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Chi ha ucciso l’ambasciatore Attanasio in Congo e che combina l’Onu?

di

Attanasio Congo

L’articolo di Giuseppe Gagliano sull’uccisione dell’ambasciatore Attanasio in Congo

 

Sull’uccisione dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio allo stato attuale ci sono alcune ipotesi verosimili e alcune certezze. Incominciamo dalle ipotesi molto probabili allo stato delle indagini.

Il ministero dell’Interno del Congo ha accusato un gruppo ribelle hutu noto come Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR) di aver condotto l’attacco. Secondo i testimoni, gli aggressori hanno parlato in Kinyarwanda, la lingua parlata in Ruanda.

Tuttavia, come ha affermato Pierre Boisselet, coordinatore del barometro della sicurezza del Kivu, le FDLR non sono le uniche a parlare kinyarwanda, lo parlano altri gruppi presenti nella regione, come la Nyatura o l’ex M23.

Sebbene l’identità del gruppo dietro l’attacco rimanga sconosciuta, l’ultimo incidente esemplifica le sfide che le forze di sicurezza locali devono affrontare. Nel corso del 2020, tra ottobre e settembre, si sono verificati due casi in cui manifestanti a Kibumba e Rugari, entrambe in prossimità del luogo dell’attacco, hanno montato barricate sulla linea viaria RN2 per protestare.

Date le dimensioni del gruppo e il modo in cui il gruppo ha effettuato l’attacco, è probabile che il rapimento fosse il loro reale motivo piuttosto che un attacco deliberato contro l’ambasciatore italiano: livelli crescenti di rapimenti e rapine a mano armata a Goma occidentale e nord-occidentale erano e rimangono una preoccupazione crescente.

Diversi incidenti relativi a imboscate, rapimenti, rapine a mano armata e stupri sono stati registrati nelle immediate vicinanze del luogo dell’attacco e il WFP e i veicoli di altre organizzazioni umanitarie sono stati oggetto di imboscate da parte di gruppi armati e criminali nella RDC orientale.

La Repubblica Democratica del Congo (Rdc) è stata alle prese con numerosi conflitti negli ultimi decenni, spesso legati a tentativi di controllo delle risorse minerarie. Ci sono ancora decine di milizie e gruppi criminali che operano nella Rdc orientale. L’ambasciatore Luca Attanasio è il primo ambasciatore ad essere ucciso nel Paese da quando l’ambasciatore francese Philippe Bernard è stato ucciso durante i disordini nella capitale, Kinshasa, nel 1997.

L’attacco è avvenuto su una strada che era stata precedentemente autorizzata per viaggiare senza scorta di sicurezza. “Non c’era alcun segno che stesse per verificarsi un attacco in quest’area. Il numero di incidenti dichiarati dalle popolazioni era in calo nelle ultime settimane e stavamo riducendo il numero delle strade rosse, quelle che devono essere utilizzate solo sotto la scorta della Monusco ”, ha dichiarato Jean Metenier, capo dell’ufficio Unicef ​​di Goma.

Tuttavia c’è uno schema storico di imboscate che si verificano a nord di Goma.

Nell’ultimo anno, ci sono stati altri due incidenti in prossimità di questo attacco.

L’incidente più recente è avvenuto il 10 gennaio 2021 a Kabuhendo, dove uomini armati hanno teso un’imboscata alle guardie ONVI. Sebbene questo incidente sia avvenuto a nord del Kiwanja, ha comunque mostrato che la minaccia persisteva in quest’area. Osservando gli episodi di rapimento nell’area di Goma e nel luogo della missione, non possiamo non sottolineare come la minaccia di rapimento è ancora significativa. Piuttosto che vederlo attraverso la lente delle circostanze straordinarie della prima morte dell’ambasciatore nella RDC dal 1997, l’attacco può invece essere visto come un evento tipico in questa regione anche se ha avuto conseguenze tragiche.

Passiamo adesso ad alcune certezze cioè ad alcuni dati di fatto oggettivi.

Il primo dato di fatto è relativo al ruolo dell’Onu. E’soltanto a partire dal 2010 che nasce la Monusco (Missione delle Nazioni Unite per la Stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo) così come è solo nel 2013 che viene posta in essere la prima Forza di combattimento delle Nazioni Unite, e cioè l’Intervention Brigade, formata solo da truppe africane, con il compito di neutralizzare e disarmare i movimenti ribelli nelle regioni orientali.

Allo stato attuale i caschi blu hanno proprio in Kivu e in Ituri le loro roccaforti. Queste rappresentano ancora zone ad alta insicurezza nonostante l’Onu abbia il grosso delle proprie forze. Cosa significa concretamente ciò? Che l’obiettivo di conseguire la stabilizzazione da parte dell’Onu si è rivelato fino a questo momento fallimentare.

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