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Coronavirus, che cosa succede in Spagna e come si muove il governo Sanchez

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Numeri, fatti e provvedimenti in Spagna contro il Coronavirus.

Si impennano i numeri dei contagi da coronavirus in Europa e i Paesi del Vecchio Continente si ripiegano sempre più su sé stessi. E’ la Spagna il Paese in Europa dove più sta accelerando ora la diffusione del Coronavirus. Tra l’altro la moglie del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez è positiva al Coronavirus.

Ecco i numeri del contagio e l’azione del governo che si muove nel solco dell’impostazione seguita in Italia dal governo Conte.

CHE COSA HA DECISO IL GOVERNO IN SPAGNA

“È il momento della responsabilità e della disciplina sociale. È necessario proteggere le persone, proteggendo noi stessi”, ha detto ieri il premier spagnolo Pedro Sanchez illustrando in dettaglio al Paese i provvedimenti varati in Spagna, che vietano ogni spostamento se non “per acquistare prodotti alimentari o farmaceutici” e dispongono la chiusura di “tutte le attività commerciali, ad eccezione delle necessità di base”. Le misure sono in vigore per 15 giorni, e potranno essere prorogate.

ECCO LE MISURE IN SPAGNA ANTI CORONAVIRUS

La Spagna ha proibito tutti gli spostamenti che non siano dettati da cause di forza maggiore ma è consentito andare al lavoro e rifornirsi di beni alimentari. Lo riporta El Pais precisando che lo ha deciso il Consiglio dei ministri in una riunione straordinaria convocata per decretare lo stato di allarme annunciato ieri dal premier Pedro Sanchez e che sarà in vigore per almeno due settimane.

CHE COSA PREVEDE IL DECRETO ANTI CORONAVIRUS

Il decreto, in vigore da lunedì, consente il ritorno al luogo di residenza e la continuazione dell’assistenza alle persone a carico. Lo stop agli spostamenti riguarda viaggi in auto e treno e quelli marittimi e aerei che non siano di servizio pubblico. Gli operatori dei trasporti ridurranno l’offerta di almeno il 50 per cento. Le autorità competenti – si afferma ancora nel decreto – adotteranno le misure necessarie per garantire i rifornimenti alimentari, la loro produzione e distribuzione. Saranno inoltre organizzati corridoi sanitari per consentire spostamenti delle persone, entrata e uscita di materie prime e manufatti.

I NUMERI DEL CONTAGIO DA CORONAVIRUS IN SPAGNA

Il secondo paese più colpito in Europa, dopo il nostro, registra ormai più di 6.000 contagi con aumenti a tre cifre ogni giorno. Nel giro delle ultime 24 ore sono stati più di 1.500 i nuovi casi, secondo l’ultimo bilancio. 189 i morti. Madrid, la più segnata dall’epidemia, è diventata una “città fantasma” – racconta l’Ansa – e il sistema sanitario pubblico nella regione della capitale è sopraffatto dall’emergenza, con più pazienti dei letti disponibili.

LA MAPPA IN EUROPA

In Germania i casi sono saliti quasi a quota 4.200. In Francia, dove si sono superati i 4.500 contagi e sono 91 i decessi, il premier Edouard Philippe ha annunciato la chiusura di tutti i luoghi pubblici “non indispensabili”, dai negozi ai ristoranti, ai luoghi di culto. E mentre sembra a rischio pure lo svolgimento del Festival di Cannes, la pandemia non è riuscita a fermare l’ennesima protesta dei gilet gialli. Intanto si registra un secondo caso di positività al virus nel governo di Parigi: si tratta della sottosegretaria Brune Poirson. Nella top ten dei contagi mondiali sono entrate anche la Svizzera (1.350 malati) con il Canton Ticino che ha serrato bar, ristoranti ed esercizi commerciali. In Gran Bretagna si contano 1.140 contagi e sono anche raddoppiati in un giorno i morti, saliti da 11 a 21. I numeri alla fine potrebbero costringere il governo britannico a rivedere l’approccio flemmatico tenuto finora dal premier Boris Johnson.  Anche nei Paesi del nord, dalla Danimarca alla Norvegia, dalla Svezia all’Olanda, si viaggia spediti verso i mille casi. Altri Paesi continuano ad adottare via via nuove restrizioni. La Russia ha deciso che da lunedì ridurrà i voli con l’Unione europea e da domenica chiuderà agli stranieri i suoi confini di terra con Norvegia e Polonia. La Grecia ha annunciato di aver bloccato tutti i voli per l’Italia. La Lituania ha ripristinato i controlli alla frontiera con Polonia e Lettonia.

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