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Come si armano gli Stati Uniti in Qatar e Lituania in funzione anti-Iran e anti-Russia

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Stati Uniti Qatar

Che cosa significa il dispiegamento di venti membri delle forze spaziali della United States Space Force (USSF) in Qatar. Il punto di Giuseppe Gagliano

 

È arduo negare che gli Stati Uniti, allo scopo di tutelare la loro egemonia globale, attuino ora una politica estera dissuasiva di proiezione di potenza.

In entrambi i casi l’esistenza di alleati fedeli e di infrastrutture logistiche consente la realizzazione di questi due obbiettivi.

Partiamo come di consueto dai fatti. Il dispiegamento di venti membri delle forze spaziali e cioè della United States Space Force (USSF) in Qatar, presso la base di al-Udeid, ha come sua precisa finalità quella di dissuadere la postura offensiva dei propri rivali in Medio Oriente (quali l’Iran e l’Isis ad esempio) e in Asia – attraverso un coordinamento tra le forze spaziali, le forze terrestri e marittime statunitensi – monitorare gli snodi strategici del Golfo a cominciare dallo Stretto di Hormuz.

Tuttavia, il fatto che l’infrastruttura militare di al-Udeid in Qatar sia la base più importante in Medio Oriente – sono presenti infatti 5.000 soldati e numerosi cacciabombardieri – e il fatto che nel maggio del 2019 il Qatar e il Comando Centrale dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti abbiano siglato un accordo per una partnership in ambito Nato, fanno supporre che l’obiettivo effettivo degli Usa sia quello di servirsi della base aerea per consolidare la propria proiezione di potenza trasformando la base aerea di al-Udeid in una infrastruttura permanente.

Veniamo adesso alla presenza di nuovi contingenti Usa in Lituania. Al di là delle prevedibili smentite da parte del ministro della Difesa lituano, Raimondas Karoblis e di quelle dell’ambasciatore americano in Lituania Robert Gilchrist sul fatto che tale rafforzamento non abbia nulla a che fare con la situazione di instabilità politica in Bielorussia, la presenza di 500 soldati statunitensi, di circa 25 carri armati Abrams e almeno 30 mezzi corazzati Bradley rappresenta un dispositivo dissuasivo in senso lato anti-russo molto evidente.

Non dimentichiamoci infatti da un lato che proprio il governo lituano ha posto in essere sanzioni contro il presidente Lukashenko analoghe a quelle attuate da Estonia e Lettonia e dall’altro lato che Putin ad agosto aveva sottolineato la necessità di istituire una riserva delle forze di sicurezza che potrebbe intervenire in Bielorussia nel caso in cui la situazione degeneri (naturalmente a danno degli interessi russi).

Infine – e questo è certamente il dato di maggiore interesse – Lukashenko ha attuato non solo esercitazioni militari a scopo di deterrenza lungo la frontiera con Lituania e Polonia – quest’ultima alleato fedelissimo degli Usa – chiudendo il confine proprio con la Lituania e la Polonia ma ha messo in stato di allerta le forze armate.

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