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Cairo scalcia Agnelli, Draghi strizza Speranza, Renzi d’Arabia, Confindustria piagnucola, il governo rincula sulla scuola

Arnese

Super Lega, Cairo, Agnelli, Draghi, Renzi, Confindustria, Pnrr e non solo. Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start

 

CONFINDUSTRIA PIAGNUCOLA SUL PNRR

 

DRAGHI DI FERRO?

 

DRAGHI STRIZZA SPERANZA?

 

PROFONDO ROSSO

 

ADDIO SUPER LEGA?

 

L’ASSE FRANCO-TEDESCO NEL PALLONE

 

CAIRO SCALCIA AGNELLI

 

IL VERBO PALLONARO DI AGNELLI

 

SUPER FLOP?

 

COSE ARABE

 

ALT AI CONFLITTI DI INTERESSI?

 

LE CAPRIOLE DEI SIGNORI CTS

 

I RACCOMANDATI DEL VACCINO

 

L’ULTIMA RENZATA SECONDO IL DOMANI DI FELTRI

 

RENZATA SICILIANA?

 

LE MODERATE SINTONIE DEL CENTRODESTRA NEL LAZIO

 

TENSIONI A 5 STELLE

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ESTRATTO DELL’INTERVISTA DEL CORRIERE DELLA SERA DI URBANO CAIRO A CAIRO:

Una Superlega forte di una base finanziaria di partenza da 3,5 miliardi. È questa l’attrazione fatale.

«Proprio così, con questo fondo iniziale si intende superare il momento di difficoltà economica che stanno vivendo tutti, chi più chi meno, disinteressandosi però totalmente del bene comune, delle sofferenze altrui. Non c’è alcun senso di responsabilità, bensì una mancanza totale di rispetto, nonostante si faccia parte per esempio di una Lega di serie A che ha cercato di affrontare il momento reso ancora più delicato dalla tremenda pandemia».

Perché ha urlato al «tradimento»? Soprattutto nei confronti di Andrea Agnelli, presidente della Juve, leader della Superlega.

«Il progetto che prevedeva l’ingresso in Lega di serie A dei fondi in una media company aveva una base di 1,7-1,8 miliardi, soldi utili al bene comune, anche a superare le gravi difficoltà, un finanziamento importante per il rilancio della stessa serie A, che in questi anni ha perso competitività nei confronti di altre leghe europee. Agnelli faceva parte del comitato interno delegato a trattare con i fondi, aveva un ruolo importante, di primus inter pares. Il tutto necessitava di un cambio della governance stessa della Lega. Era in atto un’operazione laboriosa. Il comitato dei 5, che attenzione nasce il 13 ottobre 2020, aveva ricevuto la delega di tutte le altre società. Improvvisamente il cambio di scena, nonostante il voto assembleare che aveva sostenuto l’operazione dei fondi: Agnelli e la proprietà dell’Inter prendono le distanze dai fondi. Adesso si capisce il perché».

Il perché è l‘interesse supremo di Juve, Inter e Milan per la Superlega.

«Si viene a sapere di trattative tra questi 12 club europei, quasi tutti indebitati, di incontri segreti tra Agnelli e Perez. Questa è malafede, concorrenza sleale. Hai una delega della serie A e intanto tratti su un altro fronte, per superare i tuoi gravi problemi economici, i tuoi bilanci in sofferenza, danneggiando le società che ti hanno dato un mandato ben preciso».

Presidente Cairo, ha attaccato anche Marotta.

«È consigliere federale, con la delega della serie A: si deve dimettere. Agnelli ha lasciato l’Eca. Mi aspetto da Marotta un atto analogo per la Figc. Così anche Scaroni, presidente del Milan, coerente però sul versante fondi, perché ha continuato ad appoggiarli, deve dimettersi da consigliere di Lega. Stimo Scaroni, ma occorre un passo indietro».

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE SUI BILANCI DEI CLUB DELLA SUPER LEAGUE:

Ci sono queste cifre, fallimentari, dietro l’accelerazione del progetto «Superlega» decisa da 12 club. Cifre segnate dal Covid, che ha fatto crollare i ricavi in un mondo già malato, con costi per calciatori e procuratori fuori controllo. «L’attuale modello economico del calcio europeo è insostenibile in misura crescente», osserva Andrea Sartori, partner di Kpmg e «Global head of sports». La sua squadra ha messo in fila i dati dei bilanci.

La spinta verso la creazione di una torta più ricca a disposizione di una crema di venti club è motivata dalla necessità di trovare soldi freschi per sistemare i conti. Almeno nel breve, perché nel medio termine molti si aspettano che i maggiori ricavi finiranno ai calciatori e ai loro agenti. A meno che il sistema non riesca a introdurre un efficace tetto agli ingaggi e alle spese operative. Obiettivo che non è stato raggiunto dal Fair play finanziario introdotto dalla Uefa nel 2011-2012, sospeso nel 2020.

Il bilancio più pesante è quello del Milan, con i ricavi operativi più bassi fra le 12 squadre (163 milioni) e la perdita netta più alta, -194,6 milioni, i debiti finanziari netti sono 104 milioni. L’Inter ha una perdita di -102 milioni su ricavi operativi di 293 milioni, con 323 milioni di debiti finanziari netti. La Juventus ha una perdita netta di -90 milioni su 401 milioni di ricavi operativi, con 390 milioni di debiti netti. Da quando è stato comprato Cristiano Ronaldo, luglio 2018, il bilancio della Juventus è sempre peggiorato, mentre i risultati sportivi non sono migliorati.

Va male la squadra con i ricavi più alti, il Barcellona, 713 milioni, ha una perdita di -97 milioni e debiti netti per 318 milioni. La più indebitata è il Tottenham, 685 milioni, con ricavi a 446 milioni e una perdita di -73 milioni. La seconda per debiti è il Manchester United, 524 milioni, terza per ricavi, 580 milioni, con una perdita di -26 milioni. Il Manchester City, 548 milioni di ricavi, ha una perdita netta di -143 milioni e 52 milioni di debiti. Il Real Madrid, secondo per ricavi con 681 milioni, ha 170 milioni di debiti finanziari netti. Il Chelsea ha il bilancio migliore, 45 milioni di utile e un surplus finanziario di 19 milioni, la cassa eccede i debiti.

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE SUL GREEN PASS:

Il certificato verde o «green pass» (così si chiamerà in Europa) entra subito nelle tasche degli italiani. Un lasciapassare per chi è vaccinato o ha avuto il Covid che durerà 6 mesi (solo 48 ore nel caso di tampone negativo) e che consentirà di entrare a concerti, partite di calcio e soprattutto permetterà di raggiungere le Regioni rosse o arancioni. Perché il nuovo decreto sul Covid che già oggi il Governo potrebbe varare prevede che il sistema dei colori in base alla diffusione del virus, con il ritorno ufficiale della «zona gialla» e «bianca», resterà in vigore almeno fino al 31 luglio quando scadrà anche lo stato di emergenza che sarà prorogato sempre oggi dal consiglio dei ministri (si veda il Sole 24 ore di ieri). Il certificato verde sarà rilasciato da una piattaforma nazionale con le modalità che saranno decise da un apposito Dpcm, nel frattempo si potranno produrre certificati rilasciati dall’Asl o dal medico di famiglia (per attestare la vaccinazione o la guarigione dal Covid) o l’attestato del tampone o del test anti genico dell’Asl o della farmacia effettuato 48 ore prima e con esito negativo. Documenti questi che però dovranno rispettare alcuni requisiti minimi. Previste anche sanzioni penali per chi altera il pass che resterà in vigore fino all’attivazione della piattaforma europea, nella quale saranno convogliati anche i certificati nazionali.

Ecco una delle novità più attese previste nella bozza di decreto che accompagnerà il calendario delle riaperture

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