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Come si muoverà la Francia nell’Indo-Pacifico

Francia Indo Pacifico

La Francia è l’unica potenza dell’Ue che è attivamente presente nella regione dell’Indo-Pacifico, anche con risorse militari permanenti preposizionate. Il punto di Giuseppe Gagliano

In un articolo precedente è statto sottolineato il ruolo sempre più assertivo della Francia nell’Indo-Pacifico.

Il documento licenziato qualche giorno fa dal governo francese suggella in modo ufficiale il ruolo crescente che la Francia dovrà avere dell’Indo-Pacifico. Il documento parte da una premessa inoppugnabile sul piano geopolitico: l’Indo‐Pacifico è un’area che sta assistendo a profondi cambiamenti strategici. Il potere della Cina è in aumento, e le sue rivendicazioni territoriali si esprimono con sempre maggiore forza. La concorrenza tra Cina e Stati Uniti è in aumento, così come le tensioni al confine sino-indiano e nella penisola coreana.

Tutti questi elementi stanno modificando gli equilibri di potere regionali e rendendo i calcoli strategici più complessi. A ciò si aggiungono persistenti minacce transnazionali, come pirateria, terrorismo, traffico (droga, pietre preziose e legno, specie protette, ecc.) e crisi di proliferazione irrisolte, nonché gli effetti disastrosi del cambiamento climatico, che già si fanno sentire in termini di sicurezza. Tutti questi cambiamenti hanno un impatto diretto sull’intera regione, compresi i territori francesi.

In quest’area in cui si trovano sette dei dieci maggiori budget per la difesa del mondo, e i crescenti squilibri strategici e militari rappresentano una minaccia con conseguenze globali e potrebbero come tali avere un impatto diretto sull’Europa: il 30% degli scambi tra Asia ed Europa passa attraverso il Mar Cinese meridionale. La maggior parte degli Stati della regione Indo‐Pacifico ha cercato di investire.

Passiamo adesso all’aspetto squisitamente economico dell’Indo- Pacifico, aspetto questo assolutamente cruciale per la Francia.

L’Indo-Pacifico è caratterizzato dalla sua dimensione marittima. Il transito marittimo rappresenta il 90% dei flussi commerciali globali e gli oceani sono spazi strategici cruciali per garantire approvvigionamenti di merci ed energia. La messa in sicurezza delle rotte di navigazione è quindi una priorità assoluta.

In due decenni, la regione Indo-Pacifico è diventata il nuovo motore dell’economia globale crescita. L’Indo-Pacifico comprende sei membri del G20 e la regione genera quasi il 40% della ricchezza globale. Secondo il FMI, l’Indo-Pacifico potrebbe rappresentare oltre il 50% del PIL mondiale nel 2040 e i suoi mercati potrebbero rappresentare il 40% del consumo globale.

Per quanto riguarda i rapporti tra la Francia e l’Indo-Pacifico sotto il profilo economico il documento è esemplare nella sua chiarezza: nel 2019, circa il 18% delle importazioni francesi proveniva dalla regione Indo-Pacifico (circa l’8,7% esclusa la Cina) e circa il 14% delle esportazioni francesi era diretta verso quella regione (10% esclusa la Cina). Il commercio con l’Indo‐Pacifico rappresenta più di un terzo del commercio francese di merci al di fuori dell’UE ed è dinamico. È cresciuto del 49% in 10 anni (rispetto al 27% in media su un base globale).

Gli investimenti diretti della Francia nell’Indo‐Pacifico hanno rappresentato circa l’8% dei suoi investimenti globali nel 2019 (6% esclusa la Cina), pari a 113 miliardi di euro. L’importo è stato moltiplicato per 1,7 tra il 2010 e il 2019, rispetto a 1,5 a livello globale, esclusa l’Ue. In termini di sviluppo nell’Indo‐Pacifico, esclusa la Cina, lo stock di investimenti diretti esteri francesi (19 miliardi di euro) è cresciuto più rapidamente nello stesso periodo. Nel 2019, la regione Indo-Pacifico ha rappresentato il 3,8% dei titoli di investimento in Francia.

Ora questi numeri, certamente rilevanti, sono la conseguenza della presenza francese a livello storico e più precisamente a livello coloniale che la Francia – a differenza dell’Italia – sa capitalizzare (alludiamo alla Libia, alla Tunisia e all’Albania).

Infatti la Francia è l’unico paese dell’UE che ha territori nella regione Indo‐Pacifico: i dipartimenti di La Réunion e Mayotte, le comunità della Nuova Caledonia e della Polinesia francese, il territorio di Wallis e Futuna e le Terre australi e antartiche francesi. Tutti questi territori rappresentano una popolazione di 1,65 milioni (più di un milione per i due dipartimenti nell’Oceano Indiano). Questa presenza nei due oceani conferisce alla Francia la seconda zona economica esclusiva (ZEE) più grande del mondo (10,2 milioni di km2), con circa due terzi della ZEE francese situata nel Pacifico, principalmente intorno alla Polinesia francese. La Francia è l’unica potenza dell’Ue che è attivamente presente nella regione, anche con risorse militari permanenti preposizionate. La protezione dei cittadini e del territorio sovrano francese, e in particolare delle sue ZEE, è una delle missioni principali della strategia di sicurezza e difesa francese nell’Indo‐Pacifico.

Di qui l’importanza e il ruolo che le forze armate devono avere nel proteggere gli interessi della Francia.

Le forze armate della regione meridionale dell’Oceano Indiano costituiscono una piattaforma di proiezione delle forze in questa regione, soggetta a concorrenza strategica, dove alleati e partner hanno una capacità d’azione limitata. Nel Pacifico meridionale, le forze armate della Nuova Caledonia (Forces Armées de la Nouvelle‐Calédonie ‐ FANC) e le forze armate della Polinesia francese (Forces Armées en Polynésie Française ‐ FAPF) consentono alla Francia di garantire la sicurezza dei suoi territori, la sua zona economica esclusiva ( ZEE) e il suo spazio aereo sovrano.

Questa capacità di protezione e monitoraggio si estende, per la loro zona di responsabilità permanente, ai limiti territoriali della Melanesia e della Polinesia. Tale presenza contribuisce a svolgere missioni di portata regionale, al di fuori delle zone sovrane, in stretta collaborazione con Australia e Nuova Zelanda, e a beneficio degli Stati insulari.

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