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Che cosa faranno Regno Unito, Francia e Germania in Medio Oriente? Analisi

di

Soleimani

L’approfondimento di Daniela Coli sulle mosse di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania in Medio Oriente

Dal 3 gennaio, quando il generale Soleimani è stato assassinato, abbiamo avuto il raid missilistico iraniano su due basi USA in Iraq, che ha colpito per la precisione di missili balistici iraniani, il Boeing ucraino abbattuto dalla contraerea iraniana, la richiesta del parlamento iracheno alle forze di occupazione USA ad andare via dall’Iraq e il rifiuto dell’amministrazione Trump di lasciare l’Iraq, necessario in caso di un attacco diretto all’Iran.

UK, Francia, Germania, come gli stati arabi, hanno reagito chiedendo di attenuare le tensioni e dicendo che non avrebbero inviato altre truppe in Medio Oriente, come richiesto da Trump.

Il governo UK ha sfidato gli USA su Huawei (Boris Johnson ha dichiarato di non poter privare l’UK della tecnologia più avanzata e che l’intelligence britannica sorveglierà gli eventuali tentativi cinesi di spionaggio) e ha minacciato la fine della cosiddetta special relationship: il ministro della Difesa Ben Wallace ha dichiarato che l’UK deve prepararsi a combattere guerre senza gli US.

UK, Francia e Germania hanno anche annunciato di ritirarsi dal JCPOA, un’operazione per cui occorreranno mesi, dichiarando di avere ricevuto minacce di dazi del 25% sulle auto da Trump se non avessero abbandonato il JCPOA. Ma l’UE ha anche invitato Zarif a Bruxelles.

Boris Johnson ha detto che Trump vorrebbe sostituire il JCPOA col trattato Trump. In altri termini Trump vorrebbe un deal con l’Iran a vantaggio dei soli Stati Uniti. Il famoso trattato sul nucleare con l’Iran, oltre a impedire all’Iran di produrre armi nucleari, era importante soprattutto perché con esso nel 2015 si sono tolte le sanzioni all’Iran e tutti potevano commerciare con l’Iran. Trump è uscito dal JCPOA perché voleva un deal con l’Iran per i soli US ed escludere gli europei.

L’Unione Europea per ora è solo una potenza economica e se le viene tolta la possibilità di libero commercio non può essere alleata degli Stati Uniti, come ha chiarito Niall Ferguson a Ian Bremmer. La nuova posizione della Gran Bretagna di Brexit deriva dalla constatazione che un trattato commerciale e militare con gli US la schiaccerebbe. Come ha osservato The Atlantic l’UK ha fatto Brexit perché l’UE28 era priva di coordinazione politica e militare, l’UE ha reagito con la creazione dell’E3, per gli inglesi vi è ancora scarsa coordinazione politica e militare, ma, dovendo scegliere, preferiscono l’Europa.

All’inizio di Brexit gli inglesi volevano un trattato commerciale con l’UE e uno militare con gli US. Secondo The Atlantic, durante la guerra contro la Libia nel 2011 Cameron si era accorto che Gran Bretagna e Francia non sarebbero mai state in grado di bombardare da sole la Libia senza gli US, non avevano abbastanza bombe. Per questo si era pensato a Brexit, per avere un trattato militare con gli US, senza lasciare il mercato unico europeo. La coscienza britannica di non essere più una superpotenza militare, l’aveva portata a Brexit e alla decisione di un trattato militare con gli US e uno commerciale con l’UE.

Questo era però possibile con Obama, ma non con Trump che vuole un deal commerciale e militare con l’UK e per l’UK sarebbe un disastro, visto che la maggioranza delle sue esportazioni sono in Europa. Edward Luce del Financial Times ha parlato di fine della cosiddetta special relationship: in realtà UK e US in Medio Oriente erano rivali già durante la seconda guerra mondiale e si sono poi combattuti a colpi di intelligence, come dimostra il libro di James Barr, Lords of the Desert. Cosa faranno adesso gli europei?

Il ministro della Difesa tedesca Anne Kramp Karrembauer (AKK) il 16 gennaio ha incontrato a Londra l’omologo britannico e ha offerto al Regno Unito un ruolo privilegiato nell’E3 per la coordinazione della politica estera e militare. In poche parole AKK ha offerto all’UK la guida dell’Europa. Per evitare l’irritazione americana, AKK ha anche aggiunto che per ora la difesa europea sarà parallela a quella della Nato, definita da Macron brain dead. Nonostante Trump abbia all’inizio parlato più volte di ritirare la Nato, si comporterebbe probabilmente come in Iraq se gli europei chiedessero il ritiro delle truppe. Così il 17 gennaio il governo belga ha votato per l’espulsione di tutte le armi nucleari americane dal Belgio. Hanno votato a favore socialisti, liberali e verdi. Ma l’ambasciatore USA si è mostrato molto preoccupato ed è intervenuto con pressioni su vari deputati, perché la richiesta non passasse. E non è passata solo per cinque voti.

Cosa faranno gli europei in Medio Oriente? L’Iran e l’Iraq chiedono il ritiro delle truppe americane dal Medio Oriente, i democratici americani anche. Trump aveva addirittura vinto le elezioni promettendo il ritiro delle truppe da Medio Oriente e di non fare “schifezze” come la guerra in Iraq, in Siria, in Libia, ma era in campagna elettorale. La famiglia dei magnati Koch appoggia con donazioni di vari miliardi un gruppo di veterani che chiede il ritiro di tutte le truppe dall’Afghanistan, secondo Time.

In Medio Oriente è l’UK ad avere più carte da giocare: 1) il sultanato dell’Oman, strategico insieme all’Iran, per il controllo dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale passano le petroliere dell’Asia, ospita una gran base britannica, anche se ha strette relazioni con la Cina. 2) la relazione con l’Arabia saudita in contatto anche con la Russia e la Cina, 3) una maggiore conoscenza del mondo arabo insieme ai francesi.

Per avere qualche idea, il 17 gennaio il Times ha pubblicato la recensione di James Barr al libro Black Wave di Kim Ghattas. Importanti rivelazioni: la famosa fatwa di Khomeini contro l’angloindiano Salman Rushdie per i Versi satanici, pubblicati nel 1988, fu orchestrata a Londra da un diplomatico saudita prima ancora che Khomeini lanciasse la famosa fatwa. Arabia Saudita e Iran erano i pilastri del dominio USA in Medio Oriente durante la guerra fredda. La rivoluzione di Khomeini del 1979, a cui fu di aiuto la BBC persiana che trasmise tutti i discorsi di Khomeini in esilio e la Francia di Giscard d’Estaing che ospitò Khomeini a Parigi, privò gli US dell’Iran, oltre all’umiliazione degli ostaggi nell’ambasciata, umiliazione mai dimenticata dagli americani.

Con le rivelazioni del libro Black Wave pare gli inglesi siano propensi a sdemonizzare l’Iran, a ridurre le tensioni con l’Arabia saudita, militarmente debole, nonostante spenda tanto in armi. Il genio malefico Soleimani, come l’ha definito il WSJ, aveva scoperto una cosa unica sulla debolezza saudita: nonostante gli sciiti siano minoranza in Medio Oriente rispetto ai sunniti dell’Arabia saudita, gli estremisti sciiti combattono per l’Iran, mentre quelli sunniti come Isis e al Qaeda vogliono rovesciare l’Arabia saudita.

Per questo gli europei invitano Trump a ridurre le tensioni con l’Iran, molto importante anche per l’Asia. In ogni caso il rapporto dell’UE con gli US diventa più debole: Macron e Merkel hanno già dichiarato di considerare l’alleanza con la Russia (Gazprom vende e compra in euro), Germania e Francia hanno rapporti commerciali forti con la Cina, UK pare orientata a dare l’ok a Huawei, quindi l’alleanza con gli USA è più debole.

Trump è imprevedibile, quindi all’Europa per ora conviene stare a guardare ed aspettare.

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