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Ecco perché Johnson riapre tutto nel Regno Unito

Sciopero Trasporti Inghilterra

Il punto di Daniele Meloni sulle novità annunciate da Boris Johnson

 

Boris Johnson lo ha confermato ieri: il 19 luglio si celebrerà il tanto agognato Freedom Day in Inghilterra, con la fine di tutte le restrizioni in vigore dal marzo 2020, compresa obbligatorietà delle mascherine al chiuso e distanziamento sociale. Alla fine, il premier britannico, in un discorso alla nazione da Downing Street, ha fatto appello al senso civico e di responsabilità dei suoi concittadini, sottolineando, senza edulcorare il messaggio, che “i casi di contagio aumenteranno”, e che “con essi anche le vittime”.

La decisione di Johnson si basa sul successo del programma di vaccinazioni Uk e su considerazioni politiche ed economiche. Il rollout dei vaccini prosegue senza sosta e pare che le due dosi di AstraZeneca e di Pfizer riescano ad evitare il congestionamento degli ospedali e un alto numero di vittime anche in presenza della variante Delta, che in Uk ormai abbraccia il 99% dei casi di contagio da Covid-19. Non si può più fare l’elastico tra aperture e chiusure come se l’immunizzazione non esistesse: che messaggio si manderebbe a chi — pochi per la verità in Uk — sono ancora indecisi se vaccinarsi o meno?

Come nel programma di vaccinazioni, Johnson gioca la carta del “primo della classe”. Una carta a fortissimo rischio ma che gli serve per mostrarsi più avanti rispetto agli altri paesi europei e per dimostrare che la Global Britain post-Brexit può reggersi in piedi anche senza l’appartenenza all’Unione Europea. Anzi, può prosperare ancor di più al di fuori da Bruxelles. Se gli analisti prevedono un rimbalzo del Pil in Uk persino superiore a quello americano per il 2021, Johnson vuole stupire e fare ancora meglio. Eliminare tutte le restrizioni e tornare alla vita pre-Covid significa dare un enorme impulso alle attività economiche e porre fine ai tanti programmi di aiuto delle imprese finanziati dallo Stato, con grave nocumento per le casse del Treasury.

Johnson ha ascoltato i suoi backbenchers che più volte lo hanno accusato di volere chiudere a chiave il paese. In particolare, i 50 componenti del Covid Recovery Group, che da mesi chiedevano la fine delle restrizioni e che avevano anche paventato un cambio di leader nel caso in cui il premier non li avesse ascoltati. Per BoJo la pandemia “non può dirsi ancora conclusa” ma, come evidenziato dal dipartimento della Salute, si trasformerà in un’endemia, curabile fuori dagli ospedali e con farmaci reperibili presso il Servizio Sanitario Nazionale. Proprio l’arrivo di Sajid Javid a capo della sanità britannica al posto del dimissionario Matt Hancock sembra avere dato la svolta per le riaperture: nel suo primo intervento ai Comuni la scorsa settimana il neo-Secretary of State aveva affermato che il 19 luglio era la data inderogabile per porre fine alle misure.

Misure che lo stesso Johnson aveva definito più volte “hideous”, “detestabili”.

Quindi, dal 19 luglio si riaprono i nightclub e gli stadi torneranno alla loro massima capienza. Portare le mascherine al supermercato o sui mezzi di trasporto sarà facoltativo. L’Inghilterra riapre. Johnson spera che la carta che ha pescato dal mazzo sia quella che gli consenta di fare poker.

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