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Meloni

Giorgia Meloni fra lodi, critiche, consigli e otoliti

Che cosa si legge sui giornali non solo sulla salute del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. I Graffi di Damato.

Per quanto di genere incerto – fra “gli otoliti” di Repubblica e della Verità e “le otiliti” del Foglio – anche per Giorgia Meloni i malanni forse non vengono tutti per nuocere.

Manca una settimana alla conferenza stampa di fine anno, che la premier è stata costretta a rinviare al 4 gennaio per quei quasi sassolini che a lei finiscono nell’orecchio anziché in una scarpa, e già l’adorante Giornale ha usato fatti e impressioni delle ultime ore per annunciare un “poker di fine anno”. Che sarebbe costituito da un accordo sul “superbonus” che salverebbe famiglie e aziende, un decreto delegato che cambia l’Irpef facendo risparmiare ai fortunati “fino a 1.300 euro” annui, una riduzione delle bollette della luce dell’11 per cento e l’incasso dei 16 miliardi della quarta rata dovuta dall’Unione Europea per il piano nazionale di ripresa.

Del “superbonus” edilizio, in verità, ci sono diverse letture. A quella genericamente ottimistica del Giornale si accompagnano la sconfitta di Giorgetti con Tajani annunciata sulla prima pagina del debenedettiano Domani e il riduttivo “SuperContentino” annunciato dal Riformista, visto che potranno beneficiarne solo i titolari dei redditi più bassi. Per La Stampa invece è “passata” la linea Giorgetti” del sostanziale rifiuto anti-allucinogeno.

MELONI UOMO DELL’ANNO SECONDO LIBERO

Un po’ più in là, diciamo così, del Giornale delle famiglie Berlusconi e Angelucci si è spinto, nella prospettiva della conferenza stampa del 4 gennaio, Libero della sola famiglia Angelucci col conferimento alla Meloni del titolo di “Uomo dell’anno”, così motivato dal direttore Mario Sechi: “Meloni ha proiettato gli avversari in una dimensione di eterno rosicamento, schiumano che è fascista, leader del patriarcato, femmina ma non femminista. Quante chiacchiere, il problema è risolto: Giorgia è uomo dell’anno”.

LE CRITICHE DI GALLI DELLA LOGGIA SUL CORRIERE DELLA SERA

Sechi non sapeva, conferendo il suo premio alla premier, di rispondere ad un editoriale che nello stesso momento il professore Ernesto Galli della Loggia stava scrivendo contro di lei per il Corriere della Sera dal titolo “La premier e il freno del passato”, convinto che “il problema di Giorgia Meloni non è il Mes, non è questa o quella gaffe di qualche membro del suo entourage e neppure i periodici dissidi all’interno della maggioranza”. Sarebbe piuttosto un problema di comunicazione, di “interpretare il proprio ruolo, il contenuto che lei stessa è istintivamente portata ad attribuirgli”.

La Meloni, secondo l’editorialista del Corriere, farebbe male a “recriminare di continuo sulle vere o presunte malefatte degli avversari, alzando i toni della polemica “anziché smorzarli”, a “stare sempre a eccitare l’applauso scrosciante della propria parte e gli ululati di disapprovazione di quella contraria. Tra l’altro, così accreditando l’immagine che fin dall’inizio cerca di costruirle la sinistra: quella di una persona perennemente pervasa da un’incontenibile aggressività”. E condannata per contrappasso dantesco al silenzio e al buio dei suoi o delle sue otoliti.

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