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Come parte lo scontro tra Johnson e Corbyn nella campagna elettorale

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Johnson

Il punto di Daniele Meloni sulla campagna elettorale nel Regno Unito fra Johnson e Corbyn

 

Con la breve visita a Buckingham Palace – preceduta da una diretta sui social direttamente dalla macchina che lo stava conducendo da Sua Maestà – Boris Johnson ha spiegato alla Regina Elisabetta perché il Parlamento si è sciolto, dando ufficialmente il via alla campagna elettorale. Gli Onorevoli (Right Honourable Members of Parliament) tornano privati cittadini in attesa del responso degli elettori. Alcuni però non diventeranno mai più MP: l’ex Cancelliere e Ministro degli Esteri Tory Phillip Hammond ha annunciato che non si ricandiderà. Così come il vice-segretario del partito Laburista, Tom Watson, che ha addotto a ragioni personali. Watson, esponente dell’ala destra del Labour, era stato pesantemente criticato dalla leadership del partito in occasione dell’ultimo Congresso. La sua uscita potrebbe rafforzare Jeremy Corbyn.

Proprio Corbyn ieri si è recato a Selford, la sua città Natale, nello stesso momento in cui Johnson era dalla Regina. Una mossa voluta per marcare la differenza tra un leader che dialoga con l’aristocrazia e uno che si occupa “dei tanti, non dei pochi”, claim della sua campagna elettorale, così come lo era nel 2017. A Selford i Tories difendono una maggioranza di 750 voti, e i Laburisti hanno identificato il seggio come fondamentale per cambiare gli equilibri alla Camera dei Comuni.

In serata, a Birmingham, il premier ha dato il via alla campagna dei Conservatori in American Style: cartelli con i claim della campagna Tories alle sue spalle, folle festanti in ogni angolo del palazzetto che ospitava la leadership conservatrice e i suoi aficionados. Lo slogan più in voga è stato “Let’s Get Brexit Done”, “portiamo a termine la Brexit”: è la sfida con cui Johnson chiede agli elettori di riconfermargli il mandato. Il suo speech è stato tipicamente johnsoniano: passaggi lenti e cadenzati sulle politiche del governo, toni accesi nei confronti del Parlamento e dei Laburisti, rei di avere bloccato il paese.

Oggi i partiti riveleranno le loro politiche economiche. Un terreno scivoloso per Corbyn, già accusato di non avere alcun piano credibile per governare il Regno Unito, e favorevole ai Conservatori che hanno nel loro Cancelliere, Sajid Jadiv, un volto rassicurante per la classe media e gli investitori. La recente super-media dei sondaggi della Bbc – che considera tutti gli istituti demoscopici che hanno posto la domanda: per chi voterete alle prossime elezioni? – dà i Tories al 38% e il Labour in leggera risalita al 26%. Ricordiamolo però: si tratta, solo e soltanto, di sondaggi.

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