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Come il centrodestra difende Salvini

Terzo Polo

La nota di Paola Sacchi

 

In preda a divisione e confusione, alla ricerca di mettere insieme tutto e il suo contrario, la sinistra sembra per ora trovare un programma comune, per la verità non nuovissimo: tutti contro Matteo Salvini.

Sul leader della Lega ripiomba il fango di ombre russe che addirittura sarebbero dietro la caduta del governo Draghi. Sarebbe il succo, stando a un articolo su La Stampa di ieri, di presunti rapporti tra un consigliere diplomatico di Salvini e un funzionario dell’ambasciata russa che avrebbe chiesto al primo a maggio quando i ministri leghisti si sarebbero dimessi.

Si cita un documento dell’Intelligence. Ma il sottosegretario con delega alla Sicurezza Franco Gabrielli, il cui intervento viene preannunciato dallo stesso Salvini, smentisce in modo categorico: nessun documento dell’Intelligence italiana sulle “indiscrezioni” apparse.

E però al fronte del tutti contro Salvini non sembra sufficiente. Era partito in quarta Enrico Letta che aveva chiesto subito al Copasir di intervenire: “È gravissimo, inquietante”. Lo hanno seguito nella richiesta di chiarimenti Iv di Matteo Renzi, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Nonché il leader di Azione Carlo Calenda.

Una raffica di attacchi e sospetti lanciati verso il leader leghista che dopo aver parlato di “gravissime fake”, di “fantasy” ha controattaccato: “Una sinistra divisa e disperata, con qualche servo sciocco in qualche redazione, passa il tempo a cercare fascisti, russi e razzisti che non ci sono. Il 25 settembre finalmente si cambia!”.

È il messaggio che il leader della Lega ha inviato nelle chat dei parlamentari dopo la secca smentita del sottosegretariato Franco Gabrielli,”a proposito delle notizie pubblicate questa mattina da un quotidiano”.

Dura la reazione del coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, a difesa di Salvini: “Campagna denigratoria contro il centrodestra da parte di un centrosinistra in grave difficoltà”. Tajani poi chiede: “Pd e 5s, per la cui responsabilità è caduto il governo Draghi, spieghino perché al Parlamento Europeo sono quelli che più di ogni altro hanno votato testi a favore del Cremlino e della Russia. I voti sono testimoniati. Lo ha fatto una società indipendente, Vote Wtach”. Licia Ronzulli, responsabile per FI dei rapporti con gli alleati: “Il centrodestra sostiene la collocazione euro-atlantica. Il Pd pensi a tenere a bada i rigurgiti dei nostalgici filosovietici”.

Giorgia Meloni, presidente di FdI, ieri alla direzione nazionale del suo partito ha ribadito che “un’Italia guidata da FdI e dal centrodestra sarà affidabile sul piano internazionale”. Ma Ignazio La Russa avverte Letta: “Non provi a dividerci, nel centrodestra abbiamo tutti valide credenziali”. E il presidente del Copasir, Adolfo Urso, seccamente: “Non si usi questo organismo a scopi elettorali”.

Il segretario del Pd aveva messo in contrasto Salvini con la linea di Meloni. Ma il tutti contro Salvini sulle presunte ombre russe rischia solo di amplificare i problemi di un fronte così eterogeneo, una sorta di guazzabuglio tale che finora non è neppure riuscito almeno a darsi un metodo sulla premiership. Cosa sulla quale l’altra sera, invece, il centrodestra ha trovato la “quadra”, così come sui collegi.

Un Silvio Berlusconi molto tonico ieri sera a “Zona Bianca”, Rete 4, ha avviato la campagna elettorale con la sfida sulle tasse, l’innalzamento delle pensioni minime, “una giustizia giusta”, senza però rinunciare alla sfida interna di rendere “FI primo partito che possa indicare il premier da proporre al Capo dello Stato”.

Quanto ai ministri leghisti chiamati in causa, Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia, Erika Stefani, la replica è stata ironica: “Avremmo dovuto dimetterci, ma su Marte”.

Intanto, dura replica di Forza Italia a una ricostruzione di Repubblica di oggi che tira in ballo Berlusconi per una presunti rapporti con l’ambasciatore russo.

“Leggiamo – è scritto nella nota – con profondo stupore una fantasiosa ricostruzione del quotidiano “Repubblica” relativa alle ore precedenti alla caduta del governo Draghi. Illazioni non soltanto infondate, ma che vanno nella direzione esattamente opposta rispetto alle nostre convinzioni e ai nostri comportamenti”. Viene definita “sconcertante l’idea che un leader si faccia suggerire dall’ambasciatore di un paese straniero valutazioni di politica internazionale. Un leader della caratura internazionale di Silvio Berlusconi, quando desidera avere contatti con leader stranieri lo fa al massimo livello, cosa che con la Russia non avviene da molto tempo. La solidarietà atlantica è il nostro punto cardine”.

Poi, lo stesso Berlusconi scandisce: “No, non ho mai incontrato l’ambasciatore russo né ho mai avuto relazioni telefoniche con lui”.

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