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Tutte le colpe di Russia e Cina secondo il capo della Dia Usa

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Dia

L’analisi di Giuseppe Gagliano

 

Il 29 aprile il tenente generale Scott Berrier, direttore della Defense Intelligence Agency, ha presentato la valutazione annuale della minaccia globale della sua agenzia al Comitato per i servizi armati del Senato.

La trascrizione della sua testimonianza è lunga cinquantasette pagine e di ampia portata e spesso dettagliata nelle descrizioni. Quello che segue è quindi una sintesi che si sofferma sul tema generale della sua presentazione, tralasciando, ad esempio, la sua discussione sulle minacce rappresentate da quelle che un tempo erano chiamate organizzazioni terroristiche e ora sono chiamate organizzazioni estremiste violente.

I suoi commenti sono passati in gran parte inosservati, in quanto generalmente non provengono dal governo e dalle oligarchie militari degli Stati Uniti, con l’eccezione di un servizio della Cnn intitolato “Un alto funzionario dell’intelligence militare americana afferma che l’esercito russo rappresenta una ‘minaccia esistenziale’ per gli Stati Uniti”.

La sua analisi delle minacce, militari e non, agli Stati Uniti e ai suoi alleati è molto in linea con quella di altri alti funzionari militari, dell’intelligence e della politica estera: quattro nazioni minacciano il mondo, separatamente ma soprattutto congiuntamente, in tutti i continenti, in tutti i mari e gli oceani. Queste quattro nazioni, che insieme formano il nuovo Asse del Male, sono Russia, Cina, Iran e Corea del Nord.

Per usare termini attualmente in voga nelle forze armate, nell’intelligence e in quelli che possono essere definiti i circoli diplomatici, i quattro si dividono in sfidanti e avversari vicini e non vicini. Gli Stati Uniti ammettono prontamente di non avere eguali militari nel mondo — e intendono rimanere tali — tranne nella misura in cui la Russia mantiene la parità nucleare con essa.

Russia e Cina sono minacce quasi parallele. Iran e Corea del Nord non sono a questo livello. Ma tutti e quattro rappresentano una reale minaccia nucleare.

Berrier ha iniziato la sua testimonianza accusando i quattro stati di cui sopra di sfruttare la crisi globale del Covid-19.

La Cina viene definita “un’importante sfida alla sicurezza [che] rimane un concorrente strategico a lungo termine per gli Stati Uniti”.

Ma ha riservato la sua principale critica alla Russia, esprimendo una preoccupazione allarmistica riecheggiata dalla Cnn, vale a dire: “L’esercito russo è una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti e un potente strumento progettato per mantenere l’influenza sugli stati alla periferia, competere con il primato globale degli Stati Uniti e limitare gli avversari che sfidano gli interessi nazionali vitali degli Stati Uniti”. Naturalmente il pericolo sottolineato dal direttore della Dia è strettamente legato al rilevante investimento fatto dalla Russia nelle forze nucleari strategiche e nella loro capacità di deterrenza e di dissuasione. Allo scopo di legittimare le sue osservazioni ha sottolineato che la Russia “sta interrompendo la coesione della Nato e la sua capacità di formulare politiche efficaci per contrastare l’influenza dannosa russa”. La Russia è accusata di prendere di mira specificamente gli stati membri della Nato con “affinità storiche, culturali o religiose” con essa.
Ha anche ribadito l’accusa — spesso sentita — secondo cui la Russia ha usato l’agente nervino Novichok contro Sergei e Yulia Skripal in Gran Bretagna nel 2018 e recentemente contro Alexei Navalny nel suo paese.

La Russia è anche accusata da Berrier per il suo ruolo in Georgia dal 2008 e in Ucraina dal 2014, mentre ha elogiato il fatto che “la cooperazione in materia di sicurezza tra Georgia, Ucraina e Azerbaigian e partner della Nato” è una fonte di irritazione per la Russia; sottolinea, tuttavia, che il governo Putin ha ignorato l’attacco azero-turco al Nagorno-Karabakh e all’Armenia, un attacco questo che ha portato la Russia ad accogliere nel Caucaso meridionale le truppe turche, fra i più importanti alleati della Nato.

In breve, la Russia è accusata di collusione con quasi tutti i cattivi attori, in quasi tutte le regioni del mondo e più esattamente di: espansione dei legami militari e partecipazione ad esercitazioni congiunte con la Cina; di mantenere normali relazioni con l’Iran e la Corea del Nord, con l’Algeria e l’Angola in Africa, in America Centrale con il Nicaragua e nei Caraibi con Cuba e di fornire armi al Venezuela.

Non contenta di rappresentare la Russia come una minaccia per il Nord America, l’America centrale, il Sud America, l’Europa, il Medio Oriente, l’Asia e l’Africa, la Defense Intelligence Agency la ritrae anche come un rivale e un avversario nell’Artico.

In ultima analisi le osservazioni del direttore appaiono in molti casi ovvie e persino lapalissiane: la Russia — come d’altronde la Cina — è accusata di una sola cosa e cioè di contrastare e quindi di non accettare l’egemonia politica, militare ed economica degli Stati Uniti che si è affermata sia attraverso la realizzazione della Nato che attraverso il piano Marshall.

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