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Che cosa succede tra Usa e Cina su Taiwan

Pelosi Taiwan

Il presunto piano della speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Nancy Pelosi per un viaggio a Taiwan ha fatto infuriare la Cina. L’articolo di Giuseppe Gagliano

Come sta reagendo la Cina alla presunta visita di Nancy Pelosi a Taiwan?

Da un lato la commissione militare centrale cinese si è già riunita diverse volte a partire da martedì 19 luglio soprattutto per stabilire se effettivamente la deputata americana Pelosi intenderà recarsi a Taiwan nel mese di agosto. Dall’altro, la delicatezza della questione è tale che è lo stesso presidente cinese tramite la commissione militare centrale a gestire il caso.

Per quanto riguarda il partito comunista cinese, al momento si è limitato a sottolineare che potrebbero esserci gravi conseguenze come per esempio quello di non permettere agli aerei americani di atterrare a Taiwan. A conclusione di una settimana di discussione sia la commissione militare che l’esercito cinese sono arrivati a prendere una decisone di comune accordo e cioè che la visita potrebbe rappresentare un’ottima giustificazione per un casus belli, ovvero per un intervento militare a Taiwan.

Secondo fonti di intelligence infatti sembra che il comitato militare cinese stia preparando un piano per conquistare Taiwan nel giro di 24 ore, una sorta di Blitzkrieg che non lascerebbe alcuna possibilità a Taiwan di reagire.  A dimostrazione di quanto affermato l’unità dell’esercito cinese che si trovano nell’eliporto di Zhangzhou nella provincia del Fujian sono già state poste in preallarme per essere pronte ad intervenire in qualsiasi momento. Non solo: la infrastruttura di Zhangzhou, che si trova a soli 250 km da Taipei, è stata costruita per la brigata aerea PLA nel 2021 e costituisce sotto il profilo militare il miglior punto di partenza per un’offensiva su Taiwan.

Le stesse fonti di intelligence sottolineano come la comunità internazionale abbia sottovalutato la determinazione cinese a intervenire prontamente sulla questione di Taiwan.Questo però è un errore che non è stato commesso dagli Stati Uniti i quali hanno opportunamente inviato rapporti riservati ai loro principale alleati europei sulla volontà da parte della Cina di prendere l’isola a livello militare.

Tuttavia, allo stato attuale, la reazione dei partner americani sono state assolutamente inesistenti. Per quanto riguarda invece Taiwan le autorità hanno ordinato alla popolazione di verificare l’efficienza dei bunker e inoltre hanno predisposto una reazione nel caso di un attacco missilistico cinese.

Non dimentichiamoci che ci sono circa 100.000 rifugi antibomba a Taiwan che sarebbero in grado di proteggere almeno teoricamente la popolazione dell’isola. Ma Taiwan non sta assumendo solo una postura difensiva ma anche offensiva come dimostra il fatto che proprio lunedì è cominciata la 38ª esercitazione denominata Han Kuang, che si concluderà il 29 luglio. Questa mobilitazione annuale, organizzata per la prima volta nel 1984, è la più grande esercitazione militare del paese e coinvolge tutti i rami delle forze armate.

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