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Ecco uomini e programmi segreti del Pentagono

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Che cosa ha svelato Newsweek sul Pentagono. L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

Secondo un nuovo rapporto, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti mantiene un “esercito segreto” di oltre 60.000 agenti, molti dei quali lavorano in tutto il mondo in modo clandestino, con identità false e background fabbricati. Newsweek, che ha pubblicato il rapporto lunedì, ha affermato che le forze del Pentagono sono “più di dieci volte più grandi” dell’ala clandestina della Central Intelligence Agency, comunemente associata allo svolgimento di operazioni segrete all’estero.

Secondo William Arkin, autore del rapporto Newsweek, gli agenti segreti del Pentagono fanno parte di un più ampio sforzo del governo statunitense che fornisce agli agenti governativi sotto copertura la possibilità di operare a livello nazionale e in tutto il mondo senza il timore che i loro collegamenti con agenzie di spionaggio o militari vengano scoperti da investigatori online. Alcuni di questi agenti svolgono compiti clandestini con i loro veri nomi, afferma Arkin, ma senza avere alcun legame formale con il governo degli Stati Uniti, o anche con il loro paese di cittadinanza.

Altri operano sotto identificativi fabbricati, che, secondo il rapporto, sono creati dall’Operational Planning and Travel Intelligence Center del Pentagono. Il suo scopo è alterare i database delle agenzie governative degli Stati Uniti, come i servizi per la cittadinanza e l’immigrazione degli Stati Uniti o l’agenzia per la protezione delle frontiere e delle dogane, in modo da proteggere le identità fabbricate di agenti segreti. Tali operatori sono inoltre dotati di tecnologie che consentono loro di eludere il riconoscimento facciale e altre misure di identificazione biometrica, inclusi scanner di impronte digitali, secondo Newsweek.

Un’altra parte del programma consiste in imprese del settore privato che lavorano con il Pentagono per fornire ai suoi agenti clandestini coperture contrattuali. Questi consentono agli agenti di lavorare all’estero sotto copertura civile e senza alcun collegamento ufficiale con le ambasciate o le basi militari statunitensi, secondo Newsweek.

Il rapporto afferma che la componente più importante del programma del Pentagono è costituita da membri delle forze per le operazioni speciali. Le restanti componenti del programma sono costituite da specialisti dell’intelligence militare e del controspionaggio con una varietà di competenze, inclusi specialisti in linguistica e operazioni informatiche. Questi ultimi formano “il gruppo in più rapida crescita” all’interno del programma e hanno il compito di raccogliere informazioni sugli obiettivi online, nonché di impegnarsi in campagne di influenza che utilizzano piattaforme di social media in tutto il mondo.

È evidente che una “manina“ abbia fatto opportunamente filtrare all’esterno questa informazione allo scopo di lanciare attraverso il celebre periodico americano un monito preciso agli attuali nemici degli Stati Uniti e cioè alla Russia e alla Cina. Ma c’è francamente da dubitare — soprattutto osservando con estrema attenzione alle operazione di spionaggio posti in essere sia dalla Cina che dalla Russia a livello globale — che questi due competitori degli Stati Uniti siano impensieriti.

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