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Ecco l’intesa governo-regioni sui fondi contro il dissesto idrogeologico. Numeri, fatti e scenari

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droni - dissesto idrogeologico

Tutto è pronto o quasi sui piani regionali contro il dissesto idrogeologico.

Dopo le polemiche artate degli scorsi giorni sul prestito Bei che secondo alcuni osservatori il governo Conte aveva rifiutato (mentre poi Start Magazine ha svelato che lo stop era giunto dalla burocrazia ministeriale nell’ultimo scorso della gestione Galletti all’Ambiente durante il governo Gentiloni), oggi il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha fatto il punto con le Regioni sui fondi a disposizione contro il dissesto idrogeologico, come ha svelato l’agenzia Radiocor-Sole 24 Ore.

ECCO I NUMERI SUI FONDI

Nel bilancio dello Stato, a legislazione vigente, ci sono attualmente 6.593 milioni di euro per finanziare interventi per il contrasto al dissesto idrogeologico. Non piani post-emergenza di riparazione dei danni da alluvioni, ma programmi pluriennali di prevenzione.

CHE COSA SI E’ DETTO NEL CORSO DELL’INCONTRO

Su 6,6 miliardi di euro, 3,110 miliardi si riferiscono a programmi già approvati e in corso (tra questi ad esempio il piano città metropolitane, Cipe 32/2015, o gli interventi all’interno dei Patti per il Sud del 2016), mentre 3.482 milioni di euro sono risorse disponibili in Bilancio ma ancora da programmare e assegnare.

TUTTI I DATI SNOCCIOLATI DAL MINISTRO COSTA

Questi i numeri snocciolati dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa nell’incontro di oggi con le Regioni, a Roma contenuti in alcune tabelle di cui Radiocor Plus è in possesso.

IL RUOLO DELLA PIATTAFORMA RENDIS

Costa ha confermato che sarà utilizzata la piattaforma Rendis del Ministero per selezionare gli interventi, secondo i criteri di priorità indicati dal Dpcm 28/5/2015, ma con la possibilità – ha detto Costa – per i presidenti di Regione di indicare “fuori sacco”, senza rispettare parametri rigidi, fino al 30% degli interventi.

IL METODO DI ASSEGNAZIONE DEI FONDI

Il metodo di assegnazione dei fondi sarà l’accordo tra il Ministro dell’Ambiente e le Regioni: firmato nei giorni scorsi il primo accordo con il Friuli Venezia Giulia (60 milioni di euro), nei prossimi giorni quello con il Veneto (157 milioni).

IL RUOLO DEI PRESIDENTI DELLE REGIONI

Costa ha confermato il ruolo dei presidenti di Regione come commissari straordinari (ex Dl 133/2014, lo Sblocca-Italia), ma il confronto ha fatto emergere una serie di difficoltà operative, da parte dei presidenti, sull’utilizzo effettivo dei super-poteri assegnati.

IL DETTAGLIO

I presidenti di Regione e il Ministro Costa, dunque, nella riunione di oggi, hanno concordato la costituzione di un gruppo di lavoro misto, composto tra tre tecnici del Ministero e tre delle Regioni (del Nord, Centro e Sud) con il compito di velocizzare le procedure di utilizzo delle risorse e di approvazione dei progetti, «per far sì – ha spiegato Costa – che i presidenti-Commissari possano cantierare più progetti possibile».

LE RASSICURAZIONI DEL GOVERNO SUL POST ITALIA SICURA

Il Ministro dell’Ambiente ha anche rassicurato le Regioni: anche dopo la soppressione della struttura di missione di Palazzo Chigi «ItaliaSicura» – ha spiegato a porte chiuse – il compito di coordinare risorse, piani e programmi contro il dissesto idrogeologico resta fondamentale, e a svolgerlo sarà il Ministero dell’Ambiente.

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