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Coronavirus, ecco tutte le bugie della Cina sul laboratorio di Wuhan. Parla Luttwak

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Luttwak

Che cosa pensa il politologo americano ed esperto di strategia, Edward Luttwak, sull’Istituto di Wuhan al centro delle polemiche negli Stati Uniti sul Coronavirus

Donald Trump e i suoi hanno deciso di far pagare caro ai cinesi la pandemia da Covid-19. Lo hanno deciso perché sono convinti, Trump per primo, che il virus non sia sorto naturalmente, ma sia il frutto di un incidente avvenuto causa incuria e sciatteria in quello che è ormai il famoso Istituto di virologia di Wuhan.

Nonostante i secchi dinieghi di Pechino, le agenzie d’intelligence a stelle e strisce hanno già avviato un’inchiesta a tutto campo che si avvarrà della collaborazione dei servizi segreti alleati. E l’amministrazione Trump si accinge ad avvalersene per esigere dalla Cina risarcimenti miliardari, o per umiliarla comunque agli occhi del mondo.

Ma quanto fondata è l’ipotesi dell’incidente di laboratorio? Ecco cosa pensa il politologo americano ed esperto di strategia Edward N. Luttwak che non solo ne è fermamente convinto, ma dispone a suo dire di prove irrefutabili.

Quali prove, professor Luttwak?

Sono pubbliche. Ha letto l’articolo di Le Monde che ho condiviso anche io, tradotto in inglese, sul mio profilo Twitter? Lì c’è tutto, basta leggere.

Cosa c’è scritto?

C’è scritto anzitutto che il governo di Parigi, che ricordiamo ha co-finanziato la realizzazione dell’Istituto di Wuhan e dunque anche del laboratorio incriminato, ha stilato numerosi e preoccupati rapporti sull’Istituto basandosi sui resoconti di propri scienziati che, dopo aver visitato i laboratori, hanno denunciato clamorose falle negli standard di sicurezza.

Quali falle?

In uno di questi rapporti si segnalava un problema grosso come una casa: il rapporto tra ricercatore e studenti, che nel laboratorio in questione è di 1 a 20. Ora, anche un cieco capirebbe che in una simile situazione la disciplina necessaria per evitare disastri – ricordo che in simili laboratori bisogna seguire non certo il senso comune, ma regole complicatissime e codificate a livello internazionale – è impossibile, visto che il numero di studenti per ricercatore non dovrebbe mai essere superiore all’unità, o al massimo a due. La Cina ha dunque voluto sfruttare al massimo la struttura puntando ad addestrare un numero spropositato di esperti. E visto che più che un laboratorio si trattava di un asilo, l’incidente è stato fatale.

Ma di che tipo di incidente può essersi trattato?

Dato quel che succedeva a Wuhan, non possiamo saperlo. Ma gli scienziati francesi nei loro rapporti hanno annotato un sacco di incurie e disattenzioni. A Wuhan era ad esempio pratica comune gettare nei lavandini materiale biologico che sarebbe invece dovuto essere conferito in contenitori speciali e bruciato. In questo modo nella fogna di Wuhan sono finiti chissà quali e quanti virus pericolosissimi. Ma questo voi italiani dovreste saperlo benissimo.

Perché?

Non l’ha vista la trasmissione “Leonardo” della Rai di qualche anno fa e riproposta recentemente, dove tutto era già chiaro? Peraltro gli autori della trasmissione non erano al corrente dei rapporti segreti stilati dai francesi, sennò chissà che altro avrebbero scoperto.

I cinesi in ogni caso negano fermamente che il Covid-19 sia scaturito nel loro Istituto, e sostengono che le regole da loro osservate in quel laboratorio sono severissime.

Ovviamente mentono, e glielo dimostro in meno di un minuto. Il Coronavirus è associato ad un pipistrello che non esiste nel raggio di 800 km da Wuhan. Un tipo di pipistrello che non era nemmeno in vendita nel famoso mercato degli animali vivi di Wuhan, quello dove secondo molti si sarebbe generato il virus. Ciò ci spinge a concluderne che mentre due delle principali teorie in circolazione – che il Covid-19 sia sorto naturalmente, o che i cinesi l’abbiano creato apposta – non hanno alcun fondamento, l’unica credibile è quella dell’incidente di laboratorio.

Luttwak, la resa dei conti a cui punta l’amministrazione Trump è dunque inesorabile?

I cinesi pagheranno un prezzo altissimo. L’unico modo che hanno per mitigare le conseguenze è ammettere le proprie responsabilità e chiedere scusa. Anche così, tuttavia, per Pechino saranno dolori. D’ora in poi infatti nessuno nel mondo vorrà collaborare con i loro scienziati, che non saranno accettati da nessuna parte, in nessun ateneo o istituto, e non solo in questo campo ma in tutti i campi. In secondo luogo, tutti gli investimenti cinesi saranno rigettati. Idem per gli investimenti esteri in Cina. L’unica eccezione che vedo, purtroppo, riguarda il vostro Paese.

L’Italia?

Sì. Non le rivelo nulla di nuovo se le dico che il vostro ministro degli Esteri è letteralmente entusiasta della Cina e la considera un Paese molto capace, la forza del futuro. Mi ricorda tanto quel che successe nel 1938, quando la Germania nazista era inarrestabile e scattò puntuale il servilismo. Se mi consente una battuta di mio conio, la vostra è una politica estera da sciuscià.

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