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Cosa succede tra Cina e Australia con WeChat

Wechat

Secondo il South China Morning Post, WeChat ha bloccato l’accesso all’account del primo ministro dell’Australia. L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

Secondo il South China Morning Post, la popolare applicazione di messaggistica cinese WeChat sembra aver bloccato l’accesso all’account del primo ministro australiano Scott Morrison, portando un senatore a chiedere un boicottaggio del servizio a livello parlamentare. Il senatore James Paterson, presidente della commissione mista parlamentare per l’intelligence e la sicurezza, ha detto lunedì che il team del primo ministro ha avuto problemi ad accedere all’account WeChat per mesi.

“Sono della opinione che WeChat sia una società così strettamente controllata dal Partito Comunista Cinese, che ciò equivale a porre in essere una vera e propria interferenza straniera nella nostra democrazia”.

Con oltre un miliardo di utenti a livello globale, WeChat è una delle applicazioni di messaggistica più popolari al mondo. Di proprietà della società madre Tencent Holdings Ltd, il governo cinese censura regolarmente i contenuti sensibili.

Molti politici australiani, tra cui il leader del partito laburista dell’opposizione Anthony Albanese, hanno account WeChat che pubblicano in mandarino nel tentativo di raggiungere la grande diaspora cinese. Nel censimento del 2016, circa il 5,6% della popolazione ha dichiarato di avere antenati cinesi, più di un cittadino su 20. Questo non è che l’ennesimo episodio di una ormai lunga guerra economica e diplomatica tra la Cina e l’Australia.

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