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Diario di guerra (economica). Fatti, numeri e analisi

Arnese

Russia, Ucraina, gas, Salvini, Tim, Kkr e non solo. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Startmag

 

LA BANCA MONDIALE AIUTA L’UCRAINA

 

ADDIO MOSCA

 

ADDIO GHISA?

 

IL BALLO DEI MIG

 

DOSSIER OLIO DI GIRASOLE

 

IN ORDINE SPARSO SU PETROLIO E GAS DELLA RUSSIA

 

LA GUERRA DEL GAS IN EUROPA

 

LA CINA SI GASERA’ CON LA RUSSIA?

 

LA DANZA DEL NICKEL

 

CARTOLINA DA PALAZZO CHIGI

 

SALVINI TRA CHIRICO E CHAOUQUI

CDA TIM SPACCATO SU KKR

 

IL RISIKO DELLE TORRI

 

ADDIO A STEFANO VESPA

 

QUISQUILIE & PINZILLACCHERE

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA SU TIM E KKR:

Tim si prepara a sciogliere il nodo Kkr. Domenica 13 è in programma un consiglio straordinario, non ancora convocato ma preallertato dal presidente Salvatore Rossi, per decidere se aprire alle richieste del fondo Usa, che a novembre ha presentato una manifestazione di interesse per il 100% di Tim, subordinando ad una due diligence l’offerta a 0,50 euro per azione. In tre mesi ci sono stati diversi contatti tra il fondo Usa e gli advisor del gruppo telefonico Goldman Sachs e Lion Tree, ma non è mai arrivata una risposta.

L’orientamento non è ancora definito. I cinque consiglieri indipendenti in quota Assogestioni sarebbero favorevoli ad aprire il confronto con Kkr mentre Vivendi, che può contare a sua volta su altri cinque consiglieri, sostiene il piano appena varato dal ceo Pietro Labriola, sebbene dopo lo scivolone in Borsa potrebbe cambiare qualcosa. Ieri a Piazza Affari i titoli del gruppo telefonico hanno recuperato un po’ del terreno perso guadagnando il 5,8% e risalendo a 0,24 euro. Moody’s in serata ha comunicato di aver declassato il giudizio sul merito di credito di Tim a Ba3 con outlook che resta negativo, esprimendo tuttavia un giudizio positivo sulla capacità del management di gestire il piano di trasformazione.

La decisione su Kkr al momento è in bilico e non si può escludere che si arrivi alla conta in consiglio, dove i voti del presidente Rossi e del numero uno della Cdp, Giovanni Gorno Tempini, potrebbero rivelarsi decisivi. La Cdp non ha mai commentato la vicenda Kkr, in consiglio ha approvato il piano di Labriola e sta seguendo l’evoluzione della situazione. La Cassa, a cui fa capo il 10% di Tim e il 60% di Open Fiber, sostiene il progetto della rete unica, che potrebbe prendere forma a breve con la firma del memorandum tra gli azionisti per verificare le possibili combinazioni tra le due società. Labriola ha abbozzato il percorso per scorporare l’infrastruttura da Tim e conferirla in una NetCo ed entro il primo semestre chiarirà i dettagli. Potrebbe anche presentare domenica in consiglio il memorandum, accelerando così il percorso per la rete unica. Una mossa che potrebbe spiazzare Kkr, intenzionata a fare lo stesso ma dopo aver ritirato Tim dal listino con un’Opa sul 100%. Il fondo Usa resta in attesa di parlare con Tim. Il lavoro degli advisor non è ancora terminato. Il comitato ad hoc si è riunito lunedì per definire questioni procedurali, in attesa dei documenti predisposti da Goldman Sachs e Lion Tree che, salvo slittamenti, saranno esaminati direttamente domenica in consiglio.

IL GOVERNO HA GELATO KKR SU TIM?

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