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La Cina sta andando alla conquista dell’America latina?

Europa Cina

In cosa consiste il piano della Cina per l’America latina. L’articolo di Giuseppe Gagliano

Più volte abbiamo sottolineato come la trappola del debito sia uno strumento formidabile in mano a Pechino per attuare la sua proiezione di potenza nei confronti dei paesi che rientrano nella sua orbita. Non desta quindi alcuna sorpresa la richiesta fatta da parte le presidente del presidente dell’Ecuador, Guillermo Lasso –coinvolto nei Pandora Papers -, di rinegoziare i termini del debito contratto dal Paese sudamericano con Pechino, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri, Juan Carlos Holguin.

Il paese latinoamericano deve infatti alla Cina una cifra che supera i 5 miliardi di dollari che dovrebbe essere pagata in tre anni. L’interesse del Dragone per l’Ecuador è un interesse mirato alle sue risorse, e cioè al petrolio, all’industria mineraria e alla costruzione di dighe fondamentali per la produzione di energia elettrica. Non dimentichiamoci che l’America Latina, come l’Africa, rientra in quel più vasto progetto posto in essere dalla Cina per controbilanciare l’egemonia americana a livello globale, come abbiamo osservato in relazione per esempio alle relazioni con Cuba e con il Nicaragua.

Tuttavia queste relazioni di natura bilaterale tra la Cina e l’America latina sono nel lungi dall’essere trasparenti, come dimostra eloquentemente un lungo articolo edito sulla rivista The Diplomat che sottolinea la costante corruzione e l’assenza di trasparenza nei finanziamenti da parte della Cina nel contesto dell’America latina. In primo luogo, gran parte dei funzionari governativi dell’Ecuador che erano stati coinvolti nel progetto della diga Coca Codo Sinclair sono ora in prigione o indagati per corruzione. Per quanto riguarda invece il Venezuela, uno degli esempi più evidenti è la costruzione di un impianto di produzione di riso costruito dall’industria cinese cinese CAMC Engineering. In base alle indagini fatte dalla magistratura è stato possibile accertare che i cinesi avevano pagato ben 100 milioni di dollari di tangenti ai funzionari del Venezuela per aggiudicarsi il progetto, che alla fine poi è rimasto incompiuto.

Nonostante i problemi presenti in questo contesto – come anche nel contesto africano -, la Cina non intende certo demordere dai suoi obiettivi, come dimostra il fatto che a conclusione del terzo forum tra la Cina e la comunità degli Stati dell’America latina e dei Caraibi che si è tenuto il 7 dicembre. E che proprio il ministro degli Esteri cinese abbia chiaramente delineato un piano d’azione da attuarsi tra il 2022 e il 2024 volto a espandere la cooperazione bilaterale nel settore della difesa, della finanza, del commercio eccetera. Questa logica di espansione non può che andare a minacciare in modo diretto gli interessi statunitensi in quello che una volta era chiamato il cortile dello zio Sam.

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