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Come e perché la Germania si squassa sulla Difesa

Difesa

La ministra della Difesa della Germania, Christine Lambrecht, si è dimessa dopo una serie di messaggi che hanno creato imbarazzo al governo Scholz. Ecco cos’è successo e chi è il suo successore. L’articolo di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

È Boris Pistorius, socialdemocratico ministro degli Interni del Land della Bassa Sassonia il nuovo titolare del dicastero della Difesa a Berlino, nel governo federale guidato da Olaf Scholz. Un fedelissimo del cancelliere nel ruolo che sembra diventato una sorta di triangolo delle Bermuda della politica tedesca, il ministero che da anni inghiotte ripetutamente carriere e ambizioni di coloro che ne assumono la guida.

LE DIMISSIONI DI LAMBRECHT

Sostituisce la collega di partito Christine Lambrecht, dimessasi ufficialmente solo a inizio settimana con un’insolita comunicazione scritta, dopo che per tutto lo scorso fine settimana erano trapelate senza controllo, senza smentite né conferme ufficiali, le sue intenzioni di gettare la spugna. Un passo finale tra i meno gloriosi, nella catena di fallimenti che dallo scorso decennio ha caratterizzato quasi tutti i ministri della Difesa. Ancora un socialdemocratico dunque, in onore alla complessa alchimia di un governo tripartito, costruito evidentemente conoscendo i dettami di un manuale che andava di moda nell’Italia della Prima Repubblica (il Manuale Cencelli) e che aveva consigliato di piazzare alla guida delle Forze armate una politica dimostratasi da subito poco all’altezza.

LE PRIME SFIDE PER IL NUOVO MINISTRO DELLA DIFESA

Ora tocca a Pistorius, in un momento molto delicato per chi gestisce un apparato enorme ma bisognoso di ammodernamento e risorse finanziarie e strategiche come quello militare tedesco. Le prime, le risorse finanziarie, in teoria ora ci sono, le seconde evidentemente no, ed è uno dei motivi per cui Lambrecht ha dovuto fare le valigie.

Intanto venerdì il 20 gennaio il nuovo ministro farà il suo esordio in casa, in occasione dell’incontro internazionale per l’Ucraina, nella base militare di Ramstein. Non ci sono attimi di pausa con la guerra che prosegue sempre più cruenta a pochi chilometri dal confine orientale tedesco e nei confronti della quale la Germania non sembra ancora aver trovato un ruolo chiaro. Nonostante la Zeitwende annunciata quasi un anno fa con enfasi dal cancelliere, nello storico dibattito parlamentare all’indomani dell’invasione russa, quando annunciò un cambio di rotta totale rispetto all’Ostpolitik e alle politiche di apertura verso Mosca che avevano caratterizzato la politica estera tedesca (e della sua Spd) per decenni, fin dai tempi della Guerra Fredda.

Quella Zeitwende, quella svolta epocale, che avrebbe nella ristrutturazione, ammodernamento e potenziamento delle forze armate uno dei suoi pilastri centrali, e cui il governo di Scholz aveva stanziato fino a 100 miliardi di euro, nel frattempo già ridotti a 85 dall’inflazione e da altre variabili intervenute. Non sono pochi neppure 85 miliardi, ma bisognerebbe sapere cosa farci.

LE GRANDI ASPETTATIVE SU BORIS PISTORIUS

Il cancelliere spera che Pistorius possa essere la persona giusta. L’ormai ex ministro degli Interni della Bassa Sassonia, in carica fin dal 2013, è considerato un manager politico esperto. Nella cerchia dei ministri degli Interni federali e statali, Pistorius si è guadagnato negli ultimi anni la reputazione di politico esperto e competente. Pur rimanendo sempre fedele alla dimensione politica regionale, si è anche occupato del posizionamento della politica interna della SPD federale nelle campagne elettorali e nei negoziati di coalizione. Berlino e le sue insidie non gli sono dunque sconosciute.

Alle conferenze dei ministri degli Interni Pistorius, considerato pragmatico, si è sempre visibilmente divertito a discutere e battagliare verbalmente con i conservatori, come l’ex ministro federale degli Interni Horst Seehofer (CSU), a scena aperta, con prontezza di riflessi, con osservazioni puntuali, ma mai irrispettose, commenta la Frankfurter Allgemeine Zeitung, che sembra concedere al nuovo ministro una chance in più rispetto ai suoi predecessori: “Forse la sua età rende Pistorius il candidato ideale per la carica di ministro della Difesa. A 62 anni, un politico può finalmente trasferirsi nell’ufficio esecutivo del Bendlerblock (l’edificio del ministero tedesco, ndr.), che è generalmente considerato un seggiolino eiettabile e quindi anche un potenziale killer della carriera”.

Leggi anche: Perché la Germania non consegnerà a breve i Leopard 2 all’Ucraina

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