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Coronavirus, cosa succede (e cosa dice il governo) nel Regno Unito

di

Johnson

Tutte le ultime novità sul Coronavirus nel Regno Unito. Il Punto di Daniele Meloni

Nel tardo pomeriggio di ieri Public Health England – l’agenzia governativa che si sta occupando del Coronavirus nel Regno Unito – ha diramato un comunicato: c’è il primo decesso a causa del Covid19 in Inghilterra. Si tratta di una donna sui settant’anni ammessa nei giorni scorsi al Royal Berkshire Hospital di Reading (appena fuori Londra) in condizioni di salute già precarie. Allo stesso tempo, il governo ha affermato che gli aggiornamenti sul diffondersi della pandemia avverranno settimanalmente, dopo aver confermato che i casi sono passati a 115, con un aumento di oltre il doppio rispetto a un giorno e mezzo fa.

In mattinata, il Chief Medical Officer – il funzionario governativo che sovrintende tutte le attività di erogazione dei servizi medico sanitari nel Regno – professor Chris Whitty, è stato audito dalla Commissione Salute della Camera dei Comuni dove ha affermato che è vicino il momento in cui il governo annuncerà il passaggio dalla fase del “contenimento” a quella del “temporeggiamento”o del “ritardo”. La seconda fase del piano prevede misure di restrizione delle libertà di movimento, la chiusura di scuole e trasporti pubblici, l’annullamento di grandi eventi e la chiusura degli stadi. Le autorità sanitarie pensano che spostando il picco dei contagi verso i mesi primaverili ed estivi se ne ridurrebbe il numero anche considerato che il Covid-19 si porta con sé l’elemento della stagionalità legato all’inverno come tutte le influenze. Il governo è però più cauto: Johnson e il ministro della Salute Matt Hancock hanno affermato che quando sarà il momento saranno le autorità ad annunciare il passaggio da una fase all’altra.

Lo stesso Hancock ieri ha tranquillizzato gli inglesi confermando che non ci sarà alcuna penuria di generi alimentari nei supermercati del Regno Unito nonostante molti consumatori abbiano iniziato il panic-buying, le compere da panico legate all’emergenza Coronavirus. In una domanda postagli durante il Question Time alla Camera dei Comuni il ministro ha aggiunto che le autorità governative sono in contatto con le principali catene di supermercati– tra gli altri Sainsbury’s, Tesco, Marks & Spencer – e che non ci saranno problemi di rifornimento per quei cittadini che si auto-isoleranno o che saranno costretti alla quarantena a casa.

Nel frattempo si iniziano a vedere i primi effetti negativi anche sull’economia britannica: FlyBe, il vettore del trasporto aereo regionale che muove centinaia di migliaia di passeggeri per tutto il Regno Unito è entrato in amministrazione controllata causa perdite derivate dalla paura del contagio. Nel recente passato un prestito governativo di 100 milioni di sterline aveva portato la concorrente British Airways a rivolgersi all’Unione Europea per infrazione della norma sugli aiuti di stato alle imprese. Sir James Goodall, esperto del sistema dei trasporti della Redburn, ha affermato che la crisi legata al Coronavirus potrebbe essere letale a molte altre compagnie aeree.

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