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Giorgetti

Fabio Fazio dalla Rai a Discovery: fine del pluralismo tv e della democrazia?

Fatti, strumentalizzazioni e amenità sul passaggio di Fabio Fazio dalla Rai a Discovery. I Graffi di Damato

Va bene, cioè male. Se vogliamo continuare a mettere la testa nella sabbia, come gli struzzi, o consolarci alla buona, seguiamo pure Emilio Giannelli sulla prima pagina del Corriere della Sera per attribuire al maltempo, così diffuso fuori stagione in questa capricciosa primavera, i sette punti in meno registrati nell’affluenza al turno elettorale amministrativo ancora in corso mentre scrivo.

LA POLITICA NON SA PIÙ PARLARE ALLE GENTE?

Se invece vogliamo essere finalmente un po’ più realistici, o meno superficiali, come solo un vignettista può permettessi di fare alternando acutezza a frivolezza secondo i giorni e gli umori, dobbiamo deciderci a riconoscere che la politica non sa più parlare alla gente. Forse non riesce a parlare neppure a se stessa, perdendosi in un’autoreferenzialità sconcertante, cibandosi dei propri rifiuti. E mettendo in fuga gli elettori dalle urne e i lettori dai giornali che se ne lasciano condizionare facendole da megafono. Giornali che una volta tanto Beppe Grillo fa bene sul suo blog personale, per quanto finanziato dal movimento di cui è fondatore, garante e non so cos’altro, a deridere con quella vignetta del signore sgomento al cesso per essere rimasto senza carta con cui pulirsi il sedere, avendo ormai la stampa, al minuscolo, scelto di andare “online”.

Non ha tutti i torti Alessandro De Angelis sulla Stampa, al maiuscolo, a scrivere delle urne disertate guadagnandosi questo titolo: “Voto, astensione e Giorgia ovunque”: da Palazzo Chigi alle piazze, dalle piazze all’ospedale dov’è ancora ricoverato il suo alleato Silvio Berlusconi per apprezzarne forza, coraggio e quant’altro. Compresa naturalmente la svolta impressa al suo partito per infastidire di meno la premier nel lavoro che svolge alla guida di un governo che anche lui, in verità, non sembrava avere molo gradito all’inizio, non avendo avuto tutti i ministri, o ministre, e sottosegretari che reclamava.

Se questa è la musica che ha meritato sulla Stampa Giorgia Meloni anche nell’ultima versione di alpina, con tanto di berretto con piumai in testa accanto al gigantesco e amico ministro della Difesa Guido Crosetto, non parliamo di quella che merita l’opposizione, al singolare ma anche al plurale.

LE OPPOSIZIONI ATTACCANO “LA RAI DI DESTRA” PER L’ADDIO DI FAZIO

Vi sembra, per esempio, che si possano davvero mobilitare gli elettori gridando contro la “vergogna”, denunciata anche dalla già citata Stampa, dei problemi che “la Rai di destra” avrebbe creato dopo 40 anni alla coppia Fabio Fazio e Luciana Littizzetto nel rinnovo del loro contratto non mandandola all’ospizio, ma facendole guadagnare altre carrettate di soldi in una rete televisiva privata? Libero ha calcolato in venti milioni di euro l’anno l’ultimo costo della coppia alla Rai. Cerchiamo di essere seri. E di avere un po’ più di rispetto per gli indigenti rappresentando i due come vittime di un’odiosa censura, o riedizione del famoso “editto bulgaro” del Berlusconi degli anni d’oro. Che fruttò al compianto e compiaciutissimo -allora- Enzo Biagi una liquidazione da nababbo passata quasi intatta agli eredi.

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