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Gismondo attacca Borrelli: i numeri della Protezione civile sono vecchi di 10 giorni

di

Conte

Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell’Ospedale Sacco di Milano, continua a suscitare dibattito. Dopo le polemiche sulla influenza e gli attacchi allo Spallanzani, ora è la volta della Protezione civile…

 

Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell’Ospedale Sacco di Milano, continua a suscitare dibattito. Oggi è la volta di una polemica contro la Protezione civile.

Prima si è distinta per quanto scrisse il 23 febbraio su Facebook: «A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così». Affermazione smentita poi dalla realtà.

Il 3 aprile Gismondo ha attaccato lo Spallanzani pubblicando nella sua rubrica sul Fatto Quotidiano una lettera “che non posso non pubblicare”:

“Gentile professoressa Gismondo, da ricercatori impegnati da circa vent’anni nella bioemergenza, la dichiarazione apparsa sul sito della Difesa che cita unicamente lo Spallanzani come centro di riferimento per le bioemergenze ci ha profondamente feriti, poiché esclude l’ospedale milanese Sacco che, proprio per provvedimenti ministeriali sin dal tempo dell’emergenza antrace, poi Sars, Ebola, è indicato come centro di riferimento nazionale. Ma Roma è lontana e sempre più lontana… tanto che all’art. 2 dell’Ordinanza del capo di dipartimento della Protezione civile del 2 febbraio viene indicato nel Comitato tecnico-scientifico, oltre a rappresentanti necessari per mansione e istituzione, solo membro outsider, ‘il direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani di Roma’. È così lontana, la nostra Capitale, da non aver mai tenuto conto del nostro lavoro in prima linea, elargendo riconoscimenti e cospicui fondi solo a quell’ospedale. Siamo pronti tutti i giorni a rispondere a un eventuale pericolo biologico, lavoriamo, studiamo. Dal 21 febbraio viviamo in ospedale, abbiamo dimenticato le nostre famiglie. Continueremo accanto a lei questa lotta impari, ma vorremmo fare sentire la nostra voce. Siamo abituati a essere offesi da anni, ma non ci arrendiamo. Combattiamo con lei”.

Oggi Gismondo ha sballottato la Protezione civile retta da Angelo Borrelli: “Quello che ogni giorno gli spettatori interpretano come la situazione del giorno precedente, deducendo che va bene o va male, è in realtà la situazione di circa 10-12 giorni prima. Perché? I numeri che vengono passati a Borrelli sono le notifiche dei casi da parte delle Regioni che, non ci stupisce, ci mettono qualche giorno per recepirli dai laboratori, raccoglierli, controllarli (si spera) e inviarli al ministero della Salute. Ciò significa, appunto, che i dati arrivano al tavolo della conferenza dopo almeno 8-10 giorni da quando sono state eseguite le analisi. Allora cosa ci raccontano? Esattamente la realtà di giorni addietro. Che non è affatto inutile, ma a patto che ce lo spieghino, anziché far intendere che si tratti degli indicatori dell’andamento giornaliero della pandemia in Italia. Basta che si sappia!”, ha scritto il direttore responsabile di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell’Ospedale Sacco di Milano.

Che cosa risponderà la Protezione civile?

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