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Vi racconto gli ultimi minuti del derby Johnson-Corbyn

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elezioni Regno Unito

Il punto di Daniele Meloni a 3 giorni dalle elezioni nel Regno Unito

 

Ultimo week-end di campagna elettorale nel Regno Unito, dove i partiti si preparano per quella che sia Laburisti che Conservatori hanno definito l’elezione più importante nella recente storia del Regno Unito. Il premier Johnson – nettamente favorito dai sondaggi per la conferma al 10 di Downing Street – è apparso domenica su Sky News intervistato da Sophy Rigby per ribadire il suo programma elettorale fondato sulla Brexit, il controllo all’immigrazione e un piano di infrastrutture straordinario. Johnson ha anche ribadito che con il suo accordo non ci sarà alcun confine visibile tra le due Irlande e che nessun controllo delle merci sarà attivato alla dogana tra Regno Unito e Irlanda del Nord. Il premier ha così sconfessato un documento del ministero del Tesoro che getterebbe ombre sulla sua affermazione.

Con uno showman come Johnson non poteva che esserci spazio anche per un momento goliardico. Quando l’intervistatrice ha chiesto quale fosse stata la cosa più trasgressiva mai fatta nella sua vita, il leader Tory noto per i suoi trascorsi non proprio all’insegna della temperanza all’università di Oxford, ha risposto: “qualche volta quando vado in bici salgo sul marciapiede. Anche se condanno nel modo più assoluto chi viola il codice della strada, sia chiaro!”. Johnson continua a essere il più amato dei meno amati tra i candidati alla premiership in un’elezione che sembra un contest tra chi sembra il meno peggio agli occhi dei cittadini britannici. Sabato è stato filmato mentre giocava a calcio con un gruppo di ragazzi in una scuola nei pressi di Stockport (Lancashire) per una campagna di una charity che raccoglie fondi per bambini disabili. Lo stesso giorno ha scritto una lettera al Sun – il tabloid più venduto nel paese e vicino da sempre ai Tories – affermando che se sarà confermato premier farà di tutto per portare i mondiali del 2030 nel Regno Unito e in Irlanda.

Proprio il calcio è entrato a gamba tesa nella campagna elettorale. Con un tackle degno della sua carriera di terzino duro e poco incline al rispetto del fair-play, l’ex gloria del Manchester United, Gary Neville, ha commentato un episodio di razzismo durante il derby di Manchester sostenendo che Johnson soffia sul vento dell’odio razziale. La polemica è stata subito servita dato che Neville non ha mai nascosto in passato la sua simpatia per i laburisti. Pure l’anchorman della Bbc e storico attaccante della nazionale inglese, Gary Lineker, ha criticato i Conservatori per i tagli allo sport nei settori giovanili.

Sullo sfondo di questo panorama, il derby Corbyn-Johnson è andato in onda venerdì sera sugli schermi della Bbc, arbitro Nick Robinson. Al termine del dibattito l’istituto demoscopico YouGov ha pubblicato un sondaggio che dava il premier vincitore per 52 a 48. Un 1-0 di misura che, se replicato alle urne giovedì darebbe la maggioranza dei seggi ai Comuni ai Tories.

Tra gli altri partiti si segnala il crollo del Brexit Party, sfavorito dal sistema elettorale maggioritario che fa sì che man mano che ci si avvicini al giorno delle elezioni gli elettori cerchino un’alternativa tra chi può formare una maggioranza di governo sfavorendo così i partiti minori. Nigel Farage ha già detto che dopo il voto il partito si chiamerà Reform Party. Lo stesso problema lo hanno i LibDems, anche se Jo Swinson e i suoi dovrebbero quantomeno avere una piccola pattuglia di rappresentanti a Westminster. In Scozia invece, due sondaggi fanno barcollare la First Minister Nicola Sturgeon: per YouGov se si votasse oggi sull’indipendenza scozzese i nazionalisti sarebbero perdenti per 55 a 45. Mentre nelle intenzioni di voto per i Comuni il suo SNP è sì in vantaggio con il 39%, ma sarebbe seguito dai Tories al 36.

Infine, visto che si è parlato spesso e volentieri anche di trasporto ferroviario in questa campagna elettorale, si segnala l’addio di Virgin Trains come compagnia che opera sulla linea costiera del sud-ovest del paese. Da sabato la concessione è nelle mani di Avanti, di proprietà in parte degli scozzesi di First Train e di Trenitalia. La revoca della concessione alla società di Richard Branson – che ha annunciato il ricorso – è stata decisa dal Dipartimento Trasporti del governo inglese dopo che la richiesta di StageCoach, la società gestita da Virgin, non ha rispettato i termini stabiliti nel bando.

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