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Come la Germania affronterà la seconda ondata Covid

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Il governo Merkel annuncia nuove misure per fronteggiare la seconda ondata della pandemia in Germania. Ecco quali. L’approfondimento di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

Tenere aperte le attività economiche, gli asili e le scuole per quanto possibile. È questa la priorità del governo tedesco di fronte alla seconda ondata di Covid 19 che sta facendo risalire i contagi anche in Germania. Le tre cose si tengono insieme: senza asili e scuole aperte, l’impegno delle famiglie di tenere i figli a casa ingolferebbe anche la macchina del lavoro. Per ottenere questo obiettivo ed evitare che un secondo lockdown generalizzato aggravi lo stato di un’economia già provata, il governo ha deciso di reintrodurre una serie di misure che regolano i comportamenti sociali. Misure preventive per evitare che i contagi tornino a crescere in misura esponenziale, ha detto Angela Merkel, e portino la situazione fuori controllo, come era accaduto lo scorso marzo.

Le nuove regole sono state annunciate alla fine del vertice online tra la cancelliera e i presidenti dei 16 Länder. È il formato che aveva gestito la crisi nelle drammatiche settimane di marzo e aprile, necessario per trovare un filo conduttore comune dal momento che molte competenze sono regionali.

La vera urgenza del momento è di porre un freno a cerimonie e feste private, come compleanni e matrimoni, da cui provengono i focolai più numerosi e difficili da rintracciare. Il modello adottato per la riduzione dei contatti personali è un po’ complesso e prevede due livelli di allarme. Il primo scatta quando in un distretto vengono superate 35 nuove infezioni per 100 mila abitanti negli ultimi 7 giorni: nei luoghi pubblici sono permessi massimo 50 partecipanti, nelle case private non è possibile imporre numeri ma viene “fortemente consigliato” di limitare le feste a 25 persone. Il secondo livello scatta quando le nuove infezioni (sempre per 100 mila abitanti negli ultimi 7 giorni) sono 50: in questo caso la partecipazione nei locali pubblici sarà limitata a 25 persone, per le case private si consiglia di non superare i 10.

Assieme alle regole arrivano più controlli e sanzioni. Già oggi nella ristorazione è obbligatorio lasciare su appositi formulari i propri dati anagrafici, per consentire una rapida ricerca dei contatti in caso di infezione, ma molti trascurano questo obbligo. Oltre alle multe nei loro confronti, ci saranno quelle per i clienti che rilasciano false generalità: si parte da un minimo di 50 euro che può arrivare, in alcuni Luander come lo Schleswig-Holstein, fino a 1.000 euro. Ma anche qui ogni regione farà da sé: in Sassonia-Anhalt, dove non esiste l’obbligo di registrazione, non ci sarà neppure la sanzione, come ha tenuto a sottolineare il suo governatore. Ai ristoratori sarà permesso chiedere un documento di identità al cliente, se avranno l’impressione che questi stia fornendo generalità false.

Ai Länder è lasciata anche la libertà di irrigidire ulteriormente le restrizioni in caso di peggioramento della situazione. Sarà ad esempio possibile emettere divieti di consumo di alcolici in bar e ristoranti. E il presidente della Baviera Markus Söder, uno dei Länder più colpiti fin dalla prima ondata, ha sintetizzato in tre slogan la nuova strategia: “In caso di aumento delle infezioni vale il principio più maschere, meno alcool e feste più piccole”. Nel frattempo, proprio a causa dei casi in crescita, a Monaco le partite casalinghe del Bayern si svolgeranno di nuovo senza pubblico (al momento è permesso un minimo di 1.000 spettatori e un limite massimo del 20% della capienza dello stadio).

Il modello dei due livelli di allarme assomiglia molto a quel sistema a semaforo già utilizzato a Berlino che Söder avrebbe voluto introdurre in tutto il paese. Ma proprio nella capitale, risparmiata nella prima ondata e ora uno dei punti caldi della nuova fase, il Senato cittadino ha deciso di andare oltre le misure approvate ieri, introducendo l’obbligo di mascherina in tutti gli uffici e quello di una lista con i dati anagrafici per le feste private con più di 10 persone.

I numeri forniti dall’istituto Koch sui contagi restano molto al di sotto dei livelli raggiunti dalle nazioni al momento più esposte nella seconda ondata, come Spagna, Francia e Gran Bretagna. Nell’ultima settimana si è più volte toccato il picco di 2.500 nuove infezioni, dati che riportano la situazione indietro al mese di aprile. Ma è il costante aumento che preoccupa e la consapevolezza che, se non sarà più possibile rintracciare le catene del contagio, si potrà tornare a una situazione fuori controllo che richiederà misure talmente drastiche da paralizzare di nuovo la vita sociale ed economica del paese.

Ecco perché si prova a giocare d’anticipo, accentuando nella nuova strategia approntata per la seconda ondata la dimensione regionale. “Bisogna evitare in tutti i modi un lockdown nazionale”, ha detto Merkel illustrando le misure, “e agire invece in maniera specifica, per obiettivi precisi e a livello regionale”.

Nuovi investimenti (fino a 4 miliardi di euro fino al 2026) potenzieranno anche il sistema di controllo sanitario, la digitalizzazione degli ospedali, il personale (fino a 5.000 nuove assunzioni per ogni Land). In vista dell’autunno e dell’inverno, oltre al consiglio di vaccinarsi per l’influenza, verrà istituito il sistema delle cosiddette ambulanze per la febbre, centri medici mobili per evitare il collasso dei centri medici. Già oggi, di fronte ad alcuni studi medici di Berlino, insistono sui marciapiedi lunghe file di cittadini in attesa di un tampone o di una visita.

Una delle preoccupazioni più immediate è legata anche alle ferie d’autunno, la classica pausa scolastica settimanale di ottobre, spesso occasione per brevi viaggi in famiglia. Il consiglio è di evitare il più possibile viaggi all’estero, soprattutto le aree a rischio, e di trascorrere questo periodo in Germania o nelle regioni europee poco colpite. A questo proposito la cancelliera ha indicato anche l’Italia, dove i casi sono pochi, elogiando l’attenzione degli italiani nel seguire le misure di sicurezza personale. Un’impressione confermata non solo dai numeri bassi in quello che è styto il primo paese europeo a essere investito dalla pandemia, ma anche dalle testimonianze dei turisti tedeschi che hanno visitato il nostro paese in estate. Il ministero degli Esteri aggiorna nel frattempo la lista delle zone a rischio, una mappa a macchia di leopardo che contempla ampie regioni in Spagna e Francia ma anche capitali come Parigi, Madrid, Praga, Vienna, Amsterdam.

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