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Data Governance Act, che cosa prevede il regolamento in cottura a Bruxelles

Dati Commissione Ue

La Commissione Ue ha proposto il Data Governance Act, un regolamento che dovrebbe gettare le basi per un nuovo modo di gestire i dati industriali e non solo

 

L’Ue vuole affermarsi come leader in materia di dati. Dopo i dati personali, Bruxelles passa alla regolamentazione dei dati industriali.

La Commissione Ue ha proposto oggi il Data Governance Act, un regolamento che dovrebbe gettare le basi per un nuovo modo di gestire i dati a livello europeo, che rispetti i valori e principi dell’Ue, come la protezione dei dati personali (Gdpr), la protezione dei consumatori e le norme sulla concorrenza.

“Siamo stati abbastanza coraggiosi da stabilire le nostre regole nella sfera dei dati personali e questo è ciò che dobbiamo fare ora per i dati governativi, pubblici e industriali”, ha affermato il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton.

Una governance europea per i dati dunque in linea con i principi Ue della protezione delle informazioni personali, dei consumatori e con le regole di concorrenza.

“Con il ruolo sempre crescente dei dati industriali nella nostra economia, l’Europa ha bisogno di un mercato unico dei dati aperto ma sovrano”, esorta Breton.

Tutti i dettagli sulle regole a cui stanno lavorando i legislatori europei per sostenere le imprese e i governi europei a sbloccare in modo sicuro il valore dei dati industriali e pubblici.

L’OBIETTIVO DEL DATA GOVERNANCE ACT

L’obiettivo è “sfruttare meglio” il potenziale di una sempre maggiore quantità di dati, rimanendo però all’interno di un quadro europeo affidabile. La quantità di dati generati dagli enti pubblici, dalle imprese e dai cittadini è in costante aumento e, stando alle previsioni, tra il 2018 e il 2025 dovrebbe quintuplicarsi. Le nuove norme, secondo la Commissione, consentiranno di sfruttare questo potenziale e prepareranno il terreno per la creazione di spazi europei di dati settoriali a beneficio della società, delle imprese e dei cittadini.

Per Bruxelles le nuove misure potrebbero aumentare il valore economico annuale della condivisione dei dati da 7 miliardi di euro fino a 11 miliardi di euro entro il 2028.

COSA PREVEDE IL NUOVO REGOLAMENTO DEI DATI SU CUI LAVORA LA COMMISSIONE UE

Per garantire la neutralità, l’intermediario non può trattare i dati per proprio conto (per esempio vendendoli a un’altra società o usando i dati per creare un prodotto basato su di essi) e dovrà rispettare requisiti rigorosi.

Il regolamento comprende una serie di misure volte ad aumentare la fiducia nella condivisione dei dati, poiché la diffidenza è attualmente un grande ostacolo e si traduce in costi elevati.

Sono previste nuove norme in materia di neutralità per consentire ai nuovi intermediari di dati di diventare organizzatori affidabili della condivisione dei dati.

DATI SANITARI

Il regolamento prevede anche misure volte a favorire il riutilizzo di alcuni dati detenuti dal settore pubblico. Per esempio, il riutilizzo dei dati sanitari potrebbe far progredire la ricerca di cure per le malattie rare o croniche. Sono previste soluzioni per dare agli europei il controllo sull’uso dei dati che generano, rendendo più facile e sicuro per le aziende e i singoli cittadini mettere volontariamente a disposizione i propri dati per il bene comune.

L’ALTERNATIVA ALLE PRATICHE DI TRATTAMENTI DEI DATI DELLE PIATTAFORME TECH

Secondo la Commissione, il regolamento offre “un modello alternativo” alle pratiche di trattamento dei dati delle grandi piattaforme tecnologiche (perlopiù statunitensi), che dispongono di un elevato potere di mercato poiché i loro modelli aziendali implicano il controllo di grandi quantità di dati.

Alla base del nuovo approccio Ue saranno la neutralità e la trasparenza degli intermediari di dati (i soggetti che organizzano la condivisione o la messa in comune dei dati), che servirà ad aumentare la fiducia degli utenti.

STRUMENTI PER TUTELARE CITTADINI E IMPRESE

Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva, spiega che “i cittadini e le imprese non sono obbligati a condividere tutti i loro dati. Ma se lo fanno e condividono anche dati sensibili dovrebbero potersi fidare e avere la certezza che i dati saranno protetti”. “Vogliamo dar loro gli strumenti necessari a mantenere il controllo dei dati e aumentare la fiducia nel fatto che il trattamento dei dati avviene nel rispetto dei valori e dei diritti fondamentali europei”, conclude Vestager.

MERCATO UNICO DEI DATI, APERTO MA SOVRANO

“Considerato il ruolo sempre maggiore che i dati hanno nella nostra economia, l’Europa ha bisogno di un mercato unico dei dati aperto, ma sovrano”, ha sottolineato Breton. “Se affiancato dagli investimenti giusti e da infrastrutture essenziali, il regolamento aiuterà l’Europa ad affermarsi come continente leader in materia di dati”.

L’ambizione è fare dell’Europa “il continente numero uno al mondo per trattamento dei dati”.

IN ARRIVO ANCHE IL DIGITAL SERVICES ACT

Infine, il commissario Breton ha anche toccato altri elementi interconnessi della strategia politica che i legislatori considerano cruciali per fornire un quadro di dati funzionale. Vale a dire il Digital Services Act e il Digital Markets Act che saranno definiti in dettaglio all’inizio del mese prossimo.

Secondo Breton, proprio il Digital Services Act metterà “una chiara responsabilità e obbligo sulle piattaforme e sui contenuti che vengono diffusi”.

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