenziato come il Quad voglia offrire “scelte reali” ai Paesi dell’area, soprattutto mentre la Cina continua a espandere la propria presenza economica e strategica.

Come riporta Asia Financial, l’Australia ha sottolineato anche l’obiettivo di collegare le isole del Pacifico meridionale attraverso nuovi cavi sottomarini entro la fine dell’anno, un passo importante per integrarle economicamente con le democrazie del Quad piuttosto che con Pechino.

20 MILIARDI PER RIDURRE LA DIPENDENZA DALLA CINA SUI MINERALI CRITICI

I quattro Paesi hanno lanciato un ambizioso quadro di cooperazione sui minerali critici, con l’obiettivo di mobilitare fino a 20 miliardi di dollari tra fondi pubblici e privati.

L’iniziativa mira a rafforzare l’intera filiera – dall’estrazione alla lavorazione fino al riciclo – come spiega dettagliatamente The National.

Washington e Nuova Delhi hanno inoltre firmato un accordo bilaterale separato su questo fronte per ridurre la vulnerabilità rispetto ai monopoli di fornitura.

Rubio ha insistito sul fatto che questo framework guiderà l’uso di strumenti di politica economica e investimenti coordinati per diversificare le forniture. Un tema particolarmente sensibile per il Giappone, che ha subito in passato restrizioni cinesi sui minerali strategici per l’industria aerospaziale, della difesa e dei semiconduttori.

SICUREZZA ENERGETICA E SORVEGLIANZA MARITTIMA

Sul fronte energetico, i ministri hanno varato un’iniziativa Indo-Pacifico per la sicurezza energetica, con gli Stati Uniti pronti a ospitare un forum dedicato alla sicurezza dei combustibili.

Wong ha messo in guardia sui rischi derivanti da una possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, sottolineando le gravi conseguenze per la sicurezza energetica regionale. Jaishankar, dal canto suo, ha parlato di responsabilità crescenti del Quad su temi come il commercio marittimo, l’energia e i fertilizzanti, soprattutto in un contesto di crescente attività economica nell’area.

In parallelo, è stato annunciato un nuovo sistema integrato di sorveglianza marittima per condividere informazioni in tempo reale, con un focus iniziale sull’Oceano Indiano.

I quattro Paesi hanno espresso “grave preoccupazione” per la situazione nel Mar Cinese Orientale e Meridionale, condannando la militarizzazione delle caratteristiche contese e le azioni coercitive, come riferito dal Japan Times. Hanno inoltre ribadito l’opposizione a qualsiasi ostacolo alla libertà di navigazione.

LA REAZIONE DI PECHINO

Pechino ha reagito con prontezza alle iniziative del Quad. Come riporta Reuters, la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha ribadito che la cooperazione tra Paesi “deve contribuire alla pace e alla stabilità regionale” e non deve “prendere di mira alcuna terza parte”.

La Cina, ha aggiunto la portavoce, considera il Quad un tentativo di contenimento della crescita di Pechino e rifiuta la formazione di “clique esclusive” o contrapposizioni a blocchi.

VERSO UN SUMMIT DEI LEADER?

Rimane ancora aperta la questione di un possibile summit dei leader del Quad entro la fine dell’anno.

Rubio ha confermato che i diplomatici stanno lavorando in questa direzione, ma per ora il gruppo procede con determinazione a livello ministeriale.

Analisti citati da Reuters e Japan Times ritengono che, pur in assenza di meeting ad alto livello, la continuità di lavoro tra ministri e funzionari possa mantenere pienamente rilevante il formato, di fronte alla sfida strutturale rappresentata dalla Cina.

Jaishankar ha definito l’incontro “un esercizio di notevole valore”, mentre Motegi ha parlato di un messaggio chiaro sul futuro del Quad. Nonostante le tensioni bilaterali passate – soprattutto tra Washington e Nuova Delhi sui dazi e l’acquisto di petrolio russo – i quattro partner sembrano intenzionati a concentrarsi su risultati concreti e tangibili.

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