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Chi rischia di più nel Regno Unito con l’inflazione prossima ventura

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6 maggio

Il punto di Daniele Meloni

 

L’inflazione non dovrebbe essere la preoccupazione principale di un Cancelliere dello Scacchiere che ha appena sfornato una legge di bilancio (budget) nel bel mezzo di una pandemia. Alcuni economisti britannici però hanno espresso una certa ansia nei confronti di alcune politiche implementate per sostenere il mondo del business durante il lockdown e che potrebbero avere conseguenze a lungo andare sull’andamento dei prezzi. Ci sono anche timori che, una volta usciti dal lockdown, i consumatori inizieranno a recuperare il tempo perso e a spendere in modo tale da “surriscaldare” l’economia.

Il ritorno all’iper-inflazione a due cifre degli anni Settanta non sembra sul tavolo per il Regno Unito, ma gli stimoli fiscali e monetari che hanno intrapreso governi e banche centrali non solo a Londra ma in tutto il mondo potrebbero far sì che si presenti il problema inflazione in un futuro non molto lontano. La risposta a questo problema è fuori dalla portata dall’ormai popolarissimo Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak: con la riforma del 1997 la politica monetaria è interamente nelle mani di una Bank Of England (BoE) indipendente dalla politica. Sarà il Monetary Policy Committee della BoE a stabilire la decisione di alzare o meno i tassi d’interesse per soffocare sul nascere le spinte inflattive.

Tuttavia, le conseguenze di una simile azione – oggi i tassi sono al minimo storico dello 0,25% – saranno certamente politiche. I prezzi degli asset saranno determinati anche dall’aumento dei costi dei prestiti. Le compagnie energetiche e quelle immobiliari sarebbero le più colpite a Londra se le banche centrali abbandonassero la loro politica di tassi d’interesse ultra-bassi e imponessero politiche più restrittive per contenere l’inflazione. Andy Haldane, capo economista della BoE, ha avvertito di recente che una “inflationary tiger” potrebbe scatenarsi sull’economia mondiale.

Nel breve termine Sunak non ha di che preoccuparsi, anche se ci potrà essere un’esplosione della domanda quando i freni saranno allentati. Ma mentre si avvicinerà la data delle prossime elezioni – fissate per il 2024 – l’ultima cosa di cui il governo Tory vorrà certamente occuparsi sarà quella di un aumento dei tassi d’interesse.

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