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Come Repubblicani e Democratici si agitano sul nuovo pacchetto di aiuti anti crisi

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Sempre più intense le discussioni su un nuovo pacchetto di aiuti economici da varare per l’America ferita dal Covid-19. Tutti i dettagli secondo Axios

Al Campidoglio si fanno sempre più intense le discussioni su un nuovo pacchetto di stimolo da varare per l’America ferita dal Covid-19.

Ci sono però tre problemi segnalati ieri da Axios. Il primo è che questo mese scatta il primo periodo di pausa estiva alternato per i due rami delle camere, che avranno l’occasione per riunirsi di nuovo parallelamente e votare un nuovo provvedimento solo nella finestra tra il 20 e il 31 luglio, cosa che fa sospettare ad Axios che i parlamentari si affretteranno a varare un provvedimento di compromesso.

Il secondo problema riguarda il compromesso stesso, visto che, sempre a detta di Axios, il Partito Repubblicano e quello Democratico sembrano non aver visto lo stesso film e hanno quindi maturato idee diverse sul primo pacchetto di stimolo da 2 trilioni di dollari varato ad aprile e, conseguentemente, sulle nuove misure di cui deve essere composto il secondo.

Il terzo problema ha un nome preciso: George Floyd. Le accese discussioni sulla morte dell’afroamericano di Minneapolis per mano di un poliziotto hanno messo in secondo piano il dibattito sul nuovo pacchetto, e ambedue i partiti avevano promesso che un secondo pacchetto sarebbe stato basato su una seria analisi dei pregi e dei limiti del primo. La discussione insomma sarà più frettolosa di quanto ve ne sarebbe bisogno.

La prima battaglia in cui Axios vede impegnati i partiti riguarda gli assegni di disoccupazione, che scadono proprio pochi giorni prima la finestra utile per il voto del secondo pacchetto.

Qui il motivo di divisione tra Elefantino e Asinello riguarda il motivo per cui la disoccupazione rimane troppo elevata. Per i seguaci di Trump, tutto si spiega con la generosità degli assegni varati ad aprile, che ha spinto molti lavoratori a preferire di rimanere a casa a beneficiare delle provvidenze dello Stato piuttosto che adoperarsi per rientrare nel mercato del lavoro. Molti dunque pensano che la misura non sarà rinnovata, o che i repubblicani spingeranno per misure alternative come il taglio delle tasse o i bonus per rientrare al lavoro.

Di segno opposto il ragionamento in casa Dem, dove pensano che se non ci fossero stati gli assegni non solo la disoccupazione sarebbe stata più grave, ma molti americani sarebbero ormai precipitati nell’abisso della povertà.

È anche per questo motivo che I Democratici a maggio hanno votato alla Camera, dove hanno la maggioranza, un nuovo pacchetto di ben 3 miliardi di dollari chiamato HEROES che, oltre a reiterare le provvidenze per i lavoratori disoccupati, contiene un sacco di misure – dagli aiuti agli ospedali al sostegno finanziario a Stati e contee colpiti dal Covid-19 – invise ai rivali repubblicani.

È per questo motivo che il leader repubblicano al Senato Mitch McConnell ripete ad ogni piè sospinto che il pacchetto HEROES non ha alcuna speranza di passare e che le nuove misure di stimolo che saranno decise saranno redatte nel suo ufficio. E McConnell è uno che ha ripetuto spesso che, per quanto riguarda natura ed entità dello stimolo, bisognerà fare in questo mese di luglio un esame approfondito dei risultati del primo pacchetto prima di vararne uno nuovo.

La prudenza di McConnell deriva anche dal non pieno successo della principale misura sponsorizzata ad aprile dai Repubblicani: il Paycheck Protection Program (PPP), ossia il piano di aiuti e sostegni finanziari per la corporate America.

Non è passato inosservato infatti un rapporto del National Bureau of Economic Research che ha scoperto che sono rimasti nelle casse del Tesoro ben 125 miliardi di dollari inizialmente assegnati al PPP.

Il motivo sembra essere, secondo Axios, i requisiti troppo stringenti chiesti alle aziende, ma il rapporto getta luce su un altro aspetto sgradevole, ossia il fatto che la gran parte dei fondi sembra essere stata versata ad aziende e territori che meno avevano bisogno del sostegno dello Stato.

Ecco perché sarà molto probabile una riedizione del PPP anche se in formato light e con criteri diversi, in modo da allocare più razionalmente le risorse.

Non sfugge a nessuno, infine, che sulla discussione pende una spada di Damocle chiamata Covid-19, le cui nuove ondate in America fanno temere il peggio anche sul fronte economico.

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