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Ecco perché in Germania classificano meno morti per Coronavirus. Parla Rizzardini (Ospedale Sacco di Milano)

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Piemonte tamponi emergenza covid-19

Morti per Coronavirus, che cosa ha detto Giuliano Rizzardini, direttore/responsabile Malattie Infettive 1 all’Ospedale Luigi Sacco di Milano, al Tg3 del 31 marzo sul confronto tra Italia e Germania

Giuliano Rizzardini, direttore/responsabile Malattie Infettive 1 all’Ospedale Luigi Sacco di Milano, intervistato dal Tg3 del 31 marzo, ha spiegato le differenze così alte fra Italia e Germania sui morti per Coronavirus.

Ecco la breve intervista andata in onda oggi.

Come è possibile la discrasia tra il tasso di mortalità per Covid-19 che in Germania è dell’1% e in Italia circa l’8%?

Dipende da come si contano e qual è il denominatore. Intanto in Germania riescono a fare molti tamponi per cui aumenta il denominatore.

Loro contano meno morti da Coronavirus. Come mai?

Noi un ammalato che è morto per infarto se aveva il Coronavirus lo classifichiamo come morto per Coronavirus, come facciamo sempre anche quando la causa principale di morte è un’altra. I tedeschi questo non lo fanno.

Potrebbe essere importante fare più tamponi in persone che che mostrano sintomi e che stanno a casa?

Molto spesso non si può ma non perché non ci sono i laboratori, anche il reperimento e la preparazione die kit non è facile.

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Ecco l’aggiornamento odierno sul Coronavirus in Germania:

I NUMERI SUL CORONAVIRUS IN GERMANIA

Sono saliti a 66.885 i casi di contagio da Coronavirus in Germania, e le vittime sono 645. Lo scrive la John Hopkins University, che registra fra l’altro 13.500 ricoveri. Per il Robert Koch Institut, i positivi registrati elettronicamente sono 61.913 (+4615 rispetto al giorno precedente) e 583 sono i morti.

IL TASSO DI MORTALITA’ IN GERMANIA

Il tasso di mortalità da coronavirus in Germania è attualmente dello 0,8%, ma il presidente del Robert Koch Institut tedesco, Lothar Wieler, ritiene che questa percentuale “salirà” prossimamente. Il presidente ha ripetuto che il basso numero delle vittime dipende dal fatto che la malattia sia stata individuata in fase molto precoce e si sia testato molto (nel paese si effettuano 500 mila test a settimana, stando al virologo Christian Drosten). “Non esiste un paese al mondo che abbia tanti posti in terapia intensiva per procedere alla respirazione artificiale” quanti ne ha la Germania, in rapporto alla sua popolazione – ha aggiunto – Che questo poi possa bastare in questa epidemia è un’altra questione”. Sui 61.013 positivi registrati elettronicamente presso l’istituto, 583 sono state finora le vittime.

LE TERAPIE INTENSIVE

Circa il 45% delle terapie intensive degli ospedali tedeschi sono già libere per i pazienti Covid-19 in arrivo: lo ha detto il ministro tedesco della Salute Jens Spahn. Queste capacità di accoglienza sono state create grazie allo spostamento degli interventi “pianificabili”, ha aggiunto il ministro in una conferenza stampa congiunta con il ministro-presidente del Land del Nordreno-Westfalia, Armin Laschet a Duesseldorf. “Una cosa è chiara. Nei prossimi giorni ci sarà un numero crescente di pazienti che avranno bisogno di apparecchi respiratori e di terapia intensiva”, ha detto Spahn. In Germania si attende un boom dell’emergenza sanitaria tra circa due-tre settimane. Il ministro si è dichiarato contrario all’idea dell’obbligo di indossare la mascherina per la cittadinanza: “Al momento non ne vedo la necessità”, ha spiegato.

LE ANALISI DEGLI ESPERTI

Nei giorni scorsi il presidente dell’istituto Koch Lothar Wieler, delegato dal governo a gestire la crisi sanitaria, è stato piuttosto franco, ha raccontato Start: “In Germania siamo ancora all’inizio della pandemia, abbiamo appena iniziato a combatterla e non siamo in grado di capire quale sarà l’evoluzione”. Per Wieler non è il momento di pensare a un alleggerimento: “Non esiste una ricetta sempre valida, dovremo adeguare le misure alla situazione del momento”.

 

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