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Come la Cina sbraita contro la Gran Bretagna per la trumpata su Huawei

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La reazione della Cina al bando di Londra su Huawei nella corsa al 5G (con lo zampino di Trump). E in Italia il colosso cinese manda a dire a Conte che…

 

C’era da aspettarselo. L’esclusione di Huawei dalla corsa al 5G in Gran Bretagna ha fatto infuriare Pechino, che promette misure per salvaguardare i propri interessi. La questione, denuncia il ministero degli Esteri, Hua Chunying, “è stata altamente politicizzata senza pensare ai costi” e alle “minacce alla sicurezza degli investimenti cinesi e ai timori sul mercato britannico”.

Dall’azienda tech, nel frattempo, arriva l’appello all’Italia a non seguire l’esempio della Gran Bretagna. Ecco tutti i dettagli.

LA REAZIONE DELLA CINA

La Cina “si oppone con forza” al divieto del Regno Unito alla partecipazione di Huawei alle reti 5G. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha dichiarato che il Regno Unito sta collaborando con gli Stati Uniti per “discriminare, opprimere ed escludere” le imprese cinesi e che Pechino “prenderà tutte le misure necessarie per salvaguardare gli interessi legittimi delle aziende nazionali”.

DECISIONE CHE MINA I RAPPORTI TRA CINA E INGHILTERRA

Per Hua Chunying, infatti, l’azione di Londra “ha minato la fiducia e le basi della cooperazione commerciale” e il ministero invita tutte le aziende cinesi che operano in Gran Bretagna a fare attenzione. Le società che fanno affari nel Regno Unito, dovranno “attribuire grande importanza ai crescenti rischi politici e di sicurezza”.

MOSSA POLITICA, SECONDO CINA

La questione Huawei, secondo Hua Chunying, infatti, nulla ha a che vedere con la “sicurezza nazionale”. “Il divieto di alcuni Paesi su Huawei è una manovra altamente politicizzata”.

LE RIVENDICAZIONI DI DONALD TRUMP

A dimostrare l’interesse politico, spiega la ministra degli esteri, è la rivendicazione di Donald Trump sulle mosse di Boris Johnson.

Trump, infatti, parlando ai giornalisti a Washington ha affermato di essere intervenuto personalmente nella decisione del Regno Unito. “Abbiamo convinto molti paesi – molti paesi – e l’ho fatto anche io, per la maggior parte – a non utilizzare Huawei perché riteniamo che si tratti di un rischio per la sicurezza”, ha affermato Trump.

UK: GIA’ SVANITO IL SOGNO POST-BREXIT?

Per la Cina, riporta Bloomberg, il Regno Unito “balla al ritmo” degli Stati Uniti su Huawei e non segue una politica commerciale indipendente. La storia non solo smonta, secondo Pechino, la convinzione di Johnson di avere una relazione matura con la Cina, ma sgretola anche il desiderio post Brexit di fare della Gran Bretagna una sostenitrice del libero commercio globale.

A RISCHIO INVESTIMENTI CINESI

D’altronde, le mosse inglesi rischiano di rappresentare una “minaccia alla sicurezza degli investimenti cinesi” sul mercato britannico, spiega Hua Chunying.

LE ACCUSE AGLI USA

Il caso Huawei, aggiunge poi Hua Chunying, è una dimostrazione del fatto “che sono gli Stati Uniti, piuttosto che la Cina, a intimidire, minacciare, provocare e a bluffare da sempre”.

DECISIONE DELUDENTE E SBAGLIATA

A commentare la vicenda anche Liu Xiaoming, diplomatico cinese in Gran Bretagna, che ha definito la decisione “deludente e sbagliata” e ha affermato che diventa “discutibile che il Regno Unito possa fornire un ambiente commerciale aperto, equo e non discriminatorio per le aziende di altri paesi”.

CINESI CHIEDONO VENDETTA?

Ma quali le intenzioni della Cina e dei cinesi? Qualche indizio sui malumori (e i propositi) di Pechino arriva, riporta l’Agi, dall’editoriale del tabloid pubblicato dal Quotidiano del Popolo, organo di stampa ufficiale del Partito Comunista Cinese.

“E’ necessario che la Cina contrattacchi alla Gran Bretagna, altrimenti non saremmo troppo facili da bullizzare? La rappresaglia dovrebbe essere pubblica e dolorosa per il Regno Unito”, si legge nell’editoralie, in cui si sostiene anche che “non è necessario trasformarla in uno scontro tra Cina e Gran Bretagna”.

ACCELERARE SULL’INNOVAZIONE

Uno scontro diretto non sarebbe la scelta giusta perchè Londra è l'”anello debole” nell’alleanza di condivisione di intelligence dei Five Eyes (Usa, Australia, Nuova Zelanda, Londra e Canada) e “sul lungo periodo, il Regno Unito non ha ragioni per mettersi contro la Cina, con la questione di Hong Kong che sta svanendo”.

La miglior vendetta, per il Global Times, sarà quella di accelerare sull’innovazione e quindi influenzare i Paesi che risentono delle pressioni statunitensi.

L’APPELLO ALL’ITALIA

Tra i paesi da influenzare c’è l’Italia. Tim ha escluso Huawei da una gara d’appalto per apparecchiature 5G per la rete principale, dopo il forcing del governo Conte anche su Windtre, ma Huawei si appella al governo.

“La deludente inversione di rotta del governo britannico è stata da quest’ultimo giustificata con riferimento alle sanzioni imposte dal governo statunitense, sebbene non supportate da prove e non ad alcuna violazione da parte di Huawei” si legge in una nota dell’azienda. “Ci aspettiamo che il governo italiano prosegua il suo processo di digitalizzazione sulla base di criteri di sicurezza obiettivi, indipendenti e trasparenti per tutti i fornitori, preservando la diversità e la concorrenza nel mercato”.

I NUMERI DI HUAWEI

Nelle scorse ore, l’azienda cinese ha presentato il suo bilancio. Huawei ha visto aumentare le entrate del 13,1% a 454 miliardi di yuan (64,90 miliardi di dollari) nella prima metà dell’anno. I margini di profitto netto sono stati del 9,2%, in aumento dall’8,7% nel primo semestre 2019. Numeri positivi, certo, ma mostrano un rallentamento: il tasso di crescita è sceso del 10%, dal 23,2% registrato nel primo semestre 2019.

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