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Cartellino giallo di Bruxelles a Barcellona e Real Madrid per aiuti di Stato

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La Spagna ha sostenuto il suo calcio con un regime di aiuti di Stato illegittimo. Lo ha confermato la Corte di Giustizia dell’Ue. Tutti i dettagli

Dalle stelle del Barcellona a quelle del Real Madrid (ma non solo): la Spagna ha sostenuto il suo calcio con un regime di aiuti di Stato illegittimo.

Lo ha confermato ieri la Corte di Giustizia dell’Unione europea, il massimo organo giurisdizionale dell’Ue, annullando una decisione dell’anno scorso del Tribunale, la sua istanza di primo grado.

COSA HA STABILITO LA CORTE DI GIUSTIZIA UE

La Corte si è pronunciata in favore del provvedimento con cui la direzione generale Concorrenza della Commissione nel 2016 — al timone, ieri come oggi, la potente commissaria danese Margrethe Vestager — aveva considerato quale aiuto di Stato illegale e incompatibile con il diritto Ue la disciplina fiscale spagnola agevolata in favore di quattro club di calcio — Barcellona, Real Madrid, l’Atlético Osasuna di Pamplona e l’Atletico Bilbao —.

LA DECISIONE DELL’ANTITRUST EUROPEO SUGLI AIUTI DI STATO A BARCELLONA, REAL MADRID, OSASUNA E ATLÉTICO

Bruxelles aveva allora previsto multe fino a 5 milioni di euro, la determinazione concreta della cui entità è rimessa in fase di recupero degli aiuti alle autorità spagnole.

Ma vediamo l’antefatto. Una legge del 1990, infatti, prevedeva per queste quattro squadre l’inquadramento fiscale come società sportive senza scopo di lucro, un’eccezione al regime generale previsto per i club  professionistici, che si è tradotto per vent’anni nell’applicazione di un’aliquota del 25% anziché del 30%.  

ANNULLATA LA PRONUNCIA DEL TRIBUNALE UE

Con la pronuncia del 4 marzo, la Corte ha annullato la pronuncia di primo grado, facendo proprie le motivazioni già contenute nel parere dell’Avvocato generale Giovanni Pitruzzella — l’ex presidente dell’Antitrust italiana è oggi uno degli undici esperti di diritto Ue che formulano valutazioni indipendenti sulle cause all’esame dell’istanza di Lussemburgo —.

Secondo il Tribunale, la Commissione non avrebbe adeguatamente dimostrato l’esistenza di un concreto vantaggio economico per i beneficiari della misura, non riuscendo, in particolare, a esaminare se il vantaggio derivante dall’aliquota agevolata potesse essere controbilanciato da una meno favorevole aliquota di deduzione per reinvestimento di profitti eccezionali applicata alle persone giuridiche senza scopo di lucro rispetto a quelle in forma di società per azioni.

LA CORTE CONFERMA LA VALIDITÀ DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Nel fare questa valutazione, però, i giudici di primo grado sono incorsi in un errore di diritto, ha giudicato adesso la Corte, confermando la validità delle ragioni dell’esecutivo di Bruxelles.

“L’impossibilità di determinare, al momento dell’adozione di un regime di aiuti, l’importo esatto dell’aiuto di cui i beneficiari hanno effettivamente goduto in occasione di ciascun esercizio fiscale, non può impedire alla Commissione di constatare che tale regime poteva, già in tale fase, procurare un vantaggio” tale da integrare l’ipotesi di aiuto di Stato, si legge nelle motivazioni dei giudici di Lussemburgo.

MADRID DEVE RECUPERARE GLI AIUTI DI STATO EROGATI ILLEGALMENTE

Benché il ricorso sia stato presentato solo dal Barcellona — a sostegno del quale era intervenuto in giudizio anche il governo di Madrid —, la sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue riabilita la decisione dell’autorità Antitrust europea che prevede da parte della Spagna il recupero degli aiuti di Stato erogati illegalmente ai quattro club calcistici.

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