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Cyber, Swift, Nord Stream 2. Come la Germania di Merkel si smarca dagli Usa di Trump

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Tutte le mosse della cancelliera tedesca Angela Merkel per defilarsi rispetto agli Stati Uniti

Troppo irriverente questo Trump per il Vecchio Continente. Si va a concludere un’estate in cui il presidente degli Stati Uniti non ha perso occasione per rimbeccare gli alleati europei. D’altronde Trump aveva già messo in dubbio le garanzie di sicurezza della Nato, scartato gli accordi internazionali come il trattato sul clima di Parigi e l’accordo sul nucleare con l’Iran. L’ultimo colpo (non di sole) di The Donald verso l’Unione europea riguarda l’‘intenzione di applicare una tariffa del 25% su ogni auto importata dall’Ue la scorsa settimana.

CI DIFENDIAMO DA SOLI

Come ha sottolineato Bloomberg questa mattina, i leader tedeschi e francesi sembra che ne abbiano abbastanza, nel giro di 24 ore hanno invitato l’Europa a stabilire una maggiore autonomia dagli Stati Uniti. Lunedì infatti il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che l’Europa deve mettere in scena “l’autonomia strategica” in materia di difesa, dal momento che gli Stati Uniti hanno “voltato le spalle” ai partner del dopoguerra.
Le dichiarazioni di Macron seguono quelle del cancelliere tedesco Angela Merkel in quanto entrambi stanno spingendo l’Ue ad assumere una maggiore responsabilità globale per la difesa.

CYBER-SECURITY MADE IN GERMANY

Nel frattempo, la Germania studia come difendersi per conto suo. Ieri Reuters ha riportato l’annuncio del ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, del lancio di una nuova agenzia per finanziare la ricerca sulla sicurezza informatica. L’obiettivo è porre così fine alla dipendenza dalle tecnologie digitali dagli Stati Uniti, dalla Cina e da altri Paesi. “In quanto governo federale, non possiamo restare a guardare quando l’uso di tecnologie sensibili con un’elevata sicurezza è controllato da altri governi. Dobbiamo garantire ed espandere tali tecnologie chiave della nostra infrastruttura digitale “, ha dichiarato Seehofer. Il ministro dell’Interno ha sottolineato l’importanza di puntare sulla sicurezza e l’indipendenza europea dalle tecnologie statunitensi.

SWIFT SÌ SWIFT NO

Se Francia e Germania intendono spingere per una maggiore autonomia nel settore della difesa, allo stesso tempo auspicano un’indipendenza dal sistema dei pagamenti internazionali Swift incentrato sugli Stati Uniti. In un incontro tenutosi a inizio settimana, il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire e il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas hanno suggerito che i paesi dell’Ue istituiscano sistemi di pagamento indipendenti dagli Usa.
“Siamo determinati a lavorare su uno strumento finanziario europeo o franco-tedesco indipendente che ci consenta di evitare di essere le vittime collaterali delle sanzioni extraterritoriali degli Stati Uniti”, ha affermato Le Maire, “Voglio che l’Europa sia un continente sovrano e non un vassallo, e questo significa avere strumenti finanziari totalmente indipendenti che oggi non esistono”.

Già la settimana scorsa, il ministro tedesco Maas aveva espresso la stessa opinione in un editoriale sul quotidiano economico Handelsblatt a cui era seguita una dichiarazione della Merkel che si mostrava d’accordo con il suo ministro degli Esteri precisando tuttavia che “sulla questione dei sistemi di pagamento indipendenti, abbiamo alcuni problemi nei nostri rapporti con l’Iran, senza dubbio, d’altra parte sappiamo che sulle questioni del finanziamento del terrorismo, per esempio, Swift è molto importante”. Come ha spiegato Marcello Bussi su Mf, Swift è una rete di pagamenti globale con sede in Belgio che consente alle istituzioni finanziarie di tutto il mondo di inviare e ricevere informazioni sulle transazioni finanziarie.
I nuovi modelli in esame includono un sistema alternativo a Swift e un meccanismo che consentirebbe, ad esempio, di stabilire contratti petroliferi contro altri accordi.

MERKEL PREFERISCE IL GAS RUSSO AL GNL USA

Ma è nel campo energetico che la più punzecchiata dal presidente americano pare essere proprio la Germania di Angela Merkel, definita da Trump “una prigioniera” di Putin a causa della sua dipendenza dal gas russo. Se da una parte la cancelliera nega l’accusa americana dall’altra procede dritta con il gasdotto Nord Stream 2, “orribile” secondo Trump. Nord Stream 2, progettato dalla russa Gazprom, raddoppierà la capacità di esportazione della Russia in Europa a 110 miliardi di metri cubi. Questo gasdotto è ben accolto da gran parte dell’industria tedesca, dal momento che la Germania ha importato il 39% del suo gas dalla Russia nella prima metà del 2018, secondo i dati del BAFA, l’autorità statale per il commercio estero.

Non a caso, la cancelliera ha incontrato due settimane fa il presidente russo Vladimir Putin per discutere proprio di “proiezioni sul consumo di gas naturale in Europa”, come ha riportato il portavoce del Cremlino. Tuttavia, dopo il vertice, Angela Merkel è volata in Azerbaigian per discutere dello sviluppo di un oleodotto meridionale per fornire gas all’Europa dal Caspio. Anche se rimane impegnata nel Nord Stream 2, la visita sottolinea l’apertura di Merkel alla ricerca di fonti alternative di gas in una duplice mossa difensiva dalle accuse del presidente Usa e dalla dipendenza russa.

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