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Gioie e timori delle borse cinesi

Cina Pil

Cina: la lotta al rialzo commodity modera i tassi globali e aiuta i listini del Dragone. L’analisi di Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte

 

Negli ultimi giorni sono arrivate dalla Cina indicazioni forti da vari regulator locali su due fronti:

  • Ridimensionare il fenomeno delle criptovalute con una stretta di vite sull’ammissibilità nel sistema dei pagamenti;
  • Aumento dei controlli per evitare fenomeni di accaparramenti speculativi sul fronte commodity per cavalcare il forte trend al rialzo.

Il rally delle commodity, soprattutto da aprile in poi, è stato inoltre accompagnato da un marcato apprezzamento dello yuan vs dollaro, in parte probabilmente collegato al tentativo delle autorità monetarie locali di cercare di ridurre l’impatto dell’incremento delle materie prime importate (pagate prevalentemente in dollari) attraverso un apprezzamento dello yuan verso il biglietto verde.

Le borse cinesi iniziano a reagire positivamente alle decisioni prima citate dalle autorità cinesi con l’indice CSi300 ritornato al massimo dagli inizi di marzo, dopo la marcata penalizzazione emersa da metà febbraio, in seguito anche alle decisioni dei regolatori cinesi su alcune grosse società (Alibaba, Tencent ecc) al fine di ridimensionarne le pratiche monopolistiche e riportare il tutto sotto il controllo più o meno diretto delle autorità governative (si veda anche il caso dell’Ipo di Ant di fine 2020).

Al momento le autorità governative cinesi sono alle prese anche con la gestione della difficile situazione dell’asset manager domestico (a maggioranza pubblica) Huarong (specializzato in distressed asset).

Le decisioni e gli ammonimenti forti sul fronte del contenimento del prezzo delle materie prime (ad esempio minerale di ferro -20% e rame -7% dai picchi di maggio) stanno aiutando globalmente i mercati finanziari attraverso il conseguente calo dei tassi cui stiamo assistendo negli ultimi giorni.

Queste considerazioni, insieme alla possibile continuazione per qualche settimana dell’apprezzamento dello yuan, potrebbero contribuire al recupero dei listini azionari domestici del Dragone – in vista anche dell’importante celebrazione interna del centenario della fondazione del Partito Comunista il prossimo 1° luglio.

 

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