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Cina

Cina, tutti i legami tra palloni-spia e armi ipersoniche

La Cina potrebbe utilizzare i palloni-spia non solo per acquisire informazioni di intelligence, ma soprattutto per dispiegare armi ipersoniche o armi di distruzione di massa. L’analisi di Francesco D’Arrigo, direttore dell’Istituto Italiano Studi Strategici “Niccolò Machiavelli”

 

Per la prima volta nella storia la US Air Force abbatte dei velivoli che hanno penetrato lo spazio aereo statunitense. Uno di questi, identificato come un pallone aerostatico, per diversi giorni ha sorvolato gli Stati Uniti, stazionando sopra basi militari e missilistiche per poi essere abbattuto il 4 febbraio da un missile lanciato da un F-22 sulle coste dell’Oceano Atlantico.

Sugli altri 3 oggetti non identificati abbattuti la Casa Bianca ha posto un velo di segretezza, ufficialmente rimangono non identificati e si sta tentando di recuperare ed analizzare i resti di un oggetto abbattuto vicino a Dead Horse, in Alaska, di un altro più piccolo del pallone spia cinese abbattuto sullo Yukon canadese, e di un oggetto ottagonale abbattuto sopra al lago Huron.

I funzionari statunitensi non hanno ufficialmente annunciato alcun paese di origine per i 3 oggetti non identificati, ma diverse fonti di Intelligence statunitensi sapevano fin dall’inizio che il pallone aerostatico che ha penetrato gli spazi aerei sopra il territorio canadese e statunitense era cinese, perché ne hanno intercettato le trasmissioni dei dati che stava raccogliendo.

Gli aspetti preoccupanti di queste palesi violazioni di sovranità USA e delle leggi internazionali della “innocua sonda per rilevazioni atmosferiche” (cit. autorità di Pechino) sono molteplici, ed oltre al pericolo di collisione con gli aerei di linea che potevano causare una catastrofe, dimostrano quanto sia sempre più accentuata l’assertività della Cina e del suo leader Xi Jinping.

L’aspetto più minaccioso di queste violazioni dello spazio aereo canadese e statunitense sta nel fatto che la Cina potrebbe utilizzare tali palloni non solo per acquisire informazioni di intelligence ma soprattutto per dispiegare armi ipersoniche o armi di distruzione di massa.

A settembre del 2018, la televisione statale cinese CCTV ha trasmesso filmato di un pallone aerostatico stratosferico, non dissimile da quello che ha sorvolato gli Stati Uniti e il Canada, che trasportava quelli che sembravano essere essere 3 veicoli ipersonici a planata (hypersonic glide vehicle – HGV).

La forma a cuneo di quei sistemi d’arma visibili nelle riprese è assimilabile al design del missile DF-ZF HGV, prodotto dal 10th Research Institute, China Aerospace Science Industry Corporation (CASIC), già operativo e presentato ufficialmente durante la parata militare della Giornata Nazionale il 1 ottobre 2019. Il DF-ZF HGV può viaggiare a velocità tra Mach 5 e 10 ed eseguire manovre evasive per affrontare le difese nemiche, può essere trasportato dal missile balistico a medio raggio (MRBM) cinese Dong Feng-17 (DF-17) ed essere dotato di armi sia convenzionali che nucleari con una gittata di 1.800-2.500 km.

Una dettagliata descrizione dei missili balistici e cruise cinesi è disponibile su questo link del Center for Strategic and International Studies (CSIS).

Secondo un altro rapporto della Defense Intelligence Agency (DIA) degli Stati Uniti anche gli HGV lanciati dal pallone aerostatico fanno parte del programma di sviluppo di veicoli ipersonici a planata (HGV), uno di questi testato segretamente dalla Cina nel luglio 2021, ha viaggiato nello spazio per circa 40.000 km prima di rientrare nell’atmosfera e mancare di poco il bersaglio a terra, scatenando enormi preoccupazioni tra i vertici del Pentagono e della NATO.

LA CINA POTREBBE UTILIZZARE I PALLONI PER UN ATTACCO NUCLEARE

Secondo diversi analisti, i palloni aerostatici stratosferici che hanno attraversato lo spazio aereo nazionale statunitense, soffermandosi sopra alcune basi militari strategiche, potrebbero anche essere un test di attacco con armi montate su palloni aerostatici, che per le loro dimensioni, velocità e materiali sono difficilmente intercettabili dai sistemi di difesa aerea della Distant Early Warning Line facenti parte del North American Aerospace Defense Command (NORAD).

Un ulteriore utilizzo come armi di attacco di questi palloni ad alta quota sopra gli Stati Uniti, potrebbe essere quello di sganciare un piccolo dispositivo nucleare EMP (Electro Magnetic Pulse).

Fatti esplodere ad altissima quota, gli EMP potrebbero mettere fuori uso le centrali nucleari e le comunicazioni degli Stati Uniti, provocando un caos diffuso per diverso tempo e per di più senza sparare un colpo a terra.

In un rapporto pubblicato nel luglio 2020 dalla Task Force on National and Homeland Security statunitense viene analizzata la Dottrina Militare Cinese sull’utilizzo degli attacchi HEMP (high-altitude electromagnetic pulse waveform amplitudes at satellite orbits) che prevede attacchi EMP contro gli Stati Uniti come mezzo per prevalere in una potenziale guerra.

Secondo gli esperti militari, un attacco EMP sulla costa orientale potrebbe uccidere il 90% della popolazione entro un anno dall’attacco, far fondere decine di reattori nucleari e provocare l’evacuazione di milioni di persone dalle grandi città e dalle aree circostanti gli impianti nucleari.

QUESTI SISTEMI D’ARMA CINESI UTILIZZANO TECNOLOGIE OCCIDENTALI?

L’Esercito di Liberazione Popolare cinese (PLA) utilizza a scopo militare oltre che satelliti e aerei da ricognizione, anche sofisticati dirigibili stratosferici, accedendo e sfruttando tecnologie occidentali, grazie a partnership con aziende Europee, Italiane ed americane come la Aerostar – “leader mondiale nella progettazione, produzione, integrazione e gestione di piattaforme di palloni stratosferici e dirigibili”, che collabora anche con la NASA, Google, U.S. Air Force.

I palloni aerostatici ad alta quota, come i satelliti e molte altre tecnologie e sensori sono sistemi dual-use, cioè utilizzabili per scopi di Ricerca scientifica e commerciali, ma anche per scopi militari e vengono inseriti in diversi modi nella “Kill Chain” (concetto che descrive i passaggi necessari all’esecuzione di un attacco militare o cyber: identification of target, dispatching of forces to target, initiation of attack on target, destruction of target), ad esempio usandoli come snodi di comunicazione e di collegamento dati, mezzi ISR (Intelligence, Surveillance, & Reconnaissance), sofisticati sistemi per attacchi nucleari e biologici.

L’ASSERTIVITÀ CINESE STA CREANDO ALLARME AL PENTAGONO E ALLA CASA BIANCA

La sempre più assertiva postura cinese sta creando una crescente preoccupazione negli Usa e lo scorso 16 dicembre 2022 il Segretario di Stato Antony J. Blinken ha costituito l’Office of China Coordination, un Ufficio per il coordinamento presso il Dipartimento di Stato, la “China House”, con il compito di fornire informazioni sulla minaccia cinese e di accelerare e coordinare la reazione del governo. E sempre l’anno scorso, la CIA ha creato il “China Mission Center” per aiutare la comunità di intelligence con risorse dirette, finanziamenti e personale per contrastare l’espansione del potere diplomatico, tecnologico e militare di Pechino.

Il 7 novembre 2022 il Dipartimento per la Homeland Security ha pubblicato un importante avviso alle imprese americane che le mette in guardia dai rischi associati al commercio con le entità cinesi. L’avviso rileva il rischio persistente e crescente di furto di dati da parte del governo cinese a causa delle leggi cinesi di recente promulgazione, tra cui la legge sull’intelligence nazionale del 2017, la legge sulla crittografia del 2020 e la legge sulla sicurezza dei dati del 2020. Queste leggi obbligano le aziende e i cittadini cinesi – anche attraverso istituzioni accademiche, fornitori di servizi di ricerca e investitori – a sostenere e facilitare l’accesso del governo cinese alla raccolta, alla trasmissione e all’archiviazione dei dati. In sintesi, obbligano tutte le entità cinesi a trasformarsi in strumenti di intelligence e consentire lo spionaggio da parte della Cina.

La risposta del presidente Biden, anche se ritenuta ancora troppo morbida dai repubblicani, fino ad oggi è stata persino più dura della precedente amministrazione, inasprendo i divieti di trasferimento tecnologico imposti dal presidente Trump.

E L’UE COME STA AFFRONTANDO LE PROVOCAZIONI CINESI E IL SOSTEGNO ALL’INVASIONE RUSSA DELL’UCRAINA?

A quanto pare nulla è cambiato, “business as usual”, come dimostra il via libera definitivo del Parlamento europeo all’accordo, raggiunto a livello di Unione europea lo scorso novembre, sullo stop ai veicoli inquinanti a benzina e diesel di nuova immatricolazione, a partire dal 2035.

Dopo la crisi della catena di approvvigionamento delle merci, causato dalla politica dei lockdown estremi “zero Covid” di Xi Jinping, dopo il clamoroso boomerang degli incentivi ai pannelli fotovoltaici (cinesi), dopo la crisi energetica e geopolitica provocata dall’invasione russa dell’Ucraina e dall’uso coercitivo delle fonti energetiche, il Green Deal europeo così ideologicamente radicalizzato e senza una adeguata visione strategica ci sta preparando un disastro anche per la nostra industria dell’automobile. Come per i pannelli fotovoltaici ed altri settori tecnologici critici, il tema delle terre rare necessarie per la produzione delle batterie, la cui estrazione ha un non trascurabile impatto ambientale e sociale, acutizza la nostra dipendenza perché il mercato è in grandissima parte controllato dalla Cina, fornendo alle industrie cinesi un ulteriore vantaggio competitivo tale da mettere fuori mercato le nostre.

Il commercio con la Cina di qualsiasi tecnologia avanzata occidentale sta aiutando Pechino a dominare le strategie di comando dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale, del cyber, indebolendo l’economia e la leadership tecnologica dell’Occidente. Continuare gli scambi commerciali e di conoscenza con la Cina senza alcuna considerazione delle ripercussioni in termini di sicurezza nazionale, soprattutto in settori di alta tecnologia è estremamente controproducente e pericoloso a causa dei rischi che quotidianamente stiamo toccando con mano.

Di conseguenza, le aziende che commerciano con la Cina corrono il rischio permanente di un furto di dati sponsorizzato dallo Stato, accelerando la riduzione della quota di mercato nazionale dei concorrenti stranieri. Ciò incrementa anche l’acquisizione da parte della Cina di un dominio tecnologico nei mercati critici, che per lungo tempo sono stati guidati da aziende statunitensi ed europee tra cui l’aerospaziale, i semiconduttori, la robotica, la biometria, la cyber-intelligenza, la genomica, i farmaci, i sistemi di intelligenza artificiale, l’automotive, i materiali per l’energia sostenibile, la Ricerca scientifica, solo per citarne alcuni.

Da un punto di vista strategico, non esiste una quantità di scambi sicuri con la Cina nel settore dell’alta tecnologia. Anzi, la quantità giusta è zero. Come dimostrano la “China House” dell’amministrazione Biden e le restrizioni commerciali che stanno imponendo gli Stati Uniti.

Con l’invasione russa dell’Ucraina il mondo è cambiato, palesando il progetto di Russia e Cina di stravolgere l’architettura di sicurezza internazionale, ed alle loro tattiche ibride e coercitive non si può più rispondere con le politiche del passato.

COME REAGIREBBERO I GOVERNI EUROPEI SE I NOSTRI CIELI FOSSERO PENETRATI DAI PALLONI SPIA CINESI?

Anche gli Stati Uniti stanno portando avanti programmi che utilizzano i palloni aerostatici e glider ipersonici come sistemi d’arma ma insieme agli Alleati Nato devono scoraggiare le intrusioni cinesi nei propri spazi aerei ed in tutte le infrastrutture strategiche, inducendo in Pechino il timore di ritorsioni rapide ed efficaci, innanzitutto limitando ulteriormente gli investimenti in Cina, i trasferimenti di tecnologia ed i sistemi di acquisizione dati come il 5G, TikTok, ecc. Non sarà facile, perché negli Stati Uniti e soprattutto in Europa, la capacità di influenza cinese si propaga con la sua lunga lista di eminenti sostenitori dispensando ampi fondi ai think tank, a politici, opinion maker e influencer che ne diffondono la disinformazione e promuovono gli interessi di Pechino, mimetizzandoli con la necessità del libero scambio e favorendo lo sviluppo di programmi come la Belt and Road Initiative, che celano il vero obiettivo del Partito Comunista Cinese: la supremazia militare, economica e tecnologica della Cina ed un nuovo ordine mondiale basato sulla coercizione.

L’auspicio è che l’UE modifichi presto il suo approccio, prendendo atto degli sconvolgimenti geopolitici e geoeconomici in atto e per governare le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese non continui ad utilizzare la finanza ma la strategia, la Grand Strategy.

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