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Manovre su Draghi, arrocco Cairo in Rcs, Caltagirone vuole sbranare il Leone Donnet, Copasir hackerato

di

arnese

Non solo Copasir, Rcs, Draghi, Generali e Caltagirone. Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Start

 

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ESTRATTO DELL’ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA SU GENERALI:

«Stiamo già lavorando alla definizione del prossimo piano e abbiamo solide basi per costruirlo. La continuità rispetto all’attuale», il cui orizzonte termina a fine 2021, «sarà un elemento fondamentale del ciclo strategico che intraprenderemo nei prossimi mesi». Lo ha detto ieri Philippe Donnet, group ceo di Generali, intervenendo all’assemblea degli azionisti della compagnia triestina. Parole che sono sembrate dirette a tutti gli azionisti ma in particolare a uno: Francesco Gaetano Caltagirone, secondo socio con il 5,63% e vicepresidente vicario della società, che ha consumato uno strappo senza precedenti non depositando le azioni e quindi non votando sull’ordine del giorno che vedeva al primo punto il bilancio 2020, da lui approvato peraltro in sede di cda. I conti hanno ricevuto ieri il sì del 99% del capitale partecipante.

Donnet, che in maggio si riunirà con i vertici del gruppo per definire i dettagli del nuovo piano, ha senz’altro voluto sottolineare proprio in questa occasione di guardare al futuro della compagnia. Con tutta probabilità perché lo strappo è stato letto da più parti come un segnale rivolto a lui. «Quando mancano poco più di sei mesi alla conclusione del piano 2018-2021 siamo convinti di raggiungere tutti gli obiettivi che ci eravamo posti». E sui conti 2020 ha citato in particolare il risultato operativo record per il secondo anno consecutivo a 5,2 miliardi e il dividendo di 1,47 euro, suddiviso in due tranche: la prima di 1,01 euro relativa al pagamento dell’utile ordinario e la seconda di 0,46 che corrisponde alla parte non distribuita l’anno scorso secondo le raccomandazioni delle authority. Da quando il group ceo è arrivato a Trieste, nel 2016, la compagnia ha remunerato gli azionisti con oltre 7 miliardi complessivi.

All’assemblea, che si è svolta in modalità covid, cioè tutti a distanza e collegati. Caltagirone non ha partecipato, ma ha invece preso parte al consiglio ordinario che si è tenuto al termine dell’assise. Il voto favorevole è stato pressoché unanime sul bilancio e sugli altri punti all’ordine del giorno: hanno quindi votato sì anche gli altri soci di rilievo del Leone e cioè, oltre a Mediobanca che ha il 12,8%, Leonardo Del Vecchio con il 4,82% e il gruppo Benetton con il 3,97%.

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