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Come il governo Johnson soccorrerà la cultura nel Regno Unito

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Annunciato un miliardo e mezzo di sterline per salvare dal fallimento gallerie, teatri e sale da concerto del Regno Unito. L’articolo di Daniele Meloni

 

Un miliardo e mezzo di sterline per salvare gallerie, teatri e sale da concerto del Regno Unito dal fallimento. L’annuncio del governo conservatore è avvenuto per bocca del ministro della Cultura, Oliver Dowden, dopo che nei giorni scorsi il mondo della cultura britannico aveva avvertito le istituzioni sul rischio di chiusura – e di perdita di posti di lavoro – per innumerevoli musei e altri luoghi di svago, colpiti dal lockdown imposto nel paese dall’8 marzo scorso.

A usufruire del grant da 1,57 miliardi saranno anche i cosiddetti heritage sites, i siti storici quali dimore e castelli, il cui futuro è messo a rischio dal crollo del turismo estivo, solitamente la stagione d’oro della cultura e dell’arte Oltremanica.

Dowden ha affermato che gli scopi dello stanziamento sono essenzialmente due: preservare alcuni gioielli della Corona britannica come ad esempio la Royal Albert Hall a South Kensington e le più importanti gallerie d’arte nazionali, e aiutare le istituzioni locali che si occupano di cultura e che sono, tra l’altro, le più colpite per via delle loro dimensioni maggiormente ridotte rispetto ai colossi londinesi dell’entertainment.

Il ministro ha anche segnato un punto importante a suo favore dopo mesi di polemiche sia con le principali istituzioni culturali del Regno Unito, sia con quelle del mondo sportivo, di cui detiene la delega governativa. Le sue trattative lontane dai riflettori con i mandarini del ministero del Tesoro hanno portato a un primo risultato tangibile per salvare il settore.

Il totale dello stanziamento sarà suddiviso tra l’Inghilterra (880 milioni di stanziamento a fondo perduto e 270 in prestiti) e le altre amministrazioni devolute: 33 milioni all’Irlanda del Nord, 97 alla Scozia, 59 al Galles. Ulteriori 100 milioni finiranno nelle casse dell’English National Trust, e 120 per progetti infrastrutturali legati alla cultura.

Per il Premier Johnson queste cifre permetteranno al mondo della cultura di “poter funzionare per anni di fronte alle incertezze legate al Covid-19”. Positiva anche la reazione dell’Arts Council England, della Royal Opera House, del Music Venue Trust e della  Society of London Theatre. Per il chairman dell’Arts Council, Sir Nicholas Serota, l’arrivo dei soldi stanziati dal governo è una “ottima notizia”.

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