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Come Cipro si destreggia tra Usa, Turchia e Russia su energia e difesa

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Cipro

Perché è sempre più rilevante il peso geostrategico, energetico e militare di Cipro. Tutte le ultime novità nell’approfondimento di Giuseppe Gagliano

Partiamo dai fatti. Il periodico greco on line in lingua inglese Ekathimerini ha reso noto che gli Stati Uniti hanno posto in essere l’International Military Education and Training (Imet) a favore di Cipro. Dal punto di vista militare Imet è un programma di addestramento militare fondamentale a livello professionale che consentirà di consolidare la partnership con gli Usa.

Sotto il profilo geopolitico il ruolo di questa collaborazione conferma la coerenza con la quale gli Usa perseguono la loro strategia di contenimento sul Mediterraneo sia della Turchia ma soprattutto della Russia.

Per quanto concerne la Turchia, Erdogan ha più volte sottolineato come intenda non solo consolidare la proiezione di potenza marittima turca ma anche conseguire l’autosufficienza militare entro il 2023.

D’altronde l’obiettivo di rafforzare il sea power rientra fra le finalità presenti nel documento strategico turco Vision 2023. In questo contesto rientra la necessità di salvaguardare i propri interessi a Cipro contesa con la Grecia in funzione anti europea e anti americana (non dimentichiamoci che la Turchia negò ad Obama l’uso della base di İncirlik per contrastare l’Isis).

Ebbene, l’isola di Cipro — isola mediterranea che occupa una posizione nevralgica tra Europa, Asia e Africa — rappresenta una sorta di naturale infrastruttura militare che consente di sorvegliare il Mar Caspio e il Golfo Persico, il Golfo di Aden e lo stretto di Hormuz.

Inoltre, da un punto di vista strettamente storico, non solo la Turchia garantisce a livello militare la protezione della Repubblica turca di Cipro Nord (nata ufficialmente nel 1983 a seguito del golpe turco nel luglio del 1974) ma fra gli obiettivi turchi — velleitari o meno che siano — vi è quello di annettere Cipro Nord (come la Cina vorrebbe fare con Taiwan).

La presenza di ampie di risorse energetiche nel Mediterraneo orientale sta rendendo inoltre sempre più conflittuali a livello politico le relazioni non solo con la Grecia ma anche con Italia, Unione europea, Israele ed Egitto. È noto infatti che Ankara vuole sfruttare le rilevanti risorse di gas naturale presenti nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale.

Proprio in giugno il primo ministro greco, Alexis Tsipras, ha invitato l’Ue a condannare senza riserve le azioni illegali della Turchia relative alle operazioni off-shore in acque considerate parte della zona economica esclusiva di Cipro da parte della nave turca Fatih.

Un altro motivo di tensione è quello relativo al pozzo Glaucus-1 che ha un potenziale di risorse stimato tra i 142 e i 227 miliardi di metri cubi scoperto il 28 febbraio 2019 da ExxonMobil e situato nel blocco 10. Questa scoperta è di estrema rilevanza geopolitica perché, insieme alle risorse presenti presso i pozzi di Calypso e di Afrodite, consente a Cipro di avere una posizione più significativa nei suoi partenariati energetici con Egitto e Israele, e di conseguenza consente di implementare il suo peso geopolitico sia nei confronti dell’Ue che degli Stati Uniti.

Ebbene, sotto il profilo della deterrenza militare, il conflitto tra Cipro e la Turchia riveste un ruolo sempre più significativo a causa da un lato della presenza costante di fregate navali turche nelle acque cipriote e dall’altro lato dalle relazioni trilaterali Grecia-Cipro-Egitto e le relazioni trilaterali Grecia-Cipro-Israele.

Proprio allo scopo di consolidare questa partnership, volta a tutelare gli interessi delle imprese petrolifere americane, nell’aprile del 2019 il senatore americano Bob Menendez — membro del Comitato per le relazioni estere del Senato — e Marco Rubio hanno presentato al Senato degli Stati Uniti la “Legge sulla partnership per la sicurezza e l’energia del Mediterraneo orientale” che prevede 3 milioni di dollari di finanziamento in ambito militare per la Grecia e 2 milioni di dollari alla Grecia e a Cipro per l’addestramento militare.

Per quanto riguarda la Russia il vice sottosegretario agli Affari Europei ed Euroasiatici del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Matthew Palmer, aveva sottolineato che, allo scopo di rimuovere l’embargo sulle armi imposto a Cipro nel 1987, Nicosia deve porre in essere l’interdizione alle sue infrastrutture portuali alle navi da guerra russe che grazie a Cipro sono in grado di fornire un supporto rilevante al regime di Assad in Siria.

Non dobbiamo infatti dimenticare che Cipro ha anche uno stretto legame di natura economica con la Russia, sia di natura lecita che di natura illecita: da un lato infatti la Russia ha fornito un prestito di circa 2,8 miliardi di dollari nel 2011 ma dall’altro lato Cipro è diventata uno snodo cruciale per quanto riguarda il deflusso di capitali illeciti. A tale proposito sia sufficiente riflettere sul fatto che nel 2013 il flusso di denaro si aggirava intorno ai 211 miliardi di dollari.

Naturalmente da un punto di vista strettamente strategico Cipro svolge un ruolo fondamentale non solo per le sue risorse di gas naturale – si vedano gli accordi di partnership con ExxonMobil, con la Qatar Petroleum e naturalmente con Total ed Eni – ma soprattutto per quanto riguarda la Turchia che prosegue la sua politica di proiezione di potenza marittima energetica proprio in funzione di contenimento antiamericano.

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