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Aumentare le spese militari? Ecco cosa si dice sul web. Report Spin Factor

Spese Militari

Un’analisi di Spin Factor evidenzia il sentiment degli italiani sui social nei confronti delle spese militari. Ecco numeri e confronti

 

Un italiano su tre contrario alle spese militari.

È quanto emerge da un’analisi realizzata da Spin Factor, società attiva nella consulenza strategica politica e istituzionale, condotta tramite Human, la propria piattaforma proprietaria di web e social listening.

Negli ultimi giorni infatti la questione dell’aumento del budget della difesa sta animando la politica ma anche il web.

In settimana il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha tirato dritto sulla questione chiarendo che non ci si può sottrarre agli impegni con la Nato. L’Italia onorerà l’impegno nei confronti della Nato di aumentare la spesa per la difesa al 2% del Pil.

Ecco cosa emerge dalla rilevazione di Spin Factor.

L’ANALISI DI SPIN FACTOR

Per analizzare il sentiment degli italiani, Spin Factor ha mappato 7.500 post pubblicati sui principali social network. Questi hanno generato oltre 900.000 interazioni e 21.000 commenti. Il periodo di riferimento è dal 25 al 31 marzo 2022.

UN ITALIANO SU TRE CONTRARIO ALLE SPESE MILITARI

Quindi dall’analisi emerge che il 30% degli utenti della rete esprime un sentiment negativo rispetto alla discussione sull’aumento delle spese militari. Inoltre il trend è in aumento, negli ultimi 7 giorni, di oltre 3 punti percentuali. Meno del 19%, invece, esprime un sentiment positivo, con un trend in calo del 2,3%.

LE PAROLE PIÙ FREQUENTI NEI POST

Inoltre, è interessante l’analisi semantica delle bigram, ovvero delle combinazioni di due parole usate con maggior frequenza dagli utenti in relazione al tema delle spese militari. Emergono: armi ucraina, invio armi, no aumento, guerra ucraina no guerra.

IL COMMENTO DI TIBERIO BRUNETTI

“Innanzitutto va detto che il 51% degli utenti della rete che partecipa alle discussioni sulle spese militari – ha commentato Tiberio Brunetti, fondatore di Spin Factor – esprime un sentiment neutro, dunque non è un tema che polarizza in maniera forte l’opinione pubblica. Ciò premesso, va rilevato che il sentiment negativo che cresce e si rafforza sull’argomento risente direttamente dell’indignazione, largamente maggioritaria, della rete per la guerra voluta dalla Russia e della discussione sull’opportunità di inviare o meno armi all’Ucraina”.

“Dunque la discussione è viziata dal fatto che l’aumento della spesa militare che viene visto, in questa fase, come una possibilità di innalzamento della capacità difensiva del Paese, ma come una diretta conseguenza della fase bellica in corso. Non ha contribuito a chiarire il quadro lo scontro tra Conte e Draghi. Sarebbe auspicabile, vista la delicatezza del momento e dell’argomento, una linea comunicativa chiara, forte e diretta da parte del Governo per spiegare con voce univoca, semplice e comprensibile, il senso strategico di questa scelta”, ha concluso Brunetti.

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