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Ecco come la pandemia fiaccherà l’economia della Germania

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Germania pandemia

L’istituto Ifo ha aggiornato le stime sull’impatto della crisi pandemica in Germania. Tutti i dettagli nell’articolo di Pierluigi Mennitti

L’istituto Ifo ha aggiornato le stime sull’impatto della crisi pandemica in Germania, presentando i dati del suo rapporto estivo. Nel 2020 il Pil tedesco è destinato a scendere del 6,7% rispetto all’anno precedente, con una ripresa nella seconda metà di quest’anno che solo in parte compenserà le perdite registrate nei primi sei mesi. A un primo trimestre 2020 segnato da un -2,2% è seguito un catastrofico secondo trimestre nel quale la perdita ha toccato l’11,9%. Sono stati i mesi del lockdown, della fermata di buona parte della produzione industriale e della paralisi del commercio e di altri settori importanti.

RECUPERO DAL TERZO TRIMESTRE

Le stime dell’istituto di Monaco intravvedono tuttavia un po’ di luce a partire dal terzo trimestre, quando la ripresa dovrebbe essere più robusta, facendo segnare un +6,9%, seguita poi da un ulteriore consolidamento del 3,8% nell’ultimo trimestre del 2020. Stime elevate, quelle della seconda metà dell’anno, da comparare però al crollo di quasi 12 punti nel trimestre del lockdown. E basate su alcune condizioni ancora aleatorie: uno sviluppo ordinario della pandemia, senza pesanti seconde ondate che costringerebbero a nuovi e disastrosi lockdown e adeguate reazioni politiche. Il governo ha messo in campo un vastissimo programma di aiuti, altre risorse arriveranno dai pacchetti europei, ma i secondi devono ancora essere definiti nelle trattative fra i leader dei 27 membri Ue e il programma nazionale dovrà essere ulteriormente aggiornato a seconda dell’evoluzione della crisi economica.

“I tassi robusti stimati dal mese di luglio vanno letti in rapporto alla bassa produzione di beni e servizi nelle settimane di chiusura dell’economia”, ha confermato Timo Wollmershäuser, responsabile del dipartimento congiuntura dell’autorevole istituto economico bavarese, “nel frattempo le misure restrittive sono state allentate e, per alcuni settori industriali ed economici, completamente ritirate”.

RIPRESA DEL 6,4% NEL 2021

Su basi altrettanto instabili, l’Ifo azzarda anche le stime per il 2021: la ripresa continuerà e il prossimo anno si concluderà con una crescita del 6,4%. In due anni dunque la Germania sarà riuscita a recuperare la botta della pandemia, raggiungendo a fine 2021 il livello economico di fine 2019.

CRESCE LA DISOCCUPAZIONE, DAL 5 AL 5,9%

Come ci si attendeva, l’Ifo fornisce numeri negativi anche per il mercato del lavoro, finora il fiore all’occhiello dell’economia tedesca, capace di mantenersi vivace anche nella fase di rallentamento precedente alla diffusione del covid-19. La cifra dei disoccupati salirà dal minimo record di 2,3 milioni a 2,7 milioni, una crescita comunque attenuata dalle misure straordinarie varate dal governo, in primo luogo il sostegno al lavoro ridotto che ha evitato un’ondata di licenziamenti. Ma in molti settori – da Airbus (taglio di 5100 posti di lavoro in Germania sui 15.000 annunciati) alle catene dei grandi magazzini come Karstadt-Kaufhof – le notizie di queste ultime settimane segnalano che il tema diventerà scottante nei prossimi mesi. In linea con la ripresa prevista, nel 2021 anche la disoccupazione tornerà a scendere, seppure più lentamente, toccando quota 2,6 milioni. In percentuali, si passerà dall’attuale 5% al 5,9% di fine 2020, per tornare al 5,6% nel prossimo anno.

Un primo segnale di rissestamento si è già avuto, segnala l’istituto di Monaco, dal momento che da maggio a giugno il numero dei lavoratori collocati in “lavoro ridotto” è sceso da 7,3 a 6,7 milioni.

Gli occupati passano da 45,2 milioni del 2019 a 44,8 di quest’anno, per risalire lievemente a 44,9 milioni nel 2021.

IL DEBITO DELLO STATO

Altri numeri della crisi 2020: -6,4% per i consumi privati, -19,9% per gli investimenti in attrezzature. Le tracce della crisi saranno chiaramente visibili nel bilancio dello Stato: il saldo tra entrate e uscite è passato da +50,4 miliardi di euro dell’anno scorso a -175,8 quest’anno. Oltre all’impatto diretto della crisi, ne sono responsabili i vari pacchetti di aiuti del governo, che da soli costano oltre 160 miliardi di euro. Nel prossimo anno, il bilancio dello Stato continuerà ad essere in rosso con meno 76,5 miliardi di euro.

IMPORT-EXPORT IN CALO

Nel 2020 le esportazioni tedesche dovrebbero scendere del 13,3%, le importazioni del 7,7. Di conseguenza, l’eccedenza delle partite correnti oggetto in questi ultimi anni di feroci critiche a livello europeo e internazionale, si ridurrà da 245,2 a 176,2 miliardi di euro, vale a dire dal 7,1 al 5,4% della produzione economica. Il prossimo anno tuttavia le esportazioni torneranno a crescere del 13,4 percento, le importazioni del 7,8 percento. Ciò aumenterà l’eccedenza delle partite correnti a 268,7 miliardi (7,6%).

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