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Come piomba il lockdown notturno in 8 città francesi

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Che cosa ha annunciato Macron in Francia sulle misure anti Covid. L’articolo di Enrico Martial

L’aveva detto, accidenti se l’aveva detto, Oliver Véran, il ministro francese della Salute, il 23 settembre scorso. Nel presentare i tre livelli di allerta e le corrispondenti restrizioni da applicare alle singole città e zone, aveva stimato che – senza misure di contenimento – la saturazione dei reparti di terapia intensiva sarebbe arrivata a Lione a metà ottobre, e a Parigi verso la prima decina di novembre. Ebbene, la seconda ondata è parsa rallentare, ma le misure non sono bastate. Da sabato 17 ottobre si va oltre e in otto città non si potrà uscire tra le 21 e le 6 del mattino: Lille, Grenoble, Lione, Aix-Marsiglia, Montpellier, Rouen, Tolosa e Saint-Etienne. Così sarà per un mese, forse sei settimane, la multa sarà di 135 euro, l’attuazione al momento improntata al buonsenso, con deroghe per chi lavora di notte o rientra dal lavoro.

Come è stato nella prima fase della pandemia, il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha anticipato il 14 ottobre i contenuti delle nuove misure in una lunga intervista di 44 minuti su France2 e TF1. Le spiegazioni del dettaglio saranno affidate all’intendenza, cioè alla prossima conferenza stampa primo ministro Jean Castex, come fu allora con Edouard Philippe.

Si conferma la diversità rispetto alla prima fase, come altrove in Europa: il lockdown generalizzato è escluso, le misure rimangono territoriali. Sono inoltre limitate – appunto, un lockdown solo notturno – per proteggere la continuità delle attività economiche, educative e dei servizi. Con questa linea in bilico tra esigenze della salute e protezione economica, l’agenda politica della ripresa e del Recovery fund dei primi di settembre è costretta a continui adattamenti. Non si uscirà da questa situazione fino al prossimo giugno, ha detto, bisogna ridurre e poi stabilizzare il numero dei nuovi contagi giornalieri, forse intorno ai 3-5mila, e i pazienti Covid in rianimazione intorno al 10-15% dei posti disponibili. Occorre infatti evitare anche queste ondate di liberalizzazioni e successive restrizioni.

Viene promosso il telelavoro, per due o tre giorni alla settimana, considerando che gli scambi in presenza sono necessari per le attività lavorative. Macron ha chiesto di evitare le riunioni di più di sei persone “terze”, sia nei ristoranti sia nella vita privata. La regola va applicata con buonsenso: una famiglia più numerosa non deve preoccuparsi, sempre che non estenda gli incontri ad altre persone. Inoltre, si tratta di una raccomandazione, il primo ministro Jean Castex aveva detto chiaramente il 12 ottobre che non si intende entrare nella vita privata con strumenti coercitivi, anche perché non c’è la possibilità legale.

Macron ha fatto ancora appello alla responsabilità dei cittadini – argomento che fa parte della memoria storica francese dei momenti di guerra e di crisi – al senso di comunità e all’impegno comune. L’idea è di mantenere un consenso e una partecipazione attiva all’attuazione delle misure di contenimento. Non ci saranno limitazioni sui trasporti pubblici né ostacoli agli spostamenti, né alle vacanze. Si invita piuttosto a evitare gli incontri di famiglia delle festività di inizio novembre, che rischiano di coinvolgere gli anziani e i più esposti.

Per quanto riguarda le misure di accompagnamento, sono annunciati aiuti per i settori delle zone interessate, da concordare a livello locale, cioè ristorazione, sport, spettacoli: a questi ultimi ha chiesto adattamenti e riprogrammazione degli orari. Ai beneficiari del salario minimo e di sostegno alle spese di affitto (studenti e famiglie fragili) ci sarà un aiuto, che sarà ripetuto in primavera, dell’ordine di 150 euro a cui si aggiungono 100 euro per figlio.

Inoltre è stata annunciata (dopo l’anticipazione del primo ministro Jean Castex del 12 ottobre), una nuova versione dell’app Stop-Covid, che sarà lanciata il 22 ottobre, con il nuovo nome “Tous anti-Covid” (Tutti contro il Covid). Permetterà anche ai ristoranti di registrare i presenti senza segnare nomi e indirizzi (questione ai limiti della riservatezza sui dati personali), offrirà informazioni sulla diffusione del virus e notizie su dove è possibile effettuare i test.

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