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Difesa comune europea, il ruolo di Leonardo e Fincantieri. Report Copasir

Copasir Difesa Europea

Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) ha approvato nella seduta odierna la Relazione sulle prospettive di sviluppo della difesa comune europea e della cooperazione tra i servizi di intelligence. Il ruolo di Leonardo e di Fincantieri. E non solo. 

Per il Copasir la difesa comune europea “è una esigenza primaria”.

È quanto emerge dalla Relazione sulle prospettive di sviluppo della difesa comune europea e della cooperazione tra i servizi di intelligence approvata oggi dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), come comunicato dal presidente Adolfo Urso.

In particolare, il Comitato ha evidenziato che “la costruzione di una difesa comune tesa al conseguimento dell’autonomia strategica dell’Unione europea implica” la previsione di un “aumento della spesa militare sia a livello europeo che nazionale”.

Di conseguenza vanno incentivati gli investimenti nella cooperazione militare. Contestualmente “è auspicabile che i grandi gruppi industriali italiani del settore proseguano il percorso in tal senso”, già avviato con un certo successo per quanto riguarda alcune iniziative di Leonardo e di Fincantieri, sottolinea il Copasir. “Appare inoltre necessaria una migliore integrazione dei diversi programmi di difesa, superando l’attuale frammentazione e valorizzando il ruolo dell’Occar”.

“Abbiamo ritenuto – ha aggiunto Urso – di concludere la relazione sulla Difesa, approvata come sempre alla unanimità, perché riteniamo la questione di primaria importanza per la tutela degli interessi nazionali, tanto più in presenza di una guerra di aggressione che impegna il nostro Paese, i nostri partner europei e della Alleanza Atlantica, consapevoli che ciò possa essere base di riflessione importante del prossimo Parlamento già all’inizio della prossima legislatura”.

Di seguito, tutti i dettagli sulla Relazione sulle prospettive di sviluppo della difesa comune europea e della cooperazione tra i servizi di intelligence del Copasir.

RITIRO DALL’AFGHANISTAN E GUERRA IN UCRAINA HANNO ACCELERATO IL PROGETTO DELLA DIFESA COMUNE

“Gli sviluppi del ritiro dall’Afghanistan e della guerra in Ucraina, seguiti con attenzione dal Comitato, – sottolinea il presidente del Copasir – hanno evidentemente rafforzato nell’Unione europea la determinazione a procedere rapidamente verso la prospettiva di una difesa comune”.

In questa direzione si sono mosse una serie di recenti iniziative: la Strategia globale del 2016, il Fondo europeo per la difesa, il rafforzamento del meccanismo di Cooperazione strutturata permanente e, da ultimo, lo Strategic compass.

COSA PREVEDE LO STRATEGIC COMPASS UE

“Quest’ultimo, in particolare ha previsto entro il 2025 l’organizzazione di una forza di dispiegamento rapido di 5.000 unità, che dovrebbe disporre dell’autonomia strategica e delle dotazioni militari e di intelligence necessarie per poter effettivamente intervenire in scenari di crisi non permissivi. Si tratterebbe di una significativa evoluzione rispetto agli attuali Gruppi tattici dell’Unione europea, mai entrati effettivamente in azione, e potrebbe aprire la strada a successivi sviluppi”, si legge nella Relazione del Copasir.

NON PERCORRIBILE L’ESERCITO EUROPEO

“Si reputa auspicabile -sottolinea Urso – che la soglia di 5.000 unità possa essere già ora incrementata con la prospettiva di un ulteriore potenziamento. Resta invece non percorribile realisticamente la soluzione di un vero e proprio esercito europeo a causa della tradizionale autonomia delle Forze armate nazionali e della prevalente contrarietà dei Governi e dei Parlamenti degli Stati membri nei confronti di potenziali cessioni di sovranità.

INTEGRARE DIFESA COLLETTIVA SVOLTA DALLA NATO

“L’obiettivo – osserva Urso – è invece integrare la funzione essenziale di difesa collettiva svolta dalla Nato con una propria autonoma capacità di intervento in situazioni di crisi esterne al raggio d’azione dell’Alleanza atlantica ma potenzialmente destabilizzanti per gli interessi vitali dell’Unione. Ne è un esempio l’area del Mediterraneo allargato, dove al progressivo disimpegno degli Stati Uniti hanno fatto da contraltare la crescente presenza russa e cinese e il proliferare del terrorismo, che rappresentano per l’Europa una concreta minaccia anche in termini di sicurezza delle fonti di approvvigionamento energetico e di incremento dei flussi migratori”.

VERSO IL 2% DEL PIL PER LE SPESE PER LA DIFESA

Tuttavia, il Copasir rileva che questi “obiettivi richiederanno la disponibilità di risorse finanziarie sia, a livello di singoli Stati, con il raggiungimento della soglia del 2 per cento del Pil da destinare alle spese per la difesa, sia favorendo un’inversione di tendenza nel quadro finanziario europeo che ha registrato nell’ultimo bilancio settennale un complessivo decremento dei fondi che appare incoerente e incompatibile con l’ambizione di una politica di difesa comune, tanto più alla luce della guerra in corso in Ucraina, della rilevanza delle varie minacce, anche di tipo ibrido, nonché dell’esigenza di presidiare il perimetro del Mediterraneo allargato”.

SUPERARE LA FRAMMENTAZIONE DEGLI INVESTIMENTI IN DIFESA…

Inoltre, per quanto riguarda l’industria europea della difesa, lo Strategic compass ha rilevato che la molteplicità dei sistemi d’arma adottati su base nazionale e la conseguente frammentazione della base produttiva rappresentano un grave ostacolo al superamento delle carenze di capacità militare dell’Europa.

“Una recente rilevazione statistica ha messo a confronto Unione europea e Stati Uniti in base alla quantità di sistemi d’arma esistenti per alcune delle principali tipologie di armamenti (carri armati da combattimento, cacciatorpediniere, fregate, aerei da caccia, ecc.). È emerso che, per l’insieme preso in considerazione, nell’Unione europea esistevano 178 sistemi d’arma diversi a fronte dei 30 censiti per quanto riguarda gli Stati Uniti” ricorda il Copasir.

…E QUINDI DEI SISTEMI D’ARMA

Questo divario relativo al livello di frammentazione dei sistemi d’arma ha un forte impatto negativo sull’efficacia degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore.

Secondo un autorevole parere riferito nel corso dell’istruttoria svolta dal Comitato — si legge nella Relazione —, il rapporto tra Unione europea e Stati Uniti per quanto riguarda l’efficacia degli investimenti stanziati in ricerca e sviluppo nel settore degli armamenti è di uno a dieci.

In queste condizioni, secondo il Comitato parlamentare si rischia che “anche un significativo aumento in termini di spesa per la difesa” produca “scarsi risultati in termini di aumento della capacità militare proprio in ragione di questa frammentazione della base industriale, delle conseguenti dispersioni degli investimenti e della mancanza di economie di scala”.

INCENTIVARE COOPERAZIONE MILITARE

Dunque, vanno incentivati gli investimenti nella cooperazione militare. In questa direzione si sta già muovendo Bruxelles. La scorsa settimana la Commissione europea ha lanciato un fondo per gli acquisti comuni per la difesa dotato di 500 milioni di euro per rafforzare in due anni le capacità industriali militari dell’Ue.

IL PERCORSO GIÀ AVVIATO DA LEONARDO E FINCANTIERI

Ed è per questo che secondo il Copasir “è auspicabile che i grandi gruppi industriali italiani del settore proseguano il percorso in tal senso, già avviato con un certo successo per quanto riguarda alcune iniziative di Leonardo e di Fincantieri”.

A questo proposito il Comitato ha ricordato che la partecipazione al programma Tempest da parte di un raggruppamento guidato da Leonardo – in qualità di Lead System integrator nazionale – e comprendente anche altre grandi aziende italiane (MBDA Italia, Elettronica e GE Avio) ha un’importanza determinante.

Così come quella Fincantieri al Programma fregate di nuova generazione, gestito dall’Occar e finalizzato alla produzione di navi della classe FREMM, acronimo di Fregata europea multi-missione, in partnership con i francesi Naval Group e Thales.

INTEGRAZIONE DEI DIVERSI PROGRAMMI DI DIFESA

“Appare inoltre necessaria – continua Urso – una migliore integrazione dei diversi programmi di difesa, superando l’attuale frammentazione e valorizzando il ruolo dell’Occar. Anche per quanto riguarda le attività di intelligence, i recenti sviluppi geopolitici e le conseguenti posizioni assunte dall’Unione europea indicano una tendenza all’incremento delle iniziative comuni.”

SOSTENERE IL G2G

Ancora, il Comitato parlamentare ha sottolineato l’importanza di “puntare sulle capacità di proiezione esterna dell’industria italiana, sostenendo attivamente la conduzione delle relazioni commerciali internazionali delle grandi aziende del settore mediante i cosiddetti accordi Government to Government (Gov2Gov). Si pone in tal senso la necessità di confrontarsi con modelli come quello rappresentato dal tradizionale attivismo del Governo francese, che in molte occasioni, più e meno recenti, ha dimostrato di intervenire efficacemente, organizzando incontri, colloqui e intese al più alto livello politico e diplomatico per promuovere il buon esito di trattative commerciali per la fornitura di dispositivi di uso militare da parte dell’industria della difesa alle Forze armate di altri Paesi”.

RIGUARDO L’INTELLIGENCE UNIFICATA

Per quanto riguarda l’intelligence — analogamente a quanto rilevato in merito all’impraticabilità di un esercito europeo — il Copasir ammette che “la salvaguardia del perimetro sovrano di ciascun Stato membro rende impercorribile l’idea di un’intelligence unificata. Resta comunque l’esigenza di perseguire il miglioramento delle sinergie per la gestione dei flussi informativi, mettendo il più possibile in comune analisi, valutazioni e dispositivi di reazione a crisi che mettono in discussione la sicurezza comune, anche valorizzando la partecipazione dell’Italia e di altri Stati membri ad alcuni consessi di collaborazione in materia come il Quint e i Fourteen Eyes”.

L’AUSPICIO DEL COPASIR SULLA DIFESA COMUNE EUROPEA

Infine, “Il Comitato esprime l’auspicio che, come già avvenuto per la Relazione sull’attività svolta dal 1° gennaio 2021 al 9 febbraio 2022, il Parlamento preveda un dibattito sui temi della presente relazione anche in considerazione del processo innescato dallo Strategic Compass sulla difesa comune europea e delle conclusioni del vertice Nato svoltosi a Madrid alla fine del mese di giugno” conclude la Relazione del Copasir.

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