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Chi ha venduto più armi nel 2020. Report Sipri

Armi 2020

Nonostante la pandemia e la contrazione dell’economia, nel 2020 le vendite di armi sono cresciute rispetto al passato. Ecco gli andamenti delle maggiori società. La mappa dei Paesi secondo l’istituto di ricerca di Stoccolma Sipri

 

Secondo l’istituto di ricerca di Stoccolma Sipri, nel 2020, le vendite di armi delle prime 100 aziende produttrici sono state del 17% superiori in 5 anni, nonostante la pandemia e nonostante la contrazione dell’economia. Se questo è successo ciò è stato possibile perché le industrie militari sono state tutelate e protette dalla domanda governativa.

Secondo le analisi dell’istituto di Stoccolma, in gran parte del mondo la spesa militare è aumentata anche perché alcuni governi hanno impresso un’accelerazione ai pagamenti nel settore degli armamenti soprattutto per mitigare l’impatto della crisi della pandemia.

Le società statunitensi continuano a dominare la classifica, occupano infatti, ancora una volta, il maggior numero di aziende classificate nella Top 100.

Le vendite di armi delle 41 aziende statunitensi sono ammontate a 285 miliardi di dollari – un aumento dell’1,9% rispetto al 2019 – e hanno rappresentato il 54% delle vendite totali di armi della Top 100.

Le aziende cinesi rappresentano la seconda quota più grande. Le vendite combinate di armi delle cinque società cinesi incluse nella Top 100 sono ammontate a circa 66,8 miliardi di dollari nel 2020, l’1,5% in più rispetto al 2019. Le aziende cinesi hanno rappresentato il 13% delle vendite totali di armi nella classifica.

Le società del Regno Unito hanno costituito la terza quota maggiore. Nello specifico, l’istituto sottolinea come le aziende di armamenti cinesi abbiano beneficiato dei programmi di modernizzazione militare del paese concentrandosi sulla fusione militare-civile. In modo particolare non possiamo non fare riferimento alla NORINCO, ad esempio, che ha co-sviluppato il sistema satellitare di navigazione civile BeiDou.

Per quanto riguarda le industrie militari europee, in totale, le 26 compagnie di armi nella Top 100 hanno rappresentato il 21% delle vendite totali di armi, ovvero 109 miliardi di dollari.

Le sette società britanniche hanno registrato vendite di armi per 37,5 miliardi di dollari nel 2020, in aumento del 6,2% rispetto al 2019.

Le vendite di armi di BAE Systems, l’unica azienda europea tra le prime 10, sono aumentate del 6,6% a 24,0 miliardi di dollari.

Le vendite di armi delle quattro aziende tedesche elencate nella Top 100 hanno raggiunto gli 8,9 miliardi di dollari nel 2020, un aumento dell’1,3% rispetto al 2019. Insieme, queste aziende hanno rappresentato l’1,7% delle vendite totali di armi della classifica. Rheinmetall, il più grande produttore di armi tedesco, ha registrato un aumento delle vendite del 5,2%. Il costruttore navale ThyssenKrupp, al contrario, ha riportato un calo del 3,7%.

Passiamo adesso alla Russia. Secondo l’istituto di Stoccolma le vendite combinate di armi delle nove società russe classificate nella Top 100 sono diminuite da 28,2 miliardi di dollari nel 2019 a 26,4 miliardi di dollari nel 2020, con un calo del 6,5%. Ciò segna una continuazione della tendenza al ribasso osservata dal 2017, quando le vendite di armi da parte delle società russe nella Top 100 hanno raggiunto il picco. Quest’anno, le aziende russe hanno rappresentato il 5,0% delle vendite totali.

Un aspetto chiave nell’industria degli armamenti russa è stata la diversificazione delle linee di prodotti. Tali aziende stanno attualmente implementando una politica del governo per aumentare la loro quota di vendite civili al 30% delle loro vendite totali entro il 2025 e al 50% entro il 2030.

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