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Borsa Italiana, ecco le 3 offerte (e due banchieri italiani fanno la guerra a Cdp e Intesa Sanpaolo)

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Per l’acquisto di Borsa Italiana sono state presentate a London Stock Exchange Group tre offerte non vincolanti: quelle di Euronext con Cdp e Intesa Sanpaolo,
Deutsche Boerse e Six, l’operatore della Borsa di Zurigo. Fatti, nomi, numeri e indiscrezioni

Nella corsa per aggiudicarsi Borsa Italiana sono state presentate a London Stock Exchange Group tre offerte non vincolanti, ovvero quelle di Euronext con Cdp Equity e Intesa Sanpaolo,
Deutsche Boerse (appoggiata a sorpresa dal banchiere italiano Claudio Costamagna, già in Cdp) e Six, l’operatore della Borsa di Zurigo gradito a un altro finanziere italiano, Marco Mazzucchelli.

I VALORI DELLE OFFERTE

Sebbene i termini finanziari delle tre offerte non siano stati resi noti ufficialmente, secondo quanto apprende Radiocor da fonti vicine al dossier, le proposte valuterebbero Borsa
Italiana in un range tra 3,5 e 4 miliardi di euro e quella di Six sarebbe la più alta.

L’OFFERTA SVIZZERA

Non è tuttavia detto che la scelta di Lseg, che controlla Borsa Italiana dal 2007 (l’aveva rilevata per 1,6 miliardi di euro), ricada sulla proposta più alta: saranno infatti tenuti in considerazione vari fattori, in primis i dettagli complessivi dell’offerta.

LE CRITICHE ALL’OFFERTA TEDESCA

Inoltre, fanno notare addetti ai lavori italiani al corrente dello stato dell’arte, è altamente probabile che sia preferito un operatore all’interno dell’Unione europea. C’e’ poi da tenere in conto il fatto che Lseg, prima di fare la propria scelta, probabilmente vorrà essere certa di non incontrare ostacoli da parte dei governi coinvolti: e in questo senso tra gli operatori italiani è noto che all’esecutivo Conte non è gradita sia l’offerta tedesca che quella svizzera, visto che Cdp (controllata dal Mef) e la prima banca italiana, Intesa Sanpaolo, sono coalizzate con il circuito europeo a base francese di Euronext (qui l’approfondimento di Start sull’offerta tedesca sgradita all’Italia e che tra l’altro vede l’ex Cdp, Claudio Costamagna, appoggiare la proposta di Deutsche Borse).

L’IPOTESI GOLDEN POWER

Nei giorni scorsi era stato ipotizzato che proprio la politica potesse essere un ostacolo. In Italia, per esempio, il “golden power” limita gli investimenti stranieri in settori considerati chiave per l’infrastruttura nazionale, per esempio difesa e telecomunicazioni, fa notare Radiocor.

I PROSSIMI PASSI

Per quanto riguarda i prossimi passi da compiere, Lseg dovrebbe valutare ora le offerte non vincolanti ricevute e scegliere come proseguire.

LE OFFERTE VINCOLANTI

Secondo le fonti sentite, un’ipotesi è che a tutti e tre gli offerenti sia chiesto di procedere con un’offerta vincolante, entro una scadenza ancora da fissare (un orizzonte temporale considerato possibile sembra essere la meta’ di ottobre).

LO SCENARIO

Ma sarebbe anche possibile che Lseg scelga di ridurre il campo, facendo procedere solo uno o due degli offerenti. Una scelta in questo senso potrebbe arrivare entro questa settimana, ma non ci sono ancora conferme.

IL DOSSIER ANTITRUST

Una decisione sulla vendita di Borsa Italiana è verosimile che sia presa entro fine anno: Lseg valuta la cessione delle attività italiane importante per potere avere il via libera delle autorità Antitrust europee sull’acquisto, per 27 miliardi di dollari, di Refinitiv, che porta con sé la piattaforma Tradeweb (la decisione dell’antitrust attesa per il 16 dicembre).

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