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Orvieto

Il Campo Largo? L’ha realizzato il centrodestra a Orvieto

Cartoline di inizio di campagna elettorale da Orvieto, dove è stato costituito un campo davvero largo a sostegno della ricandidata sindaca Roberta Tardani di centrodestra

Non accade tutti i giorni che un ex segretario cittadino del Pd si candidi come civico, indipendente nella lista di un sindaco, anzi di una sindaca, che dopo aver contribuito ad abbattere il muro di 60 anni di potere rosso è riproposta ora da tutto il centrodestra. E non accade tutti i giorni neppure che la diaspora socialista, quella della scissione infinita dell’atomo, si ricomponga sempre nel centrodestra, dove ora si trovano insieme craxiani in Forza Italia fin dall’inizio e anche craxiani che hanno detto addio al Psi di Enzo Maraio e Riccardo Nencini finiti a sinistra con il Pd. Benvenuti a Orvieto, “Città alta e strana” secondo Fazio Degli Uberti, che si potrebbe ora definire “strana” anche sul piano politico.

Il campo a sostegno, per le amministrative dell’8 e 9 giugno, della ricandidata sindaca Roberta Tardani è così davvero largo da costituire un piccolo modello virtuoso per il centrodestra in generale a livello nazionale. A sostegno della sindaca e la sua lista ci sono FdI, Lega, FI, Noi Moderati di Maurizio Lupi, Udc di Lorenzo Cesa, fino a un ex segretario del Pd e ex big locali e regionali del Psi di Bettino Craxi.

“Ero del Psi, ma quello vero, quello di Bettino che in Umbria toccò punte anche maggiori del 15 per cento, erano Orvieto e tutta l’Umbria i luoghi del ‘triangolo’ rosso dove Craxi credo che avesse più numeri e fosse più determinante che in Emilia e Toscana. Sono stanco di tutte le formazioni socialiste che proliferano. L’unica vera casa politica dove sono stato accolto con rispetto e grande senso dell’ospitalità è Forza Italia. Ero nel Psi scivolato a sinistra ma ho capito che per noi lì c’è il vuoto”, dice Evasio Gialletti, molto noto a Orvieto. Nella città della Rupe e del Duomo a sostenere la sua candidatura da indipendente nelle file azzurre è prevista anche le presenza di Stefania Craxi, senatrice di FI e presidente della commissione Esteri-Difesa.

Gialletti nel Psi di Craxi ebbe anche incarichi negli organi dirigenti a livello regionale e provinciale umbro. Se il campo che doveva esser largo a sinistra si restringe e perde pezzi anche tra gli ex cugini-coltelli negli 80 che avevano fatto un ultimo tentativo di restare con il Pd, clamoroso lo strappo del quarantenne Andrea Scopetti, segretario per oltre sei anni del Pd. La sinistra perde un giovane esponente che era considerato un pezzo da 90, simbolo del cambiamento.

Scopetti si contrappose alla ricandidatura del sindaco Giuseppe Germani, anche lui del Pd. Germani aveva vinto per poco contro Antonio (Tony) Concina, il sindaco indipendente di FI, ex top manager anche di Rcs, ex profugo dalmata, oggi presidente di “Dalmati nel mondo”, che contribuì all’istituzione del “Giorno del Ricordo” per le Foibe, il primo sindaco dopo il liberale (Pli) Gianfranco Ciaurro a Terni a far cadere il muro del fortino umbro profondo rosso.

Dopo 5 anni, nel 2019 vinse la quarantenne Roberta Tardani che di Concina era stata la giovanissima vicesindaca. Scopetti l’aveva dunque vista giusta. Ricorda a Startmag, sorridendo: “In città si parla ancora di quando da segretario del Pd feci cambiare la serratura della sede per impedire all’allora segretario regionale Gianpiero Bocci (finito poi in manette nella cosiddetta sanitopoli umbra e per il quale deve ovviamente valere il garantismo, come per tutti ndr) di venire a imporci quella candidatura. La riunione se la fece per strada. Ora molti miei sostenitori nel Pd quando ero segretario mi seguiranno a sostegno di ‘Roberta’”.

“Non vedo – prosegue – a sinistra una classe dirigente in grado di essere un’alternativa al centrodestra anche a Orvieto”. L’ex segretario del Pd locale ha fondato anche l’associazione “La persona al Centro”, nel cui direttivo è il fondatore cittadino di Forza Italia, Carlo Perali, titolare dello storico negozio di sport chiuso da poco e erede dell’impresa con 160 anni di attività che forniva anche stendardi allo Stato pontificio e attrezzature in metallo al Corteo Storico Corpus Domini.

La sindaca, intanto, sabato scorso ha aperto la campagna elettorale a Orvieto, con la presenza della governatrice umbra, la leghista Donatella Tesei, protagonista del clamoroso cambio nel fortino rosso. E con lei c’era il portavoce nazionale di FI Raffaele Nevi, capogruppo vicario azzurro alla Camera. In città è prevista per maggio anche la presenza di Antonio Tajani.

Ma non si può dimenticare che fu Matteo Salvini nel 2019 il leader che trainò tutto il centrodestra per quel clamoroso cambio in Umbria e anche a Orvieto. Qui ancora ricordano con simpatia Salvini che andava a dare i volantini, a fare selfie e stringere mani nei bar di Via del Duomo e a tappeto per tutta la città. ll segretario provinciale della Lega di Terni, David Veller, a Orvieto a sostegno di Tardani, con una punta di ironia non manca di bacchettare alcuni cambi di casacca di ex della Lega che “ora hanno trovato molta ospitalità in altre liste”. Il riferimento è a quelle di FdI il partito maggioritario. Un rapido passaggio di monito a non alimentare un’eccessiva concorrenza interna a una coalizione il cui valore è l’unità, ricorda Veller. Peraltro, Orvieto è un piccolo esempio di come i consensi si possono trovare al di fuori della coalizione.

Sala gremita a Palazzo del Capitano del Popolo. La sindaca è pragmatica, parla dei progetti realizzati e di quelli ancora in cantiere da non interrompere. Al centro Orvieto famosa nel mondo con la sua più grande industria: il turismo. E soprattuto una convinzione liberale: “Il rapporto del pubblico con il privato al centro. Quel rapporto con l’impresa che era stato totalmente ignorato nei 60 anni di potere rosso”. Poi, sorridendo: “Orvieto e l’Umbria non sono più le sorelle povere della Toscana”. Ancora rossa o rosata. Un’altra notizia pure questa non molto usuale di questi tempi anche post Covid: “Il Comune di Orvieto ha un avanzo di più di 3 milioni di euro”. È il risultato, ricorda Tardani, di un percorso virtuoso “che avevamo iniziato con Concina”. Cartoline di inizio di campagna elettorale sui territori.

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