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Come e perché la Turchia farà affari sempre più con l’Asia

Turchia Asia

Tutte le mosse (e le ragioni geopolitiche) della Turchia per intensificare le relazioni economiche con l’Asia. L’approfondimento di Giuseppe Gagliano

Novità sulle scelte geopolitiche della Turchia soprattutto in relazione all’Asia.

I nuovi orientamenti nel contesto della politica estera sono stati esplicitati dal ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu durante l’11ª Conferenza degli ambasciatori del 5 agosto ad Ankara. 

Secondo Çavuşoğlu, la formulazione di un nuovo approccio geopolitico nei confronti dell’Asia in una serie diversificata di settori, dall’industria del commercio e della difesa alla tecnologia e alla cultura, è indispensabile affinché la politica estera turca sia efficace. Tuttavia questa nuova iniziativa non costituirebbe uno spostamento degli assi nella politica estera turca.

La motivazione principale alla base dell’iniziativa Asia Anew sembra essere il desiderio dei politici stranieri di diversificare i partenariati turchi. La Turchia sta attualmente vivendo una certa disillusione nelle sue relazioni con l’Occidente, in particolare a causa delle relazioni tese sia con gli Stati Uniti che con l’Unione Europea. Di conseguenza, la diversificazione dei partenariati in Asia mediante una nuova visione geopolitica dovrebbe mettere nelle condizioni la Turchia di crescere economicamente e di superare la dipendenza soprattutto con gli Usa.

Infatti la Turchia intende capitalizzare la crescita delle economie asiatiche e infatti le relazioni commerciali della Turchia con l’Indo-Pacifico occupano già il 16 per cento del volume degli scambi della Turchia. Ad esempio, la Turchia ha firmato accordi di libero scambio con la Corea del Sud, la Malesia e Singapore che sono entrati in vigore rispettivamente nel 2013, 2015 e 2017. Il settore privato turco è stato incoraggiato con ulteriori incentivi pubblici a sviluppare relazioni commerciali con questi stati. Cina, India, Giappone e Corea del Sud sono tra i paesi target designati dall’Asia.

Tuttavia, la Turchia presenta un deficit persistente nei suoi scambi con l’Asia. Lo squilibrio commerciale può essere osservato nelle transazioni commerciali della Turchia con Cina e India. A partire dal 2018, la Cina era il secondo partner di importazione per la Turchia pur essendo il sedicesimo partner di esportazione più grande. Il deficit commerciale ammontava a quasi 18 miliardi di dollari (il 75 percento del volume totale degli scambi bilaterali). L’India, d’altra parte, era il sesto partner di importazione per la Turchia, mentre era il 36° partner di esportazione. Il deficit commerciale è stato di circa 6,5 miliardi di dollari (il 73% del volume totale degli scambi bilaterali).

Se quindi l’iniziativa Asia Anew costituisce una misura per ovviare a questo squilibrio commerciale della Turchia con i paesi asiatici fornendo uno slancio al settore privato turco per la promozione delle esportazioni dall’altro lato Cina e Giappone hanno posto in essere iniziative per concretizzare i loro obiettivi di proiezione di potenza economici sfruttando anche la rivalità geopolitica intra-asiatiche.

Naturalmente anche sul fronte squisitamente diplomatico la Turchia ha aperto nuove ambasciate in Myanmar (2012), Cambogia (2013), Brunei (2013) e Laos (2017). Inoltre, il Ministero degli Affari Esteri ha indicato nella Cina, Indonesia, Giappone, Malesia, Singapore e Corea del Sud partner strategici della Turchia nella regione Indo-Pacifico.

Oltre alle relazioni bilaterali, la Turchia ha promosso forum multilaterali informali e con organizzazioni internazionali regionali in Asia. Nel 2012 la Turchia è diventata un partner di dialogo per la Shanghai Cooperation Organization (SCO).

Allo stesso modo, dopo aver aderito al Trattato di amicizia e cooperazione nel 2010, la Turchia è diventata un partner dell’ASEAN nell’agosto 2017. Un altro esempio è l’adesione della Turchia al dialogo sulla cooperazione asiatica (ACD) nel 2013. Da settembre, la Turchia assume la presidenza dell’ACD per il periodo 2019-2020.

Questo tipo di impegni bilaterali e multilaterali sostiene l’infrastruttura diplomatica e istituzionale della politica estera turca in Asia, rafforzando potenzialmente l’iniziativa Asia Anew.

Il centro di gravità della geopolitica globale si sta spostando verso est e la Turchia, come tanti attori internazionali, intende rivedere le sue priorità di politica estera e adeguare i suoi interessi strategici di conseguenza. Ora, affinché questa nuova scelta geopolitica non sia occasionale ma strutturale, la Turchia avrà certamente bisogno di un quadro sistematico basato su una visione strategica a lungo termine.

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