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Francesi e tedeschi fanno i furbetti col Fondo Ue per la Difesa?

Aiad

Come procede la nomina del comitato di esperti per il Fondo europeo per la Difesa? Conversazione di Startmag con Carlo Festucci, segretario generale dell’Aiad (federazione delle aziende Italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza)

 

Il lancio del Fondo europeo per la difesa (Edf) è un vero passo avanti per l’industria della difesa Ue.

Con un budget di 7,9 miliardi di euro fino al 2027, approvato lo scorso 29 aprile dal Parlamento europeo, a gestire l’Edf è una nuova direzione generale, la DG Defis, sotto la supervisione del commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton.

Ad affiancare la Dg Defis c’è anche un comitato tecnico composto da esperti indipendenti.

“Ieri, dopo una procedura di gara, il dipartimento che afferisce a Thierry Breton ha selezionato i rappresentati del comitato tecnico consultivo che sta dietro alle movenze del fondo”, ha rivelato oggi La Verità.

“Per l’Italia ci sono quattro rappresentanti di altrettante aziende. Nel comitato sono state incluse le associazioni di categoria di Francia e Germania. Nulla da fare per la nostra, l’Aiad”. Ovvero la Federazione che riunisce le aziende italiane del comparto aerospazio, difesa e sicurezza, presieduta da Guido Crosetto.

“Ma l’Aiad non è stata scartata, non è arrivata nessuna lettera”, ha precisato Carlo Festucci, segretario generale di Aiad, raggiunto telefonicamente da Start.

“Stiamo parlando con il nostro ambasciatore a Bruxelles, Dg Defis e sono ancora in fase di valutazione. Pertanto il vaglio della candidatura di Aiad è ancora in corso”, ha sottolineato Festucci.

Tutti i dettagli.

IL COMITATO DI ESPERTI INDIPENDENTI PER L’EDF

Come spiega la Robert Shumann Foundation, “l’assegnazione dei finanziamenti dell’Edf è compito della Commissione, ma non è l’unica coinvolta in questo processo. La Commissione è responsabile della nomina degli esperti indipendenti che analizzeranno i progetti presentati e definiranno i premi. Questi vanno distinti dal gruppo di esperti che sarà poi chiamato Comitato di Programma, composto da un rappresentante per Stato membro”.

“Gli esperti indipendenti sono rappresentativi del potere della Commissione, mentre allo stesso tempo costituiscono una garanzia per gli Stati membri. Sono attori neutrali e specializzati, che intervengono per giudicare la qualità dei progetti da sovvenzionare”, precisa il centro studi. “Tale garanzia è assicurata dalla loro indipendenza, un criterio importante nella scelta degli esperti: le loro competenze, esperienze e conoscenze, la loro diversità geografica, il loro genere e il loro disinteresse per i progetti che valutano costituiscono i criteri ufficiali di selezione”.

E la Dg Defis ha avviato la call per gli esperti per il Programma di sviluppo industriale della Difesa europea, ovvero i componenti del comitato tecnico che indirizza i fondi Ue.

COSA HA RIVELATO LA VERITÀ

“Ieri, dopo una procedura di gara, il dipartimento che afferisce a Thierry Breton ha selezionato i rappresentati del comitato tecnico consultivo che sta dietro alle movenze del fondo. Per l’Italia ci sono quattro rappresentanti di altrettante aziende”, ha riportato oggi La Verità.

LEONARDO, FINCANTIERI, AVIO E IVECO ALL’INTERNO DEL COMITATO DI ESPERTI INDIPENDENTI

Secondo La Verità i componenti italiani sono: “Cristina Leone per Leonardo, Massimo De Benedetti per Fincantieri e altri due rappresentati di Avio e Iveco. Idem per gli altri colossi della Difesa Ue. Nel comitato sono state incluse le associazioni di categoria di Francia e Germania. Nulla da fare per la nostra, l’Aiad”.

L’ESCLUSIONE DI AIAD?

Pertanto, prosegue Claudio Antonelli su La Verità, “la Federazione aziende italiane per l’aerospazio e la difesa, guidata da Guido Crosetto, ieri ha scoperto che le gemelle di Parigi e Berlino hanno piazzato i rispettivi uomini, sbilanciando di fatto un delicato equilibrio. Contattato telefonicamente, il presidente ci ha spiegato di aver fatto presente all’ambasciatore presso l’Ue (da aprile, Pietro Benassi) la situazione anomala. Chiedendo di fatto un intervento di segnalazione ai vertici Ue. La missiva di lamentele conterrebbe a quanto risulta alla Verità il termine esclusione. Il che presupporrebbe l’aver fatto domanda da parte di Aiad”.

“Altre fonti sostengono – prosegue il quotidiano – che la domanda sarebbe stata in effetti avanzata così come hanno fatto le altre aziende e associazioni. In questo caso, invece, si presupporrebbe che il nome di Massimo Artini o di Carlo Festucci, rispettivamente responsabile dell’ufficio di Bruxelles e segretario generale, sarebbero stati bocciati. Il mistero insomma c’è. O almeno ci sarà finché non saranno resi pubblici i risultati del bando”.

LA POSIZIONE DELL’AIAD

In realtà l’Aiad non è stata ancora esclusa dal comitato di esperti. Come ha spiegato a Start Carlo Festucci, segretario generale della Federazione.

“Abbiamo contattato le aziende e segnalato la call per chi non l’avesse vista, abbiamo chiesto di fare l’application e l’abbiamo coordinata attraverso la nostra sede di  Bruxelles con la Commissione in modo da essere certi che le grandi aziende fossero presenti. Avevamo dei dubbi sul fatto che le associazioni potessero entrare, nel dubbio è stata fatta anche l’application per l’Aiad”.

Quindi sì, l’Aiad ha fatto l’application per entrare a far parte del gruppo di esperti a supporto della Dg Defis e il candidato è proprio Carlo Festucci, come ha confermato a Start.

“L’Aiad rappresenta una filiera di piccole e medie imprese che non possono essere inserite tutte dentro nella commissione di esperti. Se è corretto che nella commissione di esperti ci sia Leonardo e Fincantieri, speriamo ci sia anche Elettronica, ma poi ci sono tutta una serie di aziende che vanno rappresentate e coordinate da un unico ente che non può essere che l’Aiad”, evidenzia Festucci.

UN PROBLEMA “ITALIANO” A BRUXELLES?

“Il problema di fondo è che nella commissione che selezionava le candidature non ci sono italiani, nel momento in cui francesi e tedeschi (che sono preponderanti) hanno sponsorizzato le loro associazioni e aziende, queste sono passate”, ha rimarcato il segretario generale di Aiad.

“La cosa che va detta è che ancora una volta si privilegiano i paesi che hanno più preponderanza all’interno del sistema europeo. Denuncia una carenza dell’Italia nel posizionare le persone giuste nei posti giusti, questione da sempre sostenuta da Aiad”, aggiunge Festucci.

UNA RIFLESSIONE SULL’INSERIMENTO DEL GIFAS

Ad avvalorare la tesi della preponderanza di Parigi e Berlino a Bruxelles è anche l’approvazione della candidatura dell’omologa francese dell’Aiad, ovvero la Gifas.

“È entrata l’associazione francese Gifas [Groupement des industries françaises aéronautiques et spatiales] che rappresenta solo la parte aeronautica. A differenza dell’Aiad, che rappresenta la componente aeronautica, navale, terrestre, cyber ecc.. Sarebbe quindi un errore lasciare fuori l’Aiad”, conclude Festucci.

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