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Chi e perché punta sull’idrogeno come panacea della crisi da pandemia

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Per il momento, ha evidenziato BloombergNef, in tutto il mondo sono stati approvati 54 miliardi di dollari di stimoli economici per il settore idrogeno, con l’Europa in prima linea

L’idrogeno potrebbe rivelarsi come uno degli strumenti a cui il mondo potrebbe affidare la ricostruzione post-pandemia, producendo al contempo energia senza emissioni di Co2 e posti di lavoro. Il suo utilizzo è principalmente pensato per i trasporti e per l’immagazzinamento di energia rinnovabile ma i costi sono attualmente così alti da avere bisogno di un sostegno governativo per decollare.

PER ORA 54 MLD DI STIMOLI ECONOMICI NEL MONDO (BNEF)

Per il momento, ha evidenziato BloombergNef, in tutto il mondo sono stati approvati 54 miliardi di dollari di stimoli economici per il settore, con l’Europa in prima linea. Un quantitativo di denaro secondo solo a quello dell’elettrificazione dei trasporti.

LE COSE CAMBIANO IN UE E USA

Ma le cose stanno per cambiare molto rapidamente: solo nell’ultimo mese, infatti, l’Unione europea ha dato il via libera alla strategia sull’idrogeno mettendo sul piatto 500 miliardi di euro e obiettivi precisi per ricavare idrogeno dalle rinnovabili.

Negli Stati Uniti Air Products & Chemicals ha annunciato l’intenzione di costruire in Arabia Saudita quello che, a quanto dice, sarà il più grande impianto a idrogeno al mondo alimentato da energia rinnovabile.

Mentre il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha annunciato un finanziamento di 64 milioni di dollari per progetti sull’idrogeno e prevede di investire fino a 100 milioni di dollari in cinque anni per due nuove attività di ricerca nel settore.

BIROL STUPITO DALLA RAPIDITA’

Una comunità di intenti che ha stupito anche il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie) Fatih Birol: “Raramente ho visto, se non mai, una tecnologia che gode di così tanto sostegno politico in tutto il mondo. Paesi che hanno opinioni completamente diverse sull’energia e sul clima si uniscono nel dire che l’idrogeno è una tecnologia chiave per l’energia pulita”.

I COSTI DI TRASFORMAZIONE

In questo momento, l’ostacolo più grande dell’idrogeno è il costo della trasformazione del gas leggero e inodore in formati utilizzabili. “A mio parere, l’idrogeno è oggi dove il solare era 10 anni fa”, ha detto Birol secondo il quale i costi dovrebbero diminuire man mano che i governi svilupperanno politiche di sostegno come fatto con il solare.

L’idrogeno prodotto dal gas naturale è già in uso per i processi industriali e per le poche automobili alimentate con tale fonte, malgrado le ‘elettriche’ abbiano vinto la sfida della mobilità almeno per ora. Ma la vera sfida adesso è realizzare idrogeno ‘verde’, quindi con l’ausilio delle rinnovabili e con metodi di cattura delle emissioni, a costi accessibili.

DA BIDEN AD ARAMCO TUTTI IMPEGNATI NELL’IDROGENO

In ogni caso, tutti, da Joe Biden, candidato alla presidenza dei Democratici, alla saudita Aramco, la più grande compagnia petrolifera del mondo, sono apparentemente a impegnati con l’idrogeno. Il piano per il clima e l’energia di Biden, recentemente ampliato, sostiene l’utilizzo di energie rinnovabili per produrre “idrogeno senza carbonio” allo stesso costo di produzione del gas naturale.

Il Hydrogen Council, un consorzio lanciato in occasione del World Economic Forum 2017 a Davos, in Svizzera, ha iniziato con 13 membri e ora conta più di 80 componenti. Tra questi vi sono Saudi Aramco e un insieme di aziende del settore auto, petrolio e gas.

IL SIERRA CLUB NON HA ANCORA UNA POSIZIONE UFFICIALE

Il Sierra Club non ha ancora una posizione ufficiale sull’idrogeno, il suo direttore della politica globale sul clima, John Coequyt, dice che il gruppo probabilmente sosterrà solo l’idrogeno prodotto esclusivamente con energia rinnovabile e non con la cattura della Co2.

“La gente non capisce l’idrogeno, per non parlare dei colori che stiamo usando per descriverlo” ha detto Coequyt citando una centrale elettrica nello Utah come esempio di un progetto sull’idrogeno che sarà alimentato prevalentemente a gas naturale per molti anni, se non decenni, prima di poter essere teoricamente trasformato in idrogeno a energia rinnovabile., riferisce Axios.

PER ORA NON SI PREVEDONO MOLTI POSTI DI LAVORO

Neanche con l’idrogeno si creeranno immediatamente posti di lavoro, secondo Esben Hegnsholt, global energy transition team leader del Boston Consulting Group. Si tratta di una strategia economica a più lungo termine, che è generalmente buona, ma non particolarmente utile oggi con i posti di lavoro persi nella pandemia: “Chi riesce ad ottenere l’idrogeno giusto sarà in grado di ottenere un vantaggio competitivo a lungo termine a livello statale o nazionale, ma non creerà immediatamente milioni di posti di lavoro”, ha detto Hegnsholt. “Ci saranno posti di lavoro creati in questo decennio, ma stiamo contando gli anni, non i mesi”.

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